Fca scommette sul porto di Gioia Tauro per l’esportazione delle auto prodotte a Melfi

Alfonso Naso Gazzetta del Sud REGGIO CALABRIA — Fiat e Grimaldi puntano tutto su Gioia Tauro. Le prospettive di rilancio del porto calabrese passano dalle automobili. Da mesi è in atto in via sperimentale il transito delle auto Fiat prodotte a Melfi dallo scalo calabrese verso i paesi che si affacciano sul Mediterraneo ma adesso si fa sul serio e si parla di un aumento consistente dei flussi di traffico con evidenti benefici ecnomici nell’area di Gioia Tauro e della Calabria. Fiat si è trovata bene e ha puntato molto sul trasporto ferroviario e quello portuale gioiese e le corse dei grandi treni che trasportano 210 veicoli ognuno sono destinate ad aumentare (fascio binari di competenza Medcenter Container Terminal permettendo). Il gruppo Fca (Fiat Chrysler Automobiles) da aprile scorso ha puntato tutto Gioia Tauro per la spedizione verso i mercati internazionali. Grimaldi, la società che gestisce le operazioni portuali, pare abbia anche acquistato chilometri di piazzali nell’area retroportuale dello calabrese Segno evidente di una continua evoluzione del trasferimento in Calabria delle attività di export. Tanto che a Civitavecchia sono subito scoppiate preoccupazioni per lo spostamento in Calabria delle attività armatoriali.

A quanto sembra, nella scelta della Grimaldi di trasferire buona parte del traffico delle auto nuove a Gioia Tauro ci sarebbero la mancanza di ulteriori spazi nel terminal di Civitavecchia (prima sede assolutamente centrale per Grimaldi) e il termine degli sconti a suo tempo per quegli armatori che portavano traffici a Civitavecchia e che renderebbe lo scalo non più competitivo. Fatto sta che Fiat Punto, 500X e Jeep Renegade da un paio di mesi arrivano sul piazzale del porto in attesa di essere trasportate con camion bisarche verso il Sud Italia, su nave quelle che raggiungeranno il Nord Africa. Della logistica si sta occupando Grimaldi che controlla l’intero flusso, dalla fabbrica al mercato finale. E soddisfatto di quanto sta avvenendo al porto di Gioia Tauro l’assessore regionale Francesco Russo che da sempre spinge per una la diversificazione di Gioia Tauro. L’automotive, ovvero il traffico delle autovetture nuove, quello sul quale si è incentrata tutta l’attenzione degli operatori negli ultimi anni, potrebbe essere la chiave di svolta per il tanto auspicato cambio di passo del porto calabrese.

In questo scenario positivo per il porto di Gioia Tauro il ruolo principale lo merita la ditta Blg che dalle ceneri si è risollevata e sta avviando anche una politica di avviamento al lavoro anche se non senza difficoltà. L’attività di smistamento delle automobili potrebbe rappresentare il passo pe ril reintegro del personale che era stato licenziato per gli esuberi e anche l’occasione per il rientro al lavoro dei 377 ex mct adesso nell’Agenzia.

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