Dove «cadono» gli agrumi per 50 centesimi a cassetta. Viaggio nelle «tendopoli» di Rosarno e San Ferdinando

Tendopoli di San Ferdinando

Anto­nio Ric­chio Corriere.it ROSARNO – Que­sta è una tra­ge­dia da 50 cen­te­si­mi a cas­set­ta che tie­ne uni­ti tut­ti: bian­chi, neri, padro­ni e clan­de­sti­ni. Al net­to di «tas­se» da ver­sa­re ai capo­ra­li, ammon­ta a tan­to il valo­re del­la rac­col­ta di una cas­set­ta di agru­mi nel­la pia­na di Gio­ia Tau­ro. Paga da mise­ria per gli sta­gio­na­li che arri­va­no dall’Africa, con­di­zio­ni di vita anco­ra peg­gio­ri. A Rosar­no, per esem­pio, tut­to è cam­bia­to negli ulti­mi tem­pi. Il cam­po con­tai­ner mon­ta­to dal­la Pro­te­zio­ne civi­le nel 2011 è abban­do­na­to a se stes­so. I sei con­tai­ner con bagni e doc­ce com­pra­ti con 200­mi­la euro stan­zia­ti dal Vimi­na­le ver­sa­no in cat­ti­ve con­di­zio­ni, fuo­ri cam­peg­gia­no cumu­li di rifiu­ti, all’ingresso non c’è nes­sun con­trol­lo. L’associazione che avreb­be dovu­to occu­par­si del­la gestio­ne dell’insediamento è anda­ta via da mesi. 

Sia­mo nel­la zona indu­stria­le di Rosar­no, eppu­re sem­bra di esse­re a Cona­kry, nel cuo­re del­la Gui­nea. In que­sto faz­zo­let­to di Cala­bria, visto dagli afri­ca­ni come la ter­ra pro­mes­sa, non c’è spe­ran­za. Tra novem­bre e l’inizio del nuo­vo anno, soprat­tut­to nell’area del­la ten­do­po­li di San Fer­di­nan­do, si sono regi­stra­te diver­se inti­mi­da­zio­ni ai dan­ni dei neri. Un’escalation che ha fat­to teme­re il peg­gio, ripor­tan­do alle men­te la rivol­ta del 2010, quan­do a Rosar­no esplo­se la rab­bia con assal­ti e spa­ri agli immi­gra­ti. «Que­sta è vol­ta è diver­so – spie­ga Eli­sa­bet­ta Tri­po­di, ex sin­da­co del­la cit­tà, da anni costret­ta a vive­re sot­to scor­ta per via del­le minac­ce rice­vu­te dal­la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta e da sem­pre impe­gna­ta sul fron­te dell’accoglienza –. Io cre­do che la ndran­ghe­ta non c’entri nul­la, che si trat­ti dell’azione delin­quen­zia­le di gio­va­ni tep­pi­sti».

La dina­mi­ca è sem­pre la stes­sa: al calar del gior­no, sfrut­tan­do l’illuminazione pres­so­ché assen­te nell’area indu­stria­le, scat­ta­no i raid a col­pi di spran­ga. «I miei ami­ci rife­ri­sco­no – spie­ga uno degli ospi­ti del­la ten­do­po­li arri­va­to dal Bur­ki­na Faso – che le aggres­sio­ni ven­go­no com­piu­te sem­pre da alcu­ni uomi­ni che viag­gia­no a bor­do di un’auto bian­ca pri­va di tar­ga». Una ver­sio­ne che è con­fer­ma­ta dai volon­ta­ri (Sos Rosar­no, Medi­ci per i dirit­ti uma­ni e la par­roc­chia del Bosco di Rosar­no) che ope­ra­no all’interno del­la gran­de strut­tu­ra di San Fer­di­nan­do. La paga gior­na­lie­ra degli sta­gio­na­li ammon­ta, nel miglio­re dei casi, a 25 euro. Di que­sti alme­no 3 van­no ver­sa­ti ai capo­ra­li (i lavo­ra­to­ri mor­mo­ra­no che il «piz­zo» sia sta­to impo­sto dai bul­ga­ri arri­va­ti qui), che si occu­pa­no del tra­spor­to dei brac­cian­ti. Si lavo­ra pra­ti­ca­men­te dall’alba al tra­mon­to per rac­co­glie­re agru­mi ma anche oli­ve.

La sera, al rien­tro nel­la ten­do­po­li, va anco­ra peg­gio. In ten­de che potreb­be­ro ospi­ta­re al mas­si­mo 4 per­so­ne ma ce ne stan­no alme­no il dop­pio. Risul­ta­to: in un cam­po ido­neo a ospi­ta­re 500 per­so­ne se ne tro­va­no alme­no mil­le. Chi non ha tro­va­to posto nel­le strut­tu­re mobi­li rea­liz­za­te dal mini­ste­ro dell’Interno ne ha costrui­to accan­to altre di for­tu­na. Sen­za cor­ren­te elet­tri­ca, con l’acqua che arri­va a sin­ghioz­zo. Mol­ti migran­ti gira­no in bici­clet­ta ed è per que­sto che all’ingresso del­la ten­do­po­li han­no mon­ta­to su una sor­ta di offi­ci­na per ripa­ra­re i mez­zi a due ruo­te. Con­vi­vo­no tut­ti nel­lo spa­zio di pochi metri qua­dra­ti, com­pre­se peco­re e gal­li­ne che assi­cu­ra­no for­mag­gi e uova. 

«C’è un pro­get­to da 3 milio­ni – attac­ca sem­pre l’ex sin­da­co di Rosar­no Tri­po­di – per la costru­zio­ne di nuo­vi allog­gi, bagni e doc­ce. I lavo­ri sono sta­ti appal­ta­ti ma non sono mai par­ti­ti. È tut­to inspie­ga­bi­le». Fuo­ri dal­la ten­do­po­li di San Fer­di­nan­do e dal cam­po con­tai­ner di Rosar­no, cen­ti­na­ia di rico­ve­ri di for­tu­na nel­la fascia che da Riz­zi­co­ni arri­va a Nico­te­ra. Lamie­re con­tor­te a fare da tet­to, telo­ni di pla­sti­ca usa­ti come coper­tu­ra. E tan­ta dispe­ra­zio­ne. Le aggres­sio­ni regi­stra­te nel­le ulti­me set­ti­ma­ne han­no fat­to tor­na­re alla ribal­ta l’emergenza migran­ti. Il pre­si­den­te del­la Regio­ne Cala­bria, Mario Oli­ve­rio, par­la di una «bom­ba socia­le pron­ta a esplo­de­re» e per que­sto ha chie­sto un inter­ven­to imme­dia­to del mini­stro dell’Interno Ange­li­no Alfa­no.

Come pri­mo prov­ve­di­men­to la Regio­ne ha comun­que stan­zia­to sin da subi­to 300 mila euro per lavo­ri di som­ma urgen­za nel­la ten­do­po­li di San Fer­di­nan­do. Una goc­cia nell’oceano dei biso­gni dei dispe­ra­ti arri­va­ti dall’Africa.

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