Cocaina dal Sudamerica. Scoperta a Firenze una banda di narcos collegati alle cosche calabresi

FIRENZE – Era un'organizzazione specializzata nell'importazione di cocaina dal Sudamerica, grazie a una fitta rete di contatti con trafficanti locali, quella scoperta dalla Guardia di finanza di Firenze che ha eseguito 16 misure di custodia cautelare nei confronti di soggetti "collegati" alle ndrine degli Avignone e dei Paviglianiti. Complessivamente sono 28 gli indagati. La droga, secondo quanto spiegato nel corso di una conferenza stampa, arrivava in Italia via mare, nascosta in doppifondi ricavati in container con carichi di copertura, spesso banane, e all'interno di blocchi di marmo. Le rotte predilette partivano dai porti di Callao in Perù e di Guayaquil in Ecuador, per transitare poi da Panama o Santo Domingo dove i container erano imbarcati su altre navi dirette a Genova e Gioia Tauro.

Tra le basi operative dell'organizzazione in Italia, un'abitazione in provincia di Modena, un'autocarrozzeria in provincia di Bologna e una ditta di Alessandria. In base a quanto spiegato dalle fiamme gialle le indagini, coordinate dal pm della Dda fiorentina Ettore Squillace Greco, sono state avviate come sviluppo dell'operazione 'Lupicera', conclusasi nel 2013 con l'arresto di 13 persone legate alla ndrina dei Facchineri di Cittanova, operante nella zona di Altopascio (Lucca), risultate in affari con esponenti della famiglia Avignone. Il nuovo filone, chiamato 'Operazione Gufo', è partito dalla scoperta di un giro di cocaina in Lucchesia, che sarebbe stata fornita da esponenti della famiglia Avignone. Le indagini, a cui hanno collaborato la Direzione centrale per i servizi antidroga e lo Scico, hanno portato anche al sequestro di beni per un valore di 2 milioni di euro, tra 5 fabbricati in Liguria, Emilia Romagna e Calabria, una società, due ditte individuali, 5 auto di lusso e una moto.

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