Ecosistema, tentacoli anche sul Prc. Ombre su un candidato non eletto

A.a. Quotidiano del Sud REGGIO CALABRIA – Manco Rifondazione comunista sfuggiva ai tentacoli dei clan. Oltre alle elezioni comunali di San Lorenzo e alle regionali del 2014, dall’inchiesta che ha portato all’operazione Ecosistema contro le ndrine dell’area grecanica del Reggino e politici e imprenditori collusi emerge il controllo asfittico che la cosca Paviglianiti avrebbe esercitato anche sulle consultazioni provinciali del 2011, quando avrebbe garantito sostegno a Annunziato Nastasi, candidato con il Prc a consigliere nel collegio uninominale numero 9. Lo stesso Nastasi avrebbe chiesto a Luca Cannizzaro di fare del lido La cubana la location per un convegno. «Nastasi ha detto che doveva fare il convegno, 80 persone… pare che è venuto?…se domani compare che lo deve fare, lo ammazzo… devo vedere quello che vogliono mangiare… quello che c’è nella dispensa, mannaia la miseria, va… la Madonna che veniva, 80 persone… pure a 25 euro l’uno».

Un evento politico a carattere conviviale, che di per sé potrebbe apparire privo di rilevanza investigativa, secondo gli inquirenti dimostrerebbe il sostegno politico fornito al candidato. Ecco un’altra intercettazione. «Pizzichemi: … e come mai vai mangiare là? Pangallo: mi ha detto Luca di venire qua… vabbè, Tito è venuto e ci ha chiesto i voti pure a noi, una settimana fa, dieci giorni fa… …e poi, mi siedo e mangio con loro… però in un altro tavolo ci sediamo io, Luca, Gigi siamo in un altro tavolo».

Pure Bernardo Russo, il sindaco di San Lorenzo, che era candidato anch’egli alla carica di consigliere provinciale, contestava l’appoggio elettorale fornito dagli “amici” a Nastasi. Si tratta di un de relato, ma per gli inquirenti ha pregnanza investigativa. «Ha detto “gli amici hanno votato a Nastasi…non so niente – gli ho detto – Bernardo, io ti ho votato…” ha preso 110 voti…». Gli “amici” ai quali avrebbe fatto riferimento Russo potrebbero essere gli affiliati alla cosca Paviglianiti, la cui vicinanza a Nastasi non sarebbe stata comunque sufficiente a farlo risultare tra gli eletti. Infine, un grave voltafaccia che avrebbe indispettito i Paviglianiti: nel corso di una conversazione intercettata nel novembre 2014, Azzarà sarebbe stato indispettito dell’atteggiamento tenuto da Nastasi presumibilmente all’indomani dell’arresto di Gesualdo Costantino. Angelo Paviglianiti, figlio di Settimo, presunto boss, ne avrebbe parlato con l’imprenditore Saro Azzarà. «Ci vedeva e neanche ci salutava …..Infatti, mio padre gli ha detto: “non venire proprio perchè voti per te non” …». Insomma, rilevano gli inquirenti, a San Lorenzo funzionava così. Il candidato nel proporre la propria candidatura politica sonda il terreno valutando il gradimento delle cosche mafiose o ancor più esplicitamente chiede loro voti a sostegno della lista.

La conferma verrebbe anche dal collaboratore di giustizia Giuseppe Ambrogio che nell’aprile 2013 svelò inquietanti scenari. «L’appoggio di Filippo Fontana alla candidatura di Costantino Gesualdo era sempre per conto dell ‘organizzazione, anzi preciso che doveva trattarsi delle elezioni provinciali in cui oltre a Costantino era candidato anche Nastasi Annunziato, che invece era appoggiato dai Paviglianiti; l’intervento diretto del Fontana su Consolato Malaspina era proprio volto a sottolineare 1’importanza dell’appoggio a Costantino per l’organizzazione, dal momento che si temeva che, in virtù dei legami del Malaspina con i Paviglianiti, questi potesse appoggiare Nastasi invece di Costantino».

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