Crolla un viadotto dell’autostrada, muore un operaio di 25 anni. Diverse le denunce sui rischi del cantiere

Francesco Mollo Ilquotidianoweb.it LAINO BORGO – La dinamica è confermata: Adrian Miholca stava lavorando a bordo di una ruspa per predisporre le attività di demolizione di una campata del viadotto Italia quando il piano stradale gli si è frantumato sotto le ruote ed è caduto nel vuoto da ottanta metri di altezza. Un incidente sul lavoro che è accaduto a una persona e in un modo che nessuno si aspettava, in un cantiere che – invece – nei mesi scorsi era stato segnalato dai sindacati alla prefettura di Cosenza per l’alto grado di rischio dovuto a turni di lavoro troppo pesanti.

Già nell’ottobre scorso, infatti, i sindacati avevano presentato alla prefettura di Cosenza una segnalazione e una richiesta di intervento delle interforze di polizia per le verifiche sui flussi di manodopera e gli orari di lavoro secondo quanto disposto dal “protocollo di legalità” stipulato tra lo stesso Ufficio territoriale del Governo, l’Anas, e il contraente generale, Italsarc. Un protocollo che prevede, tra le altre norme rivolte a contrastare l’infiltrazione criminale nei cantieri, anche il rispetto dei contratti di fornitura e di lavoro subordinato impiegato nell’ammodernamento del terzo macrolotto della A3. Un gigantesco appalto di circa cinquecento milioni di euro che grazie alla Legge Obiettivo viene affidato attraverso il sistema del contraente generale e non secondo il sistema ordinario che prevede che l’appaltatore esegua il 70% dei lavori e i sub appaltatori il 30%. Come spiega Antonio Di Franco, della Fillea di Castrovillari – in questi lavori Anas ha solo un compito di controllo, mentre l’Italsarc che fa da contraente generale, ha affidato direttamente i lavori a una sessantina di imprese, tra le quali società di rilevanza nazionale come la Cmb di Carpi e la società Ghella spa di Roma. Che a loro volta subaffidano ad altre imprese più piccole. Ed è proprio in queste pieghe che – a detta del sindacalista – si verifica «un allentamento nei controlli e nella vigilanza dei protocolli di legalità sottoscritti, in particolare proprio sui contratti e sull’organizzazione del lavoro, sugli orari di lavoro, data la complessità e i tempi stretti di realizzazione». E a fine ottobre le tre sigle sindacali che hanno firmato il protocollo – ovvero: Fillea-Cgil, Filc-Cisl, e Feneal-Uil – hanno chiesto al prefetto di dare esecuzione all’accordo avviando i controlli che il protocollo assegna alla prefettura. Era residente ad Auletta, in provincia di Salerno, ma durante la settimana abitava a Laino, in una casa presa in fitto con i due fratelli e il padre nei pressi del santuario della Cappelle. E pranzava spesso all’albergo Margherita. Lo conoscevano tutti, in paese. Descritto, come il resto della sua famiglia, come una persona affabile. Sul lavoro i Miholca sono considerati veri professionisti: minatori esperti, capaci di abbattere un palazzo senza muovere una foglia a poche decine di metri. Forse, ora si esagera, ma il senso di questi racconti, da parte dei colleghi – molti dei quali ieri, liberi dal lavoro per la giornata di lutto in cantiere – hanno atteso fino a tardi, davanti all’obitorio del cimitero di Laino, per poterlo salutare – sta solo nel desiderio di tributare un grande valore professionale a quel giovane. La salma di Adrian Miholca, che è stata consegnata ai familiari, partirà per la Romania bordo di un mezzo dell’agenzia Calvosa. Farà una breve tappa ad Auletta, e poi proseguirà – con un viaggio di circa venti ore -per il paese di origine del giovane. I familiari lo raggiungeranno in aereo.

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