Come battere la ndrangheta, liberarsi della paura, e tornare a vivere felici

Zoommilano.it ECCO I NOMI dei tre nuovi inquilini del carcere di Opera accusati di appartenere ai rimasugli della “locale ndrina” della ndrangheta che si era stanziata a Pioltello e che era stata spazzata via dalla Operazione Infinito. Si tratta di Manuel Manno, 27 anni, (figlio Alessandro Manno e cugino di Roberto Manno), Francesco Pentassuglia nato nel 1987 e Fabrizio Gambardella. Manuel Manno aveva tentato di darsela a gambe dopo l’arresto del cugino Roberto Manno. E’ stato fermato mentre progettava la fuga a Bangkok, in Thailandia. Sono tutti e tre accusati di usura, estorsione e violenza privata aggravate dal metodo mafioso. I carabinieri sono arrivati ad una nuova vittima della ndrangheta, che non aveva mai denunciato i pestaggi e viveva nel terrore, partendo dalle indagini sull’esplosione dello scorso 10 ottobre.

La ndrangheta a Pioltello. Avevano ricominciato, creando una rete di usurai feroci, che spaventano e seviziano brutalmente le persone che non riuscivano a pagare gli interessi pazzeschi sui loro prestiti. Le due vittime finora accertate sono straniere. Una coppia di coniugi con un figlio che, dopo la testimonianza contro chi ha fatto saltare in aria la loro casa, sono tornati in Ecuador, e un altro ecuadoregno di 32 anni, che aveva chiesto un prestito da tremila euro lo scorso agosto e cui erano stati chiesti interessi da 400 euro al mese. Questo poveretto è stato prelevato diverse volte da casa sua e torturato, malmenato e seviziato. L’usura, specie quella del tipo praticato dalla ndrangheta, è più estorsione violenta che “prestito a interesse molto alto”. Lo chiamano anche taglieggiamento. E’ ben difficile che chi non ha 3mila euro possa poi pagare 400 euro di interesse, e la ndrangheta mira a derubare e asservire completamente le sue vittime, estorcendo loro tutto quello che possiedono e annientando la loro volontà. Le vittime sono probabilmente scelte fra gli stranieri perchè gli italiani non cascano più in queste trappole brutali ma ormai ben conosciute. Gli stranieri invece non riescono ancora a ben valutare il pericolo in cui si incorre accettando le proposte di questo genere di personaggi.

Denunciarli per liberarsene e riavere quando rubato. Non è escluso che altri, specie a Cernusco sul Naviglio e nella zona di Limito e di Pioltello, siano ancora terrorizzati e nelle condizioni di temere per la propria vita, a causa di qualche parentello di questa genia che di certo a breve finirà nella rete delle indagini dei carabinieri. Intanto che si è cominciato, però, sarebbe meglio finire l’opera e dare una mano ai carabinieri, così da liberarsi della ndrangheta a Pioltello una volta per tutte. Chi sa parli e chi ha subito i taglieggiamenti li denunci ai carabinieri, magari chiamandoli al telefono. Ci sono tanti vantaggi nella denuncia delle angherie subite. La principale è che quando i carabinieri e giudici hanno in mano le prove, le accuse aumentano come aumentano i numeri di anni che i taglieggiatori passeranno in carcere. Chi entra in carcere per mafia non ha sconti di pena e non vien liberato in anticipo. Inoltre non tutti sanno che le vittime hanno diritto al risarcimento da parte di chi ha loro causato un danno, per cui il denaro e i beni sequestrati ai taglieggiatori sono ridistribuiti alle loro vittime, in misura del danno ricevuto

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