Cinquefrondi, gli scade il progetto Sprar, nigeriano in escandescenze

Simona Gerace Quotidiano del Sud CINQUEFRONDI – Arrestato un nigeriano beneficiario del Progetto Sprar, a Cinquefrondi. Ieri mattina uno dei 9 ospiti del progetto di accoglienza cinquefrondese, Omorogbe Monday di 37 anni, ha fatto irruzione nel corso di una riunione congiunta tra operatori del progetto di accoglienza e amministrazione comunale, lamentando di non aver ottenuto occasioni di impiego e facendo presente che la casa messa a disposizione della sua famiglia non era in buone condizioni. Invano gli operatori e il sindaco, Michele Conia, hanno provato a farlo ragionare. Una soluzione, tra l’altro, sarebbe potuta essere solo temporanea, dal momento che il progetto di accoglienza, di durata semestrale, era già scaduto ad inizio settembre e la famiglia aveva ottenuto una proroga dell’ospitalità fino al prossimo 12 ottobre. Gli operatori hanno anche ricordato al nigeriano che lo stesso, nonostante qualche precedente penale, era stato destinatario di due offerte di borse lavoro, che aveva rifiutato.

Quando l’uomo ha capito che presto avrebbe dovuto abbandonare il progetto e i benefici ad esso legati, ha subito reagito con ira e veemenza. La situazione è degenerata talmente tanto che sono stati avvisati i Carabinieri della locale Stazione. Il nigeriano ha reagito strattonando il primo cittadino e minacciandolo di morte, supportato dalle urla e dalle contestazioni della moglie. Quando poi le forze dell’ordine stavano per avvicinarsi a lui, la moglie, ha lanciato verso di lui la neonata di 4 mesi. Con la velocità di una lince, l’uomo ha afferrato la piccola, usandola come scudo per non farsi arrestare. Dopo tanto lavoro i Carabinieri sono riusciti a mettere in salvo la neonata. Monday è stato immediatamente trasferito presso la Stazione dei Carabinieri di Cinquefrondi e questa mattina sarà processato per direttissima al Tribunale di Palmi, con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. La moglie, invece, per protesta, è rimasta davanti la Mediateca comunale fino alle 18 di ieri, insieme ai suoi tre figli, dicendo di non voler andare via fino al ritorno del consorte. Solo alle 18 gli agenti del Commissariato di Polistena e l’assistente sociale del consultorio territoriale, Maria Pellegrino, sono riusciti a portarla a casa.

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