Diecimila voci contro le mafie. Un fiume umano invade Vibo Valentia da ogni parte della Calabria

Federico Calandra Quotidiano del Sud VIBO VALENTIA – Un fiume colorato, formato da migliaia di giovani. Erano circa 10.000 le persone che hanno partecipato alla manifestazione indetta da Libera in ricordo delle 900 ed oltre vittime di mafia, giunta alla ventitreesima edizione. Vedere questa valanga di calabresi, giunti da ogni parte della regione a Vibo Valentia, ha creato un brivido lungo le schiene di molti, ed in alcuni casi anche qualche lacrima. Alla testa del corteo c’erano i familiari, protetti da un cordone degli Scout lungo tutto il percorso che ha spaccato in due la città. E poi dietro tutti quanti, dalle scuole alle associazioni, dalle istituzioni ai sindacati, senza dimenticare chi ha subito e continua a subire minacce di ogni sorta da parte della criminalità organizzata. Il Quotidiano ha seguito questo fiume, incontrando tanti personaggi che si sono spesi concretamente ed impegnati nella riuscita della manifestazione, conclusasi in piazza con la lettura dei nomi delle vittime e con il collegamento da Foggia, con l’accorato messaggio di don Luigi Ciotti. Giuseppe Borrello, referente provinciale di Libera, ha cercato di coinvolgere, riuscendoci, tutti coloro che si sono dimostrati sensibili a questo delicato tema. «Sono presenti i ragazzi di tutte l’età, vedi i 50 autobus provenienti da tutta la regione. È un grande risultato frutto del lavoro svolto in questi mesi, dove abbiamo fatto oltre 30 incontri nelle scuole di tutta la provincia, dal mare alla montagna. È una giornata importante per la Calabria, soprattutto per tutto il territorio vibonese. Insieme a noi camminano le vittime della ndrangheta, non solo i familiari», ha asserito Borrello. Al suo fianco un altro esponente dell’antimafia pura, don Ennio Stamile, che di Libera è il referente regionale.

«Non ci interessano le presenze. Ci interessa soprattutto l’impegno e la consapevolezza di dover fare molto di più di quello che fino ad ora abbiamo fatto qui in Calabria per fronteggiare la ndrangheta – ha detto -. Noi siamo partiti con maggiore impegno soprattutto nelle scuole, per cercare di coinvolgere quanti più ragazzi possibile. Bisogna renderli consapevoli del fatto che sia necessario l’impegno quotidiano per la legalità, singolarmente e comunitariamente, per vincere ogni forma di violenza e per combattere la corruzione». Don Ennio Stamile crede sia un bellissimo segno la presenza di tanti ragazzi, per cui si sente soddisfatto anche se il lavoro ancora è tanto. «Siamo dietro ai familiari delle vittime per accompagnarli in questo loro dolore, per sorreggerli, per chiedere verità e giustizia», ha continuato. Nel corteo c’era anche don Peppino Fiorillo, per anni referente vibonese di Libera ed ancora oggi attivo nell’associazione. «È Primavera, sì, ma l’importante è che sia una Primavera morale, di rinascita. Occorre abbandonare questo clima mafioso e la corruzione, la piaga del nostro vivere civile e sociale – ha asserito -. La corruzione è anche nei Palazzi, ed è li che deve essere combattuta. Le istituzioni prendano coscienza che c’è un mondo variegato di giovani che attende solchi di verità e giustizia. Chi più ha potere, più deve lasciare solchi, a maggior ragione in un territorio pieno di rovi e di spine». La missione di Libera e di tutti coloro che vogliono abbattere il muro dell’omertà, del malaffare, della violenza, costruito dalla mafia, continuerà. Questo corteo numeroso e colorato non può certo fermarsi qui, così come il ricordo di tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata.

 

Anche a Polistena tutti in piazza per ricordare. Don Pino Demasi: «Il silenzio uccide per la seconda volta»

Piero Catalano Quotidiano del Sud POLISTENA – Nel solco ormai della tradizione ultra decennale, Polistena ha ricordato ieri sera in Piazza della Repubblica le vittime innocenti delle mafie, la cui giornata nazionale dell’impegno e della memoria cade, ormai da ventitrè anni, proprio con l’avvento della primavera. Con questo tema-slogan “Terra, solchi di verità e giustizia”, che ha accompagnato l’intera giornata, anche ieri, nel primo giorno di primavera, la rete di Libera, gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole e tanti cittadini, assieme ad oltre 600 familiari delle vittime, sono scesi in piazza, per ricordare nome per come tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutta Italia un ideale filo di memoria. Non soltanto Foggia e Vibo Valentia, si sono fermate per dare spazio alla giornata istituita per legge nel 2017, ma anche altre 4000 località diffuse sia in Italia che in Europa e nell’America Latina. La Piana di Gioia Tauro, che nel 2016 ha ospitato la giornata nazionale di Libera proprio a Polistena, ha celebrato l’evento, organizzato dal coordinamento di Libera «abbiamo ritenuto opportuno e necessario – ha asserito don Pino Demasi referente di Libera – assumerci l’impegno e la responsabilità di far vivere questo momento particolarmente importante per la nostra vita associativa anche a tutti i cittadini del comprensorio». Infatti molta gente, ieri sera, ha prima partecipato alla Messa celebrata da don Pino Demasi nella chiesa parrocchiale intitolata a Santa Marina Vergine in suffragio delle vittime di mafia, e subito dopo, nella piazza principale della città pianigiana, in tanti hanno dato lettura dei nomi delle vittime innocenti di tutte le mafie. Tra questi, i ragazzi del servizio civile della parrocchia del Duomo, una delegazione del progetto “Noi giovani” di Unicoop Firenze in questi giorni a Polistena e della cooperativa “Valle del Marro”, il sindaco Michele Tripodi, il presidente del consiglio comunale Angelo Borgese, esponenti del mondo del volontariato, delle forze dell’ordine, della scuola e della società civile. «È più di un semplice ricordo – ha detto nel corso dell’omelia don Pino Demasi – è la memoria che diventa impegno con percorsi e progetti intrisi di legalità e giustizia. Il silenzio complice serve solo a uccidere per la seconda volta le vittime delle quali facciamo memoria oggi».

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