“A Roma abbiamo buone strade…”: Vaticano e massoneria al servizio dei Grande-Aracri

Miriam Cuc­cu Antimafiaduemila.com “PERCHE' NOI a Roma abbia­mo buo­ne… buo­ne ami­ci­zie… buo­ne stra­de…”. Così par­la Nico­li­no Gran­de Ara­cri, boss dell’omonima cosca che da Cutro (Cro­to­ne) è migra­ta su su fino al Cen­tro-Nord. Nel miri­no del­la “Aemi­lia”, ulti­ma maxi ope­ra­zio­ne di ndran­ghe­ta – 160 arre­sti, un risul­ta­to mai regi­stra­to fino­ra – la fami­glia cala­bre­se che ha sapu­to fare dell’imprenditorialità e del­le “buo­ne ami­ci­zie” la sua car­ta vin­cen­te, esten­den­do il pro­prio domi­nio nell’Emilia ma anche aggan­cian­do ambien­ti del Vati­ca­no e del­la mas­so­ne­ria. È quan­to si leg­ge nel decre­to di fer­mo del­la Dda di Catan­za­ro (che ha ope­ra­to insie­me a quel­la di Bolo­gna e di Bre­scia), che descri­ve i cana­li pri­vi­le­gia­ti ai qua­li i Gran­de Ara­cri non disde­gna­no di rivol­ger­si per cura­re i pro­pri inte­res­si e chie­de­re favo­ri. Secon­do i pub­bli­ci mini­ste­ri, il pro­cu­ra­to­re aggiun­to Gio­van­ni Bom­bar­die­ri e i sosti­tu­ti Vin­cen­zo Capo­mol­la e Dome­ni­co Gua­ra­scio, uno dei sog­get­ti a caval­lo tra due mon­di è Gra­zia Velo­ce, gior­na­li­sta rite­nu­ta “mol­to vici­no a per­so­na­li­tà di rilie­vo del Vati­ca­no e del­la poli­ti­ca ita­lia­na”, che van­te­reb­be “rap­por­ti con isti­tu­zio­ni mas­so­ni­che e cava­lie­ra­ti vari, anche se non risul­ta “desti­na­ta­ria del pre­sen­te prov­ve­di­men­to”.

In base a quan­to scrit­to nel­le car­te la Velo­ce più vol­te si è pre­oc­cu­pa­ta per le sor­ti giu­di­zia­rie di Gio­van­ni Abra­mo, gene­ro di Gran­de Ara­cri, dete­nu­to a Sul­mo­na per l’omicidio di Anto­nio Dra­go­ne, atti­van­do “tut­ti i suoi con­tat­ti in Vati­ca­no per il suo tra­sfe­ri­men­to in un altro Isti­tu­to Car­ce­ra­rio”, quel­lo di Catan­za­ro, più vici­no al ful­cro di atti­vi­tà del­la cosca di Cutro. La Velo­ce “pre­sen­ta a Nico­li­no Gran­de Ara­cri ed ai suoi soda­li Bene­det­to Stra­nie­ri” avvo­ca­to arre­sta­to per con­cor­so ester­no in asso­cia­zio­ne mafio­sa, che “for­ni­va un con­tri­bu­to con­cre­to, spe­ci­fi­co, e volon­ta­rio per la con­ser­va­zio­ne e il raf­for­za­men­to del­le capa­ci­tà ope­ra­ti­ve dell'associazione”, met­ten­do a dispo­si­zio­ne “le sue rela­zio­ni per­so­na­li in ambien­ti eccle­sia­sti­ci roma­ni e in ordi­ni di cava­lie­ra­to e assi­cu­ran­do i rap­por­ti dei ver­ti­ci del soda­li­zio cri­mi­no­so con tali ambien­ti”. “Mi ha por­ta­to… Gino (Lui­gi Fron­te­ra, ndr) tut­ta la docu­men­ta­zio­ne che riguar­da”. È il 27 mag­gio 2012 e Gra­zia Velo­ce, inter­cet­ta­ta, tele­fo­na a Giu­sep­pi­na Mau­ro, moglie di Gran­de Ara­cri: “Stai tran­quil­la che ades­so mi sto atti­van­do… per Gio­van­ni (Gio­van­ni Abra­mo, ndr) (…) che stia­mo lavo­ran­do…”. Una deci­na di gior­ni dopo la Velo­ce si rifà viva: “Ascol­ta­mi sorel­li­na mia ado­ra­ta… la pra­ti­ca tua me l'ha pre­sa il Mon­si­gno­re… l'altro Car­di­na­le… per cor­te­sia glie­la dai a Gino due foto­co­pie di quel­la pra­ti­ca… due me ne devi man­da­re anco­ra per­chè me l'hanno pre­sa loro… Gino lo sa comun­que… me le man­da per cor­rie­re espres­so (…) deve anda­re dal Nun­zio Apo­sto­li­co del­le Car­ce­ri…”.

