“A Gioia Tauro una fabbrica di auto”. I dubbi sull’annuncio dell’imprenditore usa di origini calabresi

Maurizio Silenzi Viselli Ecodellojonio.it SE FOSSE Don Abbondio dei Promessi Sposi a leggere la notizia di una fabbrica di auto in Puglia – Calabria direbbe: “Anthony Bonidy, chi era costui?” Ma leggendo i numerosi articoli dei quotidiani on line calabresi (basta digitare su Google: lcv capital management) si viene a sapere che Tony (più confidenziale) è americano sì, ma ha i nonni che vivono a Miglierina nei pressi di Catanzaro. I nonni? Beh, a me, che sono stato sempre bello come il sole, anche ora che ho quasi settant’anni, Tony sembra mì nonno; ma quanti anni avranno i suoi di nonni? Centoquaranta? Complimenti!


Apprendiamo anche che è Manager Lcv. Andando ad approfondire vediamo che la Lcv è un ufficio situato a Pittsburgh (USA), che si occupa di Pianificazione finanziaria (da noi si direbbe Consulente finanziario) e Servizi professionali. Anche mio cognato fa il Consulente finanziario e si interessa di auto, ma d’epoca (ha una bella Mercedes del 1960). Andando a dare un’occhiata alla SEC americana (Investment Adviser Public Disclosur), la Lcv, sembra, a volte iscritta, a volte non iscritta, non si capisce bene, ma vengono confermati i dati (indirizzo ufficio ecc.). Altri elementi non vengono forniti (quanto guadagna Tony ecc.). Di automobili, in ogni modo, nemmeno l’ombra.


Leggendo gli articoli invece vediamo che si vorrebbero investire, c’è chi dice 180 milioni, chi dice 120 per una fabbrica di automobili: mezza a Gioia Tauro e mezza a Modugno in Puglia. Certo, farne una unica intera sarebbe troppo facile e troppo comodo: ma, il capannone di 26.000 mq che fornirà la Regione Calabria, sta da una parte, e le elezioni prossime venture stanno da un’altra parte, in Puglia appunto.
Però, tutti concordano nel riportare che 90 milioni sono già stati investiti per la realizzazione dei prototipi. Accidenti! Bene. Dove sono? Vengono pubblicate delle foto molto sfocate di una vettura ed un furgoncino. Ma non sono foto reali, sono costruzioni virtuali fatte al computer da un qualche grafico. Grafico puntiglioso, perché nella seconda delle immagini (vedi), ha disegnato sullo sfondo un paio vetture parcheggiate, come per ribadire che i prototipi sono più di uno. Non esiste una foto reale di due prototipi costati 90 milioni? Una macchina fotografica era fuori budget?


Tony chiarisce anche un fattore tecnico, le auto sono realizzate con: «pannelli in materiale composito tra plastica e vetro, brevettato, e che consente un minimo utilizzo di robotica, eliminando completamente la verniciatura». Plastica e vetro? Tony, da noi si chiama: Vetroresina. Sai quella con cui si fanno le barche da cinquant’anni? L’hanno già inventata e brevettata. Dirò di più, mi ricordo che qualche auto con la carrozzeria in vetroresina è già stata fatta (senza gran successo). Motore? Mistero. Si parla di un primo Diesel da 160 cv. Ha una marca questo motore? Non ci viene comunicata. Viene precisato che, dopo aver riconvertito, con appositi corsi (pagati, ça va sans dire, dalla Regione), i lavoratori in mobilità del porto di Gioia Tauro e quelli licenziati dell’ex Om carrelli di Modugno (ricordatevelo eh ragazzi al momento del voto), la Lcv di Tony produrrà auto “in concorrenza con la Fiat” dopo appena 16 mesi! Perdindirindina!


Ah Tony! In Italia, in 16 mesi, non si apre neanche una bottega di frutta e verdura, qui mica siamo a Kansas City. Prenditela più comoda, non voglio dire di aspettare che finisca la Salerno – Reggio Calabria, no, andremmo troppo il là, ma insomma vedi tu. #staiserenotony.

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