Appena 47 passeggeri in due mesi : stop all’unico volo dall’aeroporto di Crotone

Claudio Del Frate Corriere.it APPENA 47 PASSEGGERI (potenziali) sono troppo pochi per mantenere in vita un aeroporto; con i numeri non si bara, specie se il sito in questione è intitolato al matematico Pitagora. E così l’aeroporto di Crotone, riaperto a novembre è già costretto alla resa prima di partire. L’unica compagnia che si era fatta avanti per operare sullo scalo, l’austriaca Flyservus, in due mesi ha raccolto la miseria di 47 prenotazioni ritenute del tutto insufficienti. Così i dirigenti hanno comunicato due giorni fa che restituiranno il prezzo del biglietto ai passeggeri di buona volontà che si erano fatti avanti e tanti saluti. Dall’8 gennaio gli addetti ai bagagli, ai check in, i controllori di volo e le forze dell’ordine destinati all’aeroporto di Crotone non avranno altro destino che rigirarsi i pollici.

Le speranze dopo il crac. Il forfait di Flyservus ha provocato l’immediata sollevazione della politica calabrese, dal presidente della Regione Oliverio al sindaco di Crotone Pugliese, ma la situazione appare al momento senza rimedio. La Sant’Anna, la società che gestiva lo scalo era stata dichiarata fallita nel 2015, paralizzata da un peso debitorio pari a 6 milioni di euro e pochi mesi dopo l’Enac aveva sospeso le autorizzazioni a operare. La Sacal, che gestisce anche gli scali di Lamezia Terme e Reggio Calabria era subentrata e lo scalo era stato riaperto a novembre. Volo inaugurale: quello che aveva portato la squadra del Crotone in trasferta a Genova per la partita contro la Sampdoria.

Il forfait degli austriaci. Si sperava nel contempo che qualche vettore si facesse avanti per occupare gli «slot» (vale a dire i permessi di decollo e atterraggio) su Crotone. L’unica compagnia a bussare alla porta di Sacal era stata tuttavia la Flyservus; società che non opera voli di linea ma piuttosto charter e servizi di aerotaxi. L’offerta prevedeva collegamenti con Roma, Milano e Bologna. Da novembre a oggi, però, appena 47 persone hanno acquistato biglietti della Flyservus, inducendo la società austriaca a ritirare il suo impegno. Con il nuovo anno dunque, pista e aerostazione intitolata a Pitagora sono tornate a essere un deserto dove i 16 addetti (a tempo determinato) della Sacal, i pompieri, i controlli di volo non hanno nulla da fare per l’intera giornata.

I 12 milioni della Regione Calabria. «Da parte nostra rinnoviamo il nostro impegno su Crotone – dichiara Tiziana Ferragina, responsabile sviluppo traffico di Sacal – anche perché resta aperto il bando della Regione Calabria che stanzia 12 milioni di euro per compagnie che vogliono operare sui tre scali della regione. Speriamo ancora che da lì arrivino proposte per Crotone e che soprattutto la stagione turistica porti novità. La Sacal ha appreso con stupore la decisione di Flyservus: a tutela dei nostri diritti e della nostra immagine ci riserviamo ogni opportuna azione. Nel frattempo l’aeroporto di Crotone resterà aperto, nella fascia dalle 9 alle 17: per noi lo scalo è operativo».

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