Cinquefrondi, il sindaco Conia si dimette. «Non è vigliaccheria ma coraggio, continuerò a combattere contro questi “sistemi”»

Michele Conia

Simona Gerace Quotidiano del Sud CINQUEFRONDI – Si è dimesso dall’incarico di primo cittadino di Cinquefrondi, Michele Conia. Ieri pomeriggio, intorno alle 14, Conia ha rassegnato con poche righe, prive di motivazioni, le proprie dimissioni, presentandole all’Ufficio Protocollo del Comune di Cinquefrondi. L’ormai ex sindaco ha voluto condividere la sua decisione, giunta come un fulmine a ciel sereno, prima con la sua squadra amministrativa, poi con l’associazione politico-culturale “Rinascita” che, dopo la sconfitta elettorale del 2010 l’ha accompagnato per mano alla vittoria del 2015. Infine la notizia è stata pubblicata sui social network anche se, per conoscerne le reali motivazioni, bisognerà aspettare domenica alle 18, giornata in cui, nella sala del civico consesso, si terrà un incontro con i cittadini. Secondo quanto ha anticipato Conia, “a caldo”, suoi social, ormai non c’erano più «le condizioni politiche, tecniche e amministrative per continuare a realizzare il programma ambizioso e coraggioso di Rinascita per il quale tantissimi cittadini mi avevano dato fiducia».

Per non tradire il suo progetto politico carico di quegli ideali e quei valori che gli hanno permesso di ottenere, nel 2015, il mandato popolare con un totale di 1760 preferenze, oltre 500 in più rispetto alla lista del sindaco uscente, Marco Cascarano e del rappresentante del Pd cittadino, Michele Galimi, il sindaco di Cinquefrondi ha quindi deciso di rinunciare a quella fascia tricolore che per anni ha sognato di indossare, alla sua poltrona e alla sua indennità, appena due anni prima della scadenza del mandato popolare. «Lotto da quando avevo 16 anni per la mia cittadina e per il mio territorio, – ha informato Conia – ma ho bisogno di farlo senza sentirmi ostaggio e principalmente di sentire la “gioia” di farlo e sentire anche quella di chi mi sta vicino. Il progetto di Rinascita della mia comunità per me resta prioritario rispetto ai ruoli o alle cariche. Chiedo umilmente scusa se, in questi due anni e mezzo, ho fatto degli errori oppure ho deluso qualche cittadino, ma, credetemi, ci ho messo davvero tutto quello che avevo, spesso anche soffrendo in grande solitudine o prendendomi colpe e responsabilità non mie, sentendo il dovere di dimostrare all’esterno, invece, forza e coraggio”.

“Il popolo di Cinquefrondi è e resta straordinario e io resterò sempre un suo figlio. Rinascita e tante donne e uomini – ha continuato – dovranno continuare a trovare la forza ed il coraggio di sfidare le nomenclature, i poteri forti, gli apparati ed i vecchi giochi politici, quelli che mi hanno visto fin dall’inizio come un sindaco scomodo. Non è un atto di vigliaccheria, – ha infine precisato – ma di coraggio il mio, perché continuerò con tutte le mie forze a combattere contro questi “sistemi.” Lo devo alla mia coscienza, a tanti di voi e a mia figlia. Infine consentitemi di ringraziare chi mi è sempre stato vicino, chi ha sofferto con me e chi, come me, ha creduto e crede ancora che Cinquefrondi debba rinascere».

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