Si trat­ta di Mau­ri­zio Costan­ti­ni, pre­la­to non inda­ga­to nell’inchiesta. La Velo­ce par­lan­do con Fron­te­ra (si leg­ge nell’informativa dei Cara­bi­nie­ri) spie­ga che, per avan­za­re la richie­sta di tra­sfe­ri­men­to di Abra­mo “potreb­be­ro ser­vi­re altri docu­men­ti” in quan­to come uni­ca moti­va­zio­ne addot­ta vi è sola­men­te “lo sta­to di gra­vi­dan­za del­la moglie”. A dir­lo alla don­na è l’avvocato Stra­nie­ri, da lei apo­stro­fa­to “con l‘appellativo di ‘mas­so­ni­co’” che le avreb­be fat­to nota­re “la caren­za nel­la docu­men­ta­zio­ne spe­di­ta”. “Io vado dal Mon­si­gno­re – aggiun­ge la don­na – me la fa il Mon­si­gno­re e poi loro di là…”. La Velo­ce lo con­tat­ta, pre­an­nun­cian­do la visi­ta sua e di Giu­sep­pi­na “Maria” Mau­ro al Vica­ria­to: “Sono già qui – con­fer­ma Costan­ti­ni –… si… si… sono qui in uffi­cio…”, “Per­ché por­to la signo­ra Maria – repli­ca la gior­na­li­sta – quel­la che aspet­ta­te… ok!…”. E’ il 9 luglio, Stra­nie­ri con­tat­ta la Velo­ce per pre­an­nun­ciar­le il buon esi­to del­la pra­ti­ca: “Eh avvi­sa quel­la per­so­na che è tut­to a posto (…)Digli sol­tan­to que­sto… mo stan­no veden­do dove por­tar­lo… capi­to?”. “Ah… tu gli hai det­to che Catan­za­ro è meglio…” rispon­de. “Sì – con­fer­ma Stra­nie­ri – gliel'ho det­to… dove c'è posto mo cer­ca­no di siste­mar­lo… di sta­re tran­quil­la che ho fat­to tut­to…”.

La Velo­ce si reca poi per­so­nal­men­te a Cutro, nei pri­mi gior­ni di set­tem­bre, ospi­te di Fron­te­ra. Qui avreb­be incon­tra­to anche Nico­li­no Gran­de Ara­cri, da lei chia­ma­to il suo “fra­tel­luc­cio”. Dal­le inter­cet­ta­zio­ni sareb­be infat­ti emer­so che il boss di Cutro avreb­be rice­vu­to l’investitura di “Cava­lie­re” “dell’ordine cui Velo­ce Gra­zia rico­pre una cari­ca impor­tan­te”: “Emer­ge chia­ra­men­te la natu­ra del rap­por­to tra il Gran­de Ara­cri e la don­na – si leg­ge nel docu­men­to – la con­ver­sa­zio­ne trat­ta argo­men­ti di natu­ra eco­no­mi­co finan­zia­ria, col­le­ga­ti alle ope­ra­zio­ni con­nes­se alla cir­co­la­zio­ne di tito­li finan­zia­ri di natu­ra sospet­ta: nel cor­so del­la con­ver­sa­zio­ne chia­ri rife­ri­men­ti ad aspet­ti rela­ti­vi alla Mas­so­ne­ria”. “Emer­ge chia­ra­men­te – con­ti­nua il decre­to – come Gra­zia Velo­ce sia depo­si­ta­ria di cono­scen­ze rela­ti­ve alle inda­gi­ni in cor­so su Cutro e Gran­de Ara­cri” e di come que­ste “sia­no sta­te diret­ta­men­te acqui­si­te dal­lo Stra­nie­ri”, che a det­ta del­la Velo­ce “è sem­pre in Vati­ca­no”. Qual­co­sa, però, sem­bra poi anda­re stor­to: il man­ca­to tra­sfe­ri­men­to di Abra­mo sareb­be dovu­to all’impedimento oppo­sto dal­la Dda di Catan­za­ro. Ma tut­te le altre por­te era­no già spa­lan­ca­te per la cosca di Cutro, il cana­le con la Chie­sa qua­si diret­to. Tan­to che Mon­si­gnor Costan­ti­ni man­da­va addi­rit­tu­ra i suoi salu­ti a Giu­sep­pi­na Mau­ro: “La salu­ta il Mon­si­gno­re che la rin­gra­zia – dice la Velo­ce, inter­cet­ta­ta, par­lan­do con Fron­te­ra – che ha det­to che è sta­ta gene­ro­sa e splen­di­da… gli ha lascia­to cin­que­cen­to euro che lui ha pre­so volen­tie­ri per i suoi pove­ri…”.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*