Rosarno, fatta luce sull'omicidio Scarfone. Arrestati il cognato e la sorella della vittima

Cara­bi­nie­ri coman­do pro­vin­cia­le di Reg­gio Cala­bria REGGIO CALABRIA – Nel­le pri­me ore di oggi 12 gen­na­io 2017, in Rosar­no , i Cara­bi­nie­ri del­la Com­pa­gnia di Gio­ia Tau­ro, col­la­bo­ra­ti da mili­ta­ri del Nucleo Inve­sti­ga­ti­vo di Reg­gio Emi­lia, han­no trat­to in arre­sto, in ese­cu­zio­ne di un’ordinanza di custo­dia cau­te­la­re emes­sa dal GIP pres­so il Tri­bu­na­le di Pal­mi su con­for­me richie­sta del­la loca­le Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca, due per­so­ne.

Si trat­ta dei coniu­gi Vin­cen­zo Tim­pa­ni, di anni 61, e Vit­to­ria Scar­fo­ne, di anni 54, rispet­ti­va­men­te cogna­to e sorel­la del­la vit­ti­ma, rite­nu­ti respon­sa­bi­li, a tito­lo di con­cor­so, dell’omicidio a col­pi d’arma da fuo­co di Anto­nio Scar­fo­ne, avve­nu­to il 14 ago­sto 2016 in Via Gio­van­ni Papa XXIII di Rosar­no. Nel mede­si­mo con­te­sto, in Cala­bria ed in Emi­lia-Roma­gna, sono sta­te ese­gui­te anche alcu­ne per­qui­si­zio­ni domi­ci­lia­ri vol­te alla ricer­ca di ulte­rio­ri ele­men­ti pro­ba­to­ri al già gra­ve qua­dro indi­zia­rio rico­strui­to sino­ra nel cor­so del­le inda­gi­ni.

I prov­ve­di­men­ti cau­te­la­ri odier­ni giun­go­no all’esito di una com­ples­sa atti­vi­tà d’indagine, con­dot­ta dai Cara­bi­nie­ri del N.O.R.M. del­la Com­pa­gnia Cara­bi­nie­ri di Gio­ia Tau­ro e del­la Tenen­za di Rosar­no, col­la­bo­ra­ti dal Nucleo Inve­sti­ga­ti­vo del Coman­do Pro­vin­cia­le di Reg­gio Emi­lia e con il sup­por­to tec­ni­co del Repar­to Inda­gi­ni Tec­ni­che del ROS, sot­to la costan­te dire­zio­ne del­la Pro­cu­ra del­la Repub­bli­ca di Pal­mi, che ha con­sen­ti­to di pro­ce­de­re già il 19 ago­sto 2016 al fer­mo di indi­zia­to di delit­to nei con­fron­ti di Ange­lo Scar­fo­ne, di anni 52, e Lui­gi Tim­pa­ni, di anni 28, rispet­ti­va­men­te fra­tel­lo e nipo­te del­la vit­ti­ma non­ché quest’ultimo figlio dei sog­get­ti oggi trat­ti in arre­sto, rite­nu­ti esse­re i prin­ci­pa­li auto­ri dell’omicidio ed attual­men­te dete­nu­ti.

In par­ti­co­la­re, l’attività d’indagine, avvia­ta nell’immediatezza del gra­ve fat­to di san­gue attra­ver­so un pun­tua­le sopral­luo­go non­ché l’audizione di diver­se per­so­ne, ha con­sen­ti­to di rico­strui­re l’esatta dina­mi­ca dell’evento delit­tuo­so e suc­ces­si­va­men­te, anche attra­ver­so atti­vi­tà tec­ni­ca, esal­ta­ta dal pre­zio­so con­tri­bu­to del Repar­to Inda­gi­ni Tec­ni­che del ROS, di rac­co­glie­re ele­men­ti gra­ve­men­te indi­zian­ti a cari­co anche dei due ulte­rio­ri inda­ga­ti, per i qua­li il GIP pres­so Tri­bu­na­le di Pal­mi, acco­glien­do in toto le richie­ste espres­se dal­la loca­le Pro­cu­ra, ha rite­nu­to sus­si­sten­ti i gra­vi indi­zi di col­pe­vo­lez­za e fon­da­te le esi­gen­ze cau­te­la­ri alla base del prov­ve­di­men­to cau­te­la­re in car­ce­re emes­so nei loro con­fron­ti.

I rea­ti con­te­sta­ti nel­lo spe­ci­fi­co sono quel­li di con­cor­so in omi­ci­dio, aggra­va­to dal­la pre­me­di­ta­zio­ne e dall’ aver com­mes­so il fat­to appro­fit­tan­do di cir­co­stan­ze di tem­po e di luo­go, non­ché il rea­to di deten­zio­ne ille­ga­le di arma da fuo­co in con­cor­so. Inol­tre, attra­ver­so l’analisi dei rap­por­ti fami­lia­ri del­la vit­ti­ma, è sta­to pos­si­bi­le, accer­ta­re, qua­le moven­te del delit­to, l’esistenza all’interno del­la fami­glia Scar­fo­ne di dis­si­di, acui­ti­si nel cor­so degli anni, lega­ti alla gestio­ne del patri­mo­nio immo­bi­lia­re e quin­di dell’eredità dell’anziana madre dei fra­tel­li Scar­fo­ne, nel frat­tem­po dece­du­ta. Gli arre­sta­ti, al ter­mi­ne del­le for­ma­li­tà di rito, sono sta­ti tra­dot­ti pres­so le Case Cir­con­da­ria­li di Reg­gio Cala­bria “Pan­ze­ra” ed “Arghil­là” su dispo­si­zio­ne dell’A.G. com­pe­ten­te, in atte­sa di esse­re sot­to­po­sti ad inter­ro­ga­to­rio di garan­zia.

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