Caso Cacciola, Fondacaro parla ancora. E ci sono i riscontri

Clau­dio Cor­do­va Ildispaccio.it REGGIO CALABRIA – Era il medi­co-impren­di­to­re dei Piro­mal­li-Molè. Ora da mesi sta col­la­bo­ran­do con la giu­sti­zia. Per ades­so, le uni­che dichia­ra­zio­ni osten­si­bi­li sono quel­le rela­ti­ve al caso del­la testi­mo­ne di giu­sti­zia rosar­ne­se Maria Con­cet­ta Cac­cio­la, che mori­rà per inge­stio­ne di aci­do muria­ti­co nell'agosto 2011. Le pro­pa­la­zio­ni di Mar­cel­lo Fon­da­ca­ro potran­no inol­tre esse­re mol­to uti­li per rico­strui­re le dina­mi­che mafio­se del­la Pia­na di Gio­ia Tau­ro. Per ades­so, però, al pm Gio­van­ni Musa­rò ser­vo­no per "blin­da­re" la posi­zio­ne pro­ces­sua­le dell'avvocato Gre­go­rio Cac­cio­la, attual­men­te alla sbar­ra davan­ti al Tri­bu­na­le di Pal­mi doven­do rispon­de­re del­le pro­prie con­dot­te dell'estate 2011, nei mesi ante­ce­den­ti alla ritrat­ta­zio­ne (fasul­la) del­la gio­va­ne Cac­cio­la e alla mor­te del­la stes­sa: "Maria Con­cet­ta Cac­cio­la avreb­be ritrat­ta­to le dichia­ra­zio­ni rese all'autorità giu­di­zia­ria. Più pre­ci­sa­men­te dis­se che loro, i Bel­loc­co ed i loro cugi­ni Cac­cio­la, ave­va­no inca­ri­ca­to l'avvocato Gre­go­rio Cac­cio­la, di far­la ritrat­ta­re(…) e che la sua fami­glia non ave­va con­di­vi­so la scel­ta del­la cugi­na di col­la­bo­ra­re" dirà Fon­da­ca­ro nei pri­mi ver­ba­li.

Le nuo­ve dichia­ra­zio­ni, ora, sono sta­te depo­si­ta­te dal pm Musa­rò nel pro­ce­di­men­to, la cui ulti­ma udien­za si è cele­bra­ta la scor­sa set­ti­ma­na. Fon­da­ca­ro inqua­dre­rà il ruo­lo che l'avvocato Cac­cio­la avreb­be rive­sti­to nel perio­do ante­ce­den­te alla mor­te di Maria Con­cet­ta e ai con­vul­si gior­ni che la vedran­no ritor­na­re a Rosar­no ed esse­re pro­ta­go­ni­sta di una ritrat­ta­zio­ne poi caval­ca­ta da un cer­to tipo di stam­pa: "Nell'anno 2011 ho avu­to rap­por­ti con un figlio di Gre­go­rio Bel­loc­co e con Fran­ce­sco Coso­le­to per la vicen­da rela­ti­va alla sot­tra­zio­ne dell'orologio di cui ho già rife­ri­to" rac­con­ta. Fon­da­ca­ro denun­ce­rà il fat­to, ma omet­te­rà il nome di Bel­loc­co "per­ché, cono­scen­do la cara­tu­ra mafio­sa del­la fami­glia Bel­loc­co, ebbi timo­re a fare rife­ri­men­to anche a tale sog­get­to nel­la denun­cia. D'altra par­te, al di là del ben noto spes­so­re del­la fami­glia Bel­loc­co, que­sto ragaz­zo (Bel­loc­co Giu­sep­pe) mi sem­bra­va una per­so­na mol­to peri­co­lo­sa, in quan­to ave­va affer­ma­to in mia pre­sen­za che la fami­glia Bel­loc­co era la fami­glia mafio­sa più poten­te di Rosar­no, che dispo­ne­va di armi da guer­ra (kala­sh­ni­kov) e che lo Sta­to rispet­to a loro non era nul­la".

