Colpo alla ndrangheta di Polistena, sequestrato un tesoro di 10 milioni

Ivan Pugliese Gazzetta del Sud PALMI — Applicazione di misure cautelari nei confronti di 3 persone per il reato di intestazione fittizia di beni e sequestro dell’ingente patrimonio, stimato in circa 10 milioni di euro, riconducibile, secondo la Procura della Repubblica di Palmi, «a un imprenditore appartenente alla cosca “Longo-Versace”». E questo il bilancio dell’operazione “Artemide” che nella giornata di ieri ha visto i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal procuratore capo Ottavio Sferlazza, eseguire un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Palmi, che ha disposto una misura restrittiva personale nei confronti di Francesco Tassone (divieto di dimora nella provincia di Reggio Calabria) e Giuseppina Rugnetta (obbligo presentazione alla Pg), entrambi di Cinquefrondi, e di Maria Assunta De Maria di Giffone (obbligo di presentazione alla Pg).

L’accusa, a vario titolo, è di concorso nel reato di intestazione fittizia di beni al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. «Il provvedimento — spiegano gli inquirenti — costituisce l’epilogo delle attività investigative, condotte dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palmi, nei confronti del defunto Salvatore Domenico Tassone (cl. ’48), imprenditore di Giffone, ritenuto esponente della cosca di ndrangheta “Longo-Versace” di Polistena e figura rappresentativa di diverse cosche della “Piana” e della zona jonica della provincia di Reggio Calabria». Le indagini che hanno condotto alla operazione “Artemide”, eseguite anche attraverso intercettazioni telefoniche e corroborate da accertamenti patrimoniali e dall’acquisizione ed analisi di copiosa documentazione, «hanno consentito di acclarare condotte illecite (trasferimento fraudolento di valori), funzionali ad eludere l’applicazione di nuove misure cautelari/ablative in capo al Salvatore Domenico Tassone risultato essere il “dominus” di attività imprenditoriali e beni immobili, direttamente e immediatamente nella disponibilità del medesimo ma fittiziamente intestati a parenti — meri prestanome — quali la coniuge De Maria, il figlio Francesco e la nuora Rugnetta, con il concorso di Vittorino Pelli (cl. ’66) e Paolo Vittorino Vilardi (cl. ’50) entrambi di Reggio Calabria».

Uno schermo per sfuggire ai magistrati

I.p. Gazzetta del Sud PALMI — Secondo gli inquirenti Salvatore Domenico Tassone avrebbe «gestito di fatto l’impresa agricola individuale formalmente intestata alla nuora Giuseppina Rugnetta; concordato la compravendita occulta di numerosi ed estesi terreni attraverso la stipula di un simulato contratto di affitto di fondo rustico con Vilardi e Pelli, i quali acconsentivano ad apparire formalmente proprietari dei citati terreni in realtà venduti al Tassone”. Nel primo caso «è emerso che la ditta individuale di “Rugnetta” Giuseppina” di San Procopio risultava essere lo schermo giuridico dietro il quale Salvatore Domenico Tassone continuava a svolgere le sue attività imprenditoriali»; mentre nella vicenda relativa ai fondi rustici, le indagini delle Fiamme Gialle «hanno consentito di appurare la permanente intestazione fittizia di un notevole numero di particelle di terreni a Pelli e Vilardi, consentendo così a Tassone, mediante la stipula di un fittizio contratto di affitto agrario dissimulante una già realizzata compravendita, di disporre giuridicamente e di fatto dei predetti terreni senza il rischio di incorrere in provvedimenti ablativi dell’Alt”. Alla luce di tali risultanze, con l’odierno provvedimento, il Gip del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto, oltre alle misure di carattere personale, il sequestro preventivo del patrimonio stimato in circa 10 milioni di euro.

Sigillati 53 terreni e un’azienda

I1 sequestro riguarda 53 terreni agricoli insistenti in Cinquefrondi, con un’estensione complessiva pari a circa 371 ettari, nonché un’impresa agricola individuale “Rugnetta Giuseppina”, con sede in San Procopio, esercente l’attività di commercio all’ingrosso di legname, utilizzo di aree forestali, colture olivicole, costruzione di edifici.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*