Bergamotto, il futuro della Calabria

Pao­lo Tosca­no Gazzettadelsud.it REGGIO CALABRIA – Un’occasione sto­ri­ca. Il ber­ga­mot­to sta tor­nan­do in auge. E la Cala­bria pun­tan­do sul suo “oro ver­de” può far ripar­ti­re l’economia. Su di perio­do per­chè entra a pie­no tito­lo nel­le tra­di­zio­ni gastro­no­mi­che coi panet­to­ni, cioc­co­la­te, tor­te, tor­ro­ni, e chi più ne ha più ne met­ta». Que­sto frut­to, secon­do gli sto­ri­ci nato dall’incrocio di limet­ta con aran­cio ama­ro, met­te le sue radi­ci per la pri­ma vol­ta a Reg­gio, nel Fon­do dei Giun­chi intor­no al 1750 e oggi il suo uso è dif­fu­so nel­la vita quo­ti­dia­na. I nuo­vi pio­nie­ri­que­sto agru­me uni­co, dun­que, ci si gio­ca una gros­sa fet­ta del futu­ro. In anni recen­ti è sta­to un risco­pri­re del­le pro­prie­tà del ber­ga­mot­to. Il recen­te sim­po­sio al dipar­ti­men­to di Agra­ria del­la Medi­ter­ra­nea ne ha cer­ti­fi­ca­to l’importanza nel­le appli­ca­zio­ni cosme­ti­che (l’essenza del ber­ga­mot­to vie­ne sfrut­ta­ta da oltre 300 mar­chi com­mer­cia­li nel mon­do) e far­ma­co­lo­gi­che (i fla­vo­no­li con­te­nu­ti nell’agrume non solo indur­reb­be­ro la mor­te del­le cel­lu­le tumo­ra­li ma ridur­reb­be­ro anche la pro­li­fe­ra­zio­ne di meta­sta­si e sareb­be­ro uti­li con­tro l’ipertrofia pro­sta­ti­ca beni­gna. Le pro­prie­tà nutra­ceu­ti­che com­pren­do­no anche un effi­ca­ce con­tra­sto di cole­ste­ro­lo e gli­ce­mia). Espor­ta­to a tut­te le lati­tu­di­ni, ora gra­zie all’Accademia del Ber­ga­mot­to, con il suo pre­si­den­te prof. Vit­to­rio Cami­ni­ti che da oltre vent’anni si pro­di­ga­no a far sì che l’agrume si affer­mi anche nel cam­po del­la gastro­no­mia, per­si­no quel­la da gran gour­met: «Il ber­ga­mot­to, ormai, rap­pre­sen­ta – sostie­ne Cami­ni­ti – un nuo­vo modo di festeg­gia­re il Nata­le e le feste dell’uso del ber­ga­mot­to sono sta­ti, pro­prio il prof. Cami­ni­ti, che è anche pre­si­den­te regio­na­le di Fede­ral­ber­ghi, per pastic­ce­ria e gastro­no­mia, e nel­la gela­te­ria For­tu­na­to Mari­no che ha dato vita al “sor­bet­to al ber­ga­mot­to”. Sul mer­ca­to esi­sto­no otti­mi liquo­ri, deli­zio­si tè, cara­mel­le e dol­ciu­mi vari. Il ber­ga­mot­to si col­ti­va esclu­si­va­men­te lun­go la fascia costie­ra che va da Vil­la San Gio­van­ni a Bran­ca­leo­ne. Nel pas­sa­to ha fat­to la for­tu­na di tan­ti impren­di­to­ri e resa ric­ca mez­za pro­vin­cia, facen­do lavo­ra­re miglia­ia di fami­glie. La situa­zio­ne odier­na por­ta a una rifles­sio­ne ama­ra: «Esi­ste – spie­ga Cami­ni­ti –un nuo­vo busi­ness, attua­le con il mal­co­stu­me dei gior­ni nostri. Gra­zie alle risor­se pub­bli­che, for­ni­te in base all’appartenenza poli­ti­ca, vedia­mo sfi­la­re per­so­nag­gi che, come gran­di “pala­di­ni”, dico­no di ope­ra­re a favo­re del ber­ga­mot­to. Mi pia­ce­reb­be sape­re quan­to que­sti han­no tira­to fuo­ri dai loro bilan­ci per­so­na­li, dal­la pro­pria tasca o quan­to inve­ce han­no lucra­to, da e per que­ste ini­zia­ti­ve». Le carat­te­ri­sti­che chimiche,organolettiche efar­ma­co­lo­gi­che, del ber­ga­mot­to lo ren­do­no un dono divi­no: «Que­sta poten­zia­li­tà – con­clu­de Cami­ni­ti – non rie­sce a tro­va­re pie­na affer­ma­zio­ne per­ché vivia­mo in una regio­ne che rie­sce a divi­der­si e a par­cel­liz­zar­si. Par­lo a nome di chi ha scel­to di inve­sti­re, sen­za nul­la a pre­ten­de­re dal­la mano pub­bli­ca. Cre­do sia arri­va­to il momen­to di apri­re una fase di rifles­sio­ne e di auto­cri­ti­ca da par­te di quan­ti ope­ra­no in nome del ber­ga­mot­to. In cam­po si misu­ra­no a vario tito­lo con­sor­zi, asso­cia­zio­ni, enti­tà socia­li. Un mon­do disar­ti­co­la­to e scoor­di­na­to, abi­ta­to spes­so da figu­re non qua­li­fi­ca­te, di cer­to non ani­ma­te dal nobi­le sco­po di pro­muo­ve­re l’immagine di una Cala­bria ope­ro­sa e ric­ca di risor­se. È il momen­to di libe­rar­si da cer­te zavor­re e tro­va­re l’intesa per il rilan­cio del ber­ga­mot­to, la cre­sci­ta e lo svi­lup­po».

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