Insom­ma, Fon­da­ca­ro, da sem­pre inse­ri­to negli ambien­ti di ndran­ghe­ta, teme per la pro­pria inco­lu­mi­tà e non men­zio­na Bel­loc­co. Ciò che più inte­res­sa ai fini del pro­ces­so con­tro l'avvocato Cac­cio­la, però, è la con­te­stua­liz­za­zio­ne del fat­to. Fon­da­ca­ro, infat­ti, rife­ri­rà di aver appre­so alcu­ne con­fi­den­ze cir­ca la col­la­bo­ra­zio­ne con la giu­sti­zia del­la gio­va­ne Maria Con­cet­ta Cac­cio­la e cir­ca il pre­sun­to coin­vol­gi­men­to dell'avvocato Gre­go­rio Cac­cio­la. Fon­da­ca­ro, dun­que, rie­sce a col­lo­ca­re l'incontro nel luglio 2011, nel­le set­ti­ma­ne più "cal­de", non solo sot­to il pro­fi­lo cli­ma­ti­co: "In data 11/7/2011 riti­rai l'orologio "Lan­ge e Song" pres­so il Mon­te dei Pegni che si tro­va vici­no via dei Giub­bo­na­ri e in tale occa­sio­ne ero accom­pa­gna­to da Coso­le­to Fran­ce­sco e Bel­loc­co Fran­ce­sco. Ricor­do con cer­tez­za la data per­ché ho la rice­vu­ta del Mon­te dei Pegni che atte­sta il riti­ro del­la poliz­za di depo­si­to pre­vio paga­men­to di cir­ca 8mi­la e 500 euro, som­ma che quel­la stes­sa mat­ti­na­ta mi era sta­ta con­se­gna­ta da Bel­loc­co Giu­sep­pe in con­tan­ti".

Una rice­vu­ta che Fon­da­ca­ro con­se­gne­rà al pm Gio­van­ni Musa­rò, attual­men­te in ser­vi­zio alla Pro­cu­ra di Roma, ma appli­ca­to al pro­ces­so con­tro l'avvocato Cac­cio­la: "Ave­vo cono­sciu­to Bel­loc­co Giu­sep­pe qual­che gior­no pri­ma di quel­la data (cioè dell'11 luglio), cer­ta­men­te e comun­que nel mese di luglio 2011, ecco per­ché dico che l'episodio in cui il Bel­loc­co fece rife­ri­men­to alla futu­ra ritrat­ta­zio­ne del­la cugi­na Cac­cio­la e al coin­vol­gi­men­to dell'avvocato Gre­go­rio Cac­cio­la non può esser­si veri­fi­ca­to pri­ma del mese di luglio 2011. Riba­di­sco che all'epoca la testi­mo­ne di giu­sti­zia era viva e anco­ra sot­to pro­te­zio­ne". Le nuo­ve dichia­ra­zio­ni di Fon­da­ca­ro van­no a inci­de­re pro­fon­da­men­te sul­la figu­ra dell'avvocato Gre­go­rio Cac­cio­la, cono­sciu­to, a suo dire, già a metà degli anni '90.

I Molè, a suo dire, "si fida­va­no mol­tis­si­mo dell'avvocato Cac­cio­la anche in ragio­ne dei rap­por­ti di paren­te­la esi­sten­ti fra la moglie del lega­le e i Molè, cir­co­stan­za poi con­fer­ma­ta­mi dal­lo stes­so avvo­ca­to Cac­cio­la". Il dato più impor­tan­te, anche in vista del­la depo­si­zio­ne di Fon­da­ca­ro in dibat­ti­men­to, sono i riscon­tri alle dichia­ra­zio­ni del col­la­bo­ra­to­re. Il medi­co-impren­di­to­re, infat­ti, affer­me­rà di aver per­not­ta­to in quel perio­do pres­so l'hotel Mar­riot, all'uscita Pisa­na del Rac­cor­do Anu­la­re di Roma: un'informazione che ver­rà riscon­tra­ta dal­le inda­gi­ni del Capi­ta­no dei Cara­bi­nie­ri, Gabrie­le Tadol­di. Il con­trol­lo del data­ba­se del­la strut­tu­ra alber­ghie­ra, infat­ti, darà esi­to posi­ti­vo, poi­ché ver­rà accer­ta­to come Coso­le­to e Bel­loc­co allog­ge­ran­no in quell'hotel, pro­prio nel perio­do indi­ca­to dal col­la­bo­ra­to­re di giu­sti­zia. I riscon­tri alle dichia­ra­zio­ni di Fon­da­ca­ro, infat­ti, sono sta­te depo­si­ta­te dal pm Musa­rò con­te­stual­men­te alle nuo­ve dichia­ra­zio­ni di Fon­da­ca­ro.

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