Cittadinanza onoraria ai minori stranieri del Comune di Reggio. Falcomatà: “Battaglia culturale”

Valeria Guarniera Ildispaccio.it REGGIO CALABRIA – "Il Comune di Reggio raccoglie la sfida sull'integrazione e prende posizione su una questione così importante. Non siamo qui per fare slogan ma per attivare azioni concrete di convivenza civile". Così Giuseppe Marino, Assessore alla Famiglia, Welfare, Politiche Sociali e Comunitarie,Inclusione e Pari opportunità. L'occasione il Consiglio Comunale odierno, dal valore altamente simbolico, per conferire lacittadinanza onoraria ai minori di 18 anni nati in Italia, figli di genitori stranieri e residenti a Reggio Calabria, aderendo alla campagna di sensibilizzazione promossa dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Sono 1014 i bambini che hanno ricevuto questo importante riconoscimento: "Questi bambii – ha sottolineato Marino – stanno ottenendo qualcosa che già formalmente hanno perché già vivono a pieno nel nostro territorio, frequentando le scuole e partecipando con la loro famiglia alla vita collettiva, facendosi testimoni di una sana integrazione".

L'Unicef già nel 2012 ha avviato una campagna di sensibilizzazione al fine di ottenere l'inserimento nel sistema giuridico italiano del riconoscimento del cd Ius Soli, ovvero la possibilità di acquisire la cittadinanza del nostro Paese per il semplice fatto di essere nati sul territorio italiano. Un diritto che altri stati già riconoscono ma che l'Italia ancora non concede. Motivo questo che ha spinto l'Unicef a chiedere ai Comuni di riconoscere una cittadinanza onoraria ai bambini nati entro i confini italiani da cittadini di altre nazionalità. Reggio accoglie quest'invito e lo fa nella settimana dedicata alla giornata contro il razzismo. Tanti gli interventi proposti in Aula, tutti concordi nell'ammettere che questa, prima di tutto, è una battaglia di civiltà – per motivazioni a volte diverse che vanno dal riconoscimento di questi diritti in base ai principi del Cristianesimo di Massimo Ripepi al ricordo di un passato non troppo lontano, fatto da Albanese, in cui ad emigrare erano gli italiani. "A Reggio lavoriamo da tanti anni per favorire le politiche di integrazione – ha detto nel suo intervento Lucio Dattola – Siamo la città meno razzista d'Italia. Il problema è però pressante ed è a pochi passi da noi. Cosa si sta facendo per i nostri fratelli che a Rosarno vivono e lavorano in condizioni disumane? – ha chiesto il consigliere – bisogna intervenire oltre i convegni e le giornate. Andiamo lì come Consiglio – ha continuato rivolgendosi al Sindaco – e portiamo avanti azioni concrete".

Un'Aula del Consiglio quella di oggi animata da buone intenzioni, belle parole e le sempre attuali parole di Martin Luter King e Nelson Mandela. Presente – con entusiasmo e profonda gratitudine – anche Vanni Piccolo, dell'UNAR: "Reggio ha accettato una sfida che sta vincendo. Il mio ringraziamento a questa città – ha detto – è doveroso e viene dal cuore. Voglio incoraggiare questa amministrazione perché sta portando avanti una pagina culturale molto importante". A concludere, con la consegna degli attestati ad alcuni monori presenti in rappresentanza dei 1014 -il Primo Cittadino che ha mostrato la soddisfazione per un evento così importante: "È un momento importanissimo – ha detto Falcomatà rivolgendosi in particolare ai ragazzi presenti in Aula – la nostra lotta riparte da voi. E la vinceremo insieme".

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