Dopo gli avvisi di garanzia a Reggio Calabria parlano in pochi, tremano in tanti

Caterina Tripodi Quotidiano del Sud REGGIO CALABRIA – The day after. Parlano in pochi ma tremano in tanti il giorno dopo l’annuncio degli avvisi di garanzia per abuso d’ufficio al sindaco Giuseppe Falcomatà ed a quasi tutti i componenti della giunta comunale (eccezion fatta per gli assessori Angela Marcianò, che sollevò formali obiezioni per iscritto alla segretaria generale, e Mattia Neto che non partecipò a quella riunione di giunta) che nell’estate del 2015 votò la delibera n°101 che prevedeva l’affidamento in via della splendida struttura liberty di proprietà del Comune in via temporanea all’imprenditore Zagarella, presidente dell’associazione “Il sottoscala”.

Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà conferma all’Ansa la notizia degli avvisi uscita ieri sul Quotidiano del Sud, dimostrando serenità: «È importante – ha detto parlando a Rende (Cosenza) durante una pausa dei lavori di Cantiere Calabrià promosso dalla Giunta regionale – che su una materia complessa e delicata come quella della pubblica amministrazione si facciano tutti gli approfondimenti del caso, ed è giusto che la magistratura approfondisca. Noi come Giunta siamo stati sin da subito disponibili, si tratta di una situazione consequenziale a una denuncia e seguiremo l’evolversi della situazione». Una denuncia, inizialmente in solitaria, quella di Enzo Vacalebre di Alleanza Calabrese che, nacque sulla scorta di alcuni articoli del Quotidiano, cui ha recentemente dato corroborante un’altra denuncia contenuta in un ampio faldone fornita alle autorità giudiziarie da parte dell’ex assessore Angela Marcianò che si è diffusamente prodotta ad illustrare una serie di presunte irregolarità relative a molti atti della giunta comunale. Proprio per questo, negli ambienti politici cittadini, serpeggia il timore che l’avviso di garanzia per la vicenda Miramare possa essere solo l’inizio di una lunga raffica di tegole giudiziarie pronte a piombare su sindaco e giunta. A dispetto della preoccupazione malcelata da tanti assessori però tace totalmente l’opposizione di centrodestra in consiglio comunale, probabilmente per via del peccato originale di essere gli eredi del passato scopellitiano in riva allo Stretto. Eppure, proprio ieri, avrebbe avuto gioco facile ad attaccare l’amministrazione Falcomatà, soprattutto alla luce di un consiglio comunale andato in bianco per la defaillance della maggioranza che in aula ha dimostrato di non avere i numeri per tenere legalmente aperta la seduta. Gli unici a intervenire sono stati i “soliti” grillini e comunisti italiani che però non hanno neppure un rappresentante in consiglio comunale.

«Ci auguriamo – ha detto la deputata del M5s Federica Dieni – che il sindaco Falcomatà e la maggior parte degli assessori della sua prima giunta siano in grado di dimostrare al più presto la loro estraneità rispetto alle accuse formulate dalla Procura: Reggio non sente la necessità di rivivere tristi stagioni del passato che speravamo non tornassero più. Il M5S non ha dubbi sul fatto che la Procura vorrà andare fino in fondo per accertare la sussistenza di eventuali reati riconducibili a scelte politiche e amministrative che avevano già suscitato indignazione». «Auspichiamo – scrive il Pci – che la Magistratura proceda con fermezza e vada avanti nella sua azione finalizzata al banale rispetto delle leggi. Ricordiamo che in merito alla vendita ai privati di Parco Caserta – scrivono alludendo a una delle possibili nuove rogne di Palazzo San Giorgio – il Pci ha formalmente presentato due dettagliati esposti alla Procura mentre continua a registrare il trasversale ed assordante silenzio tombale che sta accompagnando questa vicenda.

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