Cinquefrondi, il sindaco pronto a tornare sui suoi passi se il popolo gli accorderà fiducia

Simona Gerace Quotidiano del Sud CINQUEFRONDI – – Ha voluto incontrare gli elettori a 48 ore dalle dimissioni il sindaco di Cinquefrondi. Nella sala del civico consesso cittadino, ieri sera, Michele Conia ha voluto chiarire le motivazioni di tale scelta, definita: «tecnica, amministrativa e politica», dimostrandosi pronto a tornare sui suoi passi se il popolo gli accorderà fiducia e se la sua squadra remerà compatta nella stessa direzione. Introdotto dal portavoce di “Rinascita”, Francesco Rao, il sindaco dimissionario ha chiarito che ciò che l’ha spinto ad abbandonare il suo ruolo è stato l’aver ereditato un comune con un debito di 8 milioni di euro. Ciò l’ha portato ad inviare ben 4 ruoli di acqua nelle case dei cittadini, ad affrontare sentenze esecutive relative ai vecchi debiti idrici con Sorical e con la Svp Project, a subire la decisione della Regione Calabria di aumentare del 40% il costo dei rifiuti e la riduzione da parte della Città Metropolitana, dei trasferimenti per la mensa scolastica. A ciò si è aggiunto, poco prima delle dimissioni, un buco di 25 mila euro nel bilancio comunale, necessari per coprire le spese politiche da dedicare ai servizi ai cittadini. Questi debiti, uniti ad un taglio di circa 800 mila euro di trasferimenti statali in pochi anni, stanno pesando, a detta di Conia, come una spada di Damocle sul Comune di Cinquefrondi. Il sofferto abbandono del primo cittadino, tuttavia, ha anche e basi politiche, che affondano le proprie radici nel programma elettorale con cui la lista “Rinascita per Cinquefrondi”, fondata nel lontano 2010, ha vinto le elezioni nel 2015.

«Ci sono dei problemi – ha affermato Conia – e non posso decidere da solo come affrontarli, perché il popolo è il mio “capo” ed è sovrano». Senza mezzi termini Conia ha precisato che la scelta di abbandonare il ruolo conferitogli dal mandato popolare è stata «un gesto umano, di chi non vuole essere sindaco a tutti i costi, ma vuole fare il sindaco». Smentiti, nel corso del lungo monologo, anche un cattivo rapporto con i dirigenti comunali, l’arrivo di qualche minaccia, la volontà di attuare strategie per far fuori qualcuno della sua squadra. Un messaggio però alla sua maggioranza, così come ai cittadini, l’ha mandato forte e chiaro. «Qualcuno vorrebbe far cambiare rotta alla nave di “Rinascita” e prepararsi intanto una scialuppa di salvataggio. Io, – ha affermato – da comandante non lascio soli i miei marinai, ma devo remare verso luoghi accordati dai passeggeri». Conia dunque, col sostegno del suo popolo, probabilmente non scenderà dalla nave in tempesta, ma un avviso a chi rema controcorrente ha voluto lanciarlo: «Chi non vuole remare nella direzione prestabilita cambi nave e faccia il comandante di quella nuova nave. Non accetto che qualcuno della mia squadra non si schieri accanto a me nelle battaglie, così come non accetto che un partito dica che io sono il peggiore sindaco della storia e un altro della mia squadra, solo perché ha aderito a quel partito, è un valore aggiunto. Io non caccio nessuno dalla maggioranza, ma non mi farò logorare alle spalle e non svenderò le mie idee. Sulla mia dignità non tratto».

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