A Rosarno rischia di scoppiare una faida tra gruppi criminali. Ora è caccia a Salvatore Consiglio

Michele Albanese Quotidiano del Sud ROSARNO – E’ ancora irreperibile Salvatore Consiglio, il 37 enne rosarnese protagonista sera di sabato scorso di un’inquietante sparatoria che ha visto coinvolte anche altre persone allo stato sconosciute. Come si ricorderà poco dopo le ore 21 lungo la via Nazionale Nord si è verificata una sparatoria per ragioni allo stato ignote tra alcuni soggetti tra cui il Consiglio il quale secondo quanto è stato ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro diretta dal Capitano Gabriele Lombardo, stava viaggiando a bordo di una Toyota Jaris quando è accaduta la sparatoria nonostante il traffico presente a quell’ora sull’importante arteria. La versione che gli inquirenti ritengono più probabile è che qualcuno ha esploso all’indirizzo di Consiglio alcuni pistola che non lo hanno raggiunto anzi avrebbero provocato la reazione di quest’ultimo che girava armato e che avrebbe impugnato a sua volta l’arma cercando esplodendo un colpo dal di dentro dell’abitacolo della sua Toyota che ha lasciato un foro ben visibile. Quindi ha abbandonato l’auto sulla carreggiata dandosi alla fuga. Dall’altro ieri sera è irreperibile. I Carabinieri escludono che possa essere rimasto ferito visto che nella Toyota non hanno rinvenuto tracce di ematiche. Sul luogo i militari dell’Arma hanno rinvenuto almeno quattro bossoli esplosi di pistola calibro 9 per 21. La dinamica è tutta da ricostruire compresa l’identità di coloro che forse a bordo di una moto si sarebbero avvicinati all’auto di Consiglio forse per tendergli un agguato.

Consiglio adesso viene ricercato dai Carabinieri. Solo lui a questo punto potrebbe spiegare come sono andatele cose. Il fatto stesso che subito dopo la sparatoria abbia deciso di darsi alla fuga potrebbe ipotizzare più scenari: o lo ha fatto perché timoroso di essere raggiunto dai sicari, oppure per altre ragioni che adesso devono essere ricostruite. Certo l’aver esploso un colpo di pistola lo porrebbe in una condizione accusatoria grave. A suo carico possono essere ipotizzati i reati di porto e detenzione di arma, quasi certamente clandestina, e spari in luogo pubblico. Forse per questa ragione ha deciso di darsi alla fuga. Fino a ieri sera di lui nessuna traccia nonostante le ricerche dei Carabinieri. A questo punto solo lui se si consegnasse ai Carabinieri potrebbe spiegare cosa sia realmente accaduto, la dinamica della sparatoria e soprattutto chi erano coloro che hanno fatto fuoco contro di lui senza peraltro riuscire a colpire l’auto nella quale viaggiava. Un’ipotesi questa, che resta allo stato come tale. Perché non si esclude che i fatti possano essere andati in maniera diversa.

Altro aspetto, non secondario è l’assolta mancanza di testimoni della sparatoria nonostante a quell’ora in Via Nazionale Nord vi fosse del traffico. I Carabinieri stanno anche cercando di analizzarei filmati di alcune telecamere presenti in zona alla scopo di capire ladinamica dei fatti. Se si verrà confermata l’ipotesi dell’agguato nei confronti di Consiglio potrebbe alzarsi la tensione tra gruppi criminali della zona anche perché l’uomo non uno sconosciuto: era stato arrestato nella primavera del 2010 e poi scarcerato nel 2013, in quanto ritenuto vicino ai Pesce. L’operazione che portò anche al suo arresto venne effettuata da Carabinieri e Polizia e scattò il 14 agosto 2007 e venne ribattezzata “All inside”.

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