Dopo il servizio alle “Iene”, parlano i legali della Musella: “in atto illegittimo attacco, l’intervista risale a un anno fa”

Reggiotv.it REGGIO CALABRIA – Quali legali della signora Adriana Musella, a seguito al servizio andato in onda ieri sera durante la trasmissione “Le Iene” e riguardante una intervista risalente a più di un anno fa, e alle correlative successive notizie giornalistiche, si ritiene di dovere fare alcune considerazioni. E’ in atto un illegittimo attacco mediatico nei confronti della nostra assistita finalizzato a farla apparire colpevole in assenza non si dica di una sentenza, ma finanche di una qualsivoglia accusa contestata alla stessa dalla Procura della Repubblica. E’ sintomatico di ciò l’abbinamento inquietante tra la diffusione, alcuni giorni orsono, di notizie giornalistiche in tempo reale su un interrogatorio reso presso la Procura della Repubblica, atto di indagine riservato, e la divulgazione solo oggi di un servizio realizzato dalle “Iene” datato di un anno e che va contestualizzato alle notizie allora apparse su un noto quotidiano “on line” calabrese a firma della giornalista Alessia Candito.

E’ ovvio che il riferimento ai Calabresi effettuato dalla signora Musella, nel mentre veniva incalzata e irrisa nel corso della intervista “sui generis”, non voleva essere generalizzante. Adriana Musella in quel momento ha voluto fare riferimento soltanto a chi ostinatamente e capziosamente la aveva pubblicamente additata senza il rispetto della persona, di regole deontologiche, di un qualunque contraddittorio, che non può certamente svolgersi in modo regolare attraverso risposte a campagne stampa diffamatorie. Peraltro, è emblematica di un certo modo di fare giornalismo la circostanza che solo alla fine della trasmissione “Le Iene”, in più parti tagliata proprio nelle risposte della signora Musella e che largo spazio ha dato alla giornalista Candito, si è dato atto che l’intervista era datata e ciò è avvenuto contestualmente alla enfatizzazione dell’esistenza oggi di indagini. Queste ultime, peraltro, generate dalla iniziativa di un anno fa della nostra assistita, proprio a dimostrazione della sua buona fede, iniziativa finalizzata a rispondere alla aggressione mediatica appena iniziata rivolgendosi all’unica Autorità riconosciuta da chi crede nella giustizia, ossia il Procuratore della Repubblica.

Va da ultimo detto che il tentativo becero di fare apparire Adriana Musella colpevole prima ancora di qualunque accusa nei suoi confronti (nessun fatto specifico è stato contestato in sede di interrogatorio in Procura), di creare avversione da parte dei cittadini, di dipingerla quale persona riprovevole, ergendosi addirittura a censori e moralizzatori senza che tale compito sia stata da alcuno assegnato, è la manifestazione esteriore di una cultura dell’odio, alimentata attraverso il correlativo linguaggio dell’odio che viene diffuso in una società che alcuni hanno interesse a non rendere moderna ed inclusiva, ma al contrario piena di steccati e muri divisori. Sul rapporto e sul legame tra la Calabria e Adriana Musella si dimentica (ma è dimenticanza?) che la stessa ha sposato due reggini, ha due figli nati e residenti a Reggio Calabria, città che non ha abbandonato nonostante la barbara uccisione del padre ad opera della ndrangheta. Si agirà a tutela della nostra assistita nelle sedi più opportune.

Avv. Giovanna Fronte, Avv. Carlo Morace

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*