A Terranova da Sibari un centro interculturale per «il dialogo tra popoli e culture»

Bar­ba­ra Pre­sta Yescalabria.com LA CALABRIA, da seco­li, è ter­ra di par­ten­ze e di arri­vi. Ne sono testi­mo­nian­za le stra­ti­fi­ca­zio­ni cul­tu­ra­li che la ren­do­no spe­cia­le nel pano­ra­ma ita­lia­no. Oggi, tut­ta­via, i flus­si di per­so­ne migran­ti e richie­den­ti asi­lo han­no posto le regio­ni ita­lia­ne di fron­te ad una gran­de sfi­da, quel­la dell’accoglienza, in assen­za di una poli­ti­ca euro­pea uni­ta­ria e fina­liz­za­ta alla costru­zio­ne di nuo­ve comu­ni­tà. Un tema strin­gen­te, una gran­de que­stio­ne del nostro tem­po.

Ma dal bas­so non man­ca­no ini­zia­ti­ve inte­res­san­ti. Come il caso che rac­con­tia­mo qui. A Ter­ra­no­va da Siba­ri, pae­se dell’entroterra cala­bre­se che domi­na l’intera pia­na di Siba­ri, l’onlus Per un’Europa dei Popo­li ha scel­to di apri­re un cen­tro inter­cul­tu­ra­le, dove avvia­re labo­ra­to­ri di for­ma­zio­ne, alle­sti­re una sar­to­ria socia­le, costrui­re spa­zi di scam­bio e inte­ra­zio­ne uma­na, soli­da­le, inter­cul­tu­ra­le, apri­re un pun­to infor­ma­ti­vo per don­ne. Le atti­vi­tà pro­po­ste saran­no, infat­ti, rivol­te a don­ne nati­ve, migran­ti e richie­den­ti asi­lo e a mino­ri di ogni pro­ve­nien­za.

Abbia­mo sen­ti­to Anto­nia Roma­no, con­si­glie­re comu­na­le a Tren­to ma di soli­de ori­gi­ni cala­bre­si, pro­mo­tri­ce dell’iniziativa, che a Yes Cala­bria ha dichia­ra­to: “Le comu­ni­tà loca­li, soprat­tut­to se sono carat­te­riz­za­te da sto­rie di emi­gra­zio­ne, non pos­so­no esi­mer­si dal dove­re di acco­glie­re nei pro­pri ter­ri­to­ri chi chie­de asi­lo, chi deve lascia­re la pro­pria ter­ra per ragio­ni ambien­ta­li, eco­no­mi­che o poli­ti­che. L’accoglienza in emer­gen­za, per sal­va­re le vite uma­ne, deve esse­re accom­pa­gna­ta da pra­ti­che di inte­gra­zio­ne nel­le comu­ni­tà acco­glien­ti, supe­ran­do il con­cet­to di mul­ti­cul­tu­ra­li­smo per aprir­si all’interazione tra per­so­ne e cul­tu­re, al dia­lo­go tra popo­li e reli­gio­ni”.

“Il cen­tro inter­cul­tu­ra­le – pro­se­gue-, aper­to e viva­ce, colo­ra­to e gesti­to dal­la onlus con pos­si­bi­li­tà di ren­de­re pro­ta­go­ni­ste atti­ve don­ne migran­ti, è solo la pri­ma azio­ne che si pro­po­ne di pro­muo­ve­re in ter­ri­to­rio cala­bre­se l’associazione nata un anno fa dal­la neces­si­tà di tre don­ne di dare un con­tri­bu­to tan­gi­bi­le a una ter­ra trop­po spes­so descrit­ta e vis­su­ta come ter­ra di degra­do, mala­vi­ta e inci­vil­tà. Con la con­vin­zio­ne che dal sud pos­sa­no emer­ge­re inte­res­san­ti e con­for­tan­ti esem­pi di buo­ne pra­ti­che socia­li, con la cer­tez­za che il ter­ri­to­rio vasto e com­pre­so tra la pia­na di Siba­ri e il mas­sic­cio del Pol­li­no pos­sa diven­ta­re labo­ra­to­rio spe­ri­men­ta­le in cui il capi­ta­le socia­le sia l’unico capi­ta­le da valo­riz­za­re e da incre­men­ta­re, l’onlus Per un’Europa dei Popo­li si pro­po­ne di apri­re a bre­ve un Cen­tro di Acco­glien­za Straor­di­na­ria per don­ne vul­ne­ra­bi­li e avvia­re anche un pro­get­to di agri­col­tu­ra socia­le in cui saran­no sem­pre le don­ne nati­ve, migran­ti e richie­den­ti asi­lo a esse­re pro­ta­go­ni­ste atti­ve di azio­ni che avran­no rica­du­te posi­ti­ve sull’intera popo­la­zio­ne loca­le”.

“Il tut­to – è la sua con­clu­sio­ne – sen­za tra­scu­ra­re momen­ti di appro­fon­di­men­to cul­tu­ra­le, il pri­mo dei qua­li a giu­gno sarà la pre­sen­ta­zio­ne del libro di Mau­ri­zio Alfa­no dal tito­lo Ita­lia­ni Raz­zi­sti per Bene in occa­sio­ne dell’inaugurazione del cen­tro inter­cul­tu­ra­le a cui è sta­to invi­ta­to anche il vesco­vo di Ros­sa­no. Lo stes­so libro sarà pre­sen­ta­to a Castro­vil­la­ri, pae­se dove ha sede l’onlus e dove sarà rea­liz­za­to il pro­get­to di agri­col­tu­ra socia­le”.