D’Attorre stuzzica il Pd calabrese: «Il renzismo subalterno ha fallito»

Quotidiano del Sud CATANZARO – «La nomina a ministro dell’Interno di Marco Minniti, che per la sua autorevolezza e competenza personale è senz’altro all’altezza del nuovo incarico, non può certo esimere il gruppo dirigente del Pd calabrese da una riflessione impietosa sui suoi errori e sul fallimento della sua subalternità al renzismo declinante». Ad affermarlo è il deputato di Sinistra Italiana, Alfredo D’Attorre in una dichiarazione. D’Attorre, oltre ad essere uno dei vertici nazionali della “nuova” sinistra, è stato, nel 2012, il commissario regionale del Pd. Il componente della segreteria nazionale, inviato, dall’allora segretario nazionale Pierluigi Bersani per mettere ordine tra le varie anime dei democratici calabresi. Poi vennero le elezioni politiche e il commissario D’Attorre venne candidato (ed eletto) come capolista in Calabria. In seguito, la rottura insanabile con Matteo Renzi e la scelta di uscire da quel partito di cui era uno dei dirigenti più accreditati.

Oggi D’Attorre, che ha sostenuto con fermezza le ragioni del No al referendum dello scorso quattro dicembre, non lesina critiche nei confronti del gruppo diri gente del partito democratico, incluso il governatore Oliverio colpevole – secondo il deputato di Si – di essersi “piegato” al renzismo mentre altri governatori del Mezzogiorno gli hanno opposto una strenua resistenza, come ad esempio il suo omologo pugliese Michele Emiliano. «Il risultato referendario – afferma D’Attorre -consegna al Pd calabrese una sconfitta severissima». «Come abbiamo ripetutamente detto nel corso della campagna referendaria – prosegue D’Attorre – non era difficile prevedere che, dal voto calabrese, sarebbe venuta una spinta molto forte per il No e per il cambiamento.

È un pronunciamento popolare che esprime una bocciatura senza appello del tentativo di deformazione della Costituzione e insieme un giudizio drastico sull’inefficacia delle politiche nazionali e regionali per la Calabria». Sinistra Italiana inoltre prenderà parte alle elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale del capoluogo. Qualche mese fa, a Catanzaro, a margine di un incontro dedicato al referendum D’Attorre aveva lanciato un chiaro messaggio ai democrat, che suonava più o meno così: «Il Pd deve decidere se ripetere il disastro di Cosenza andando a traino dei verdiniani o dell’Ncd o se invece avere nel capoluogo un sussulto di autonomia per provare a costruire un’alternativa vera, fondata sui cittadini e non sull’assemblaggio di pezzi di ceto politico screditato».

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