Gioia Tauro: «A Ciambra 160 bambini nell’immondizia»

Domenico Marino Avvenire GIOIA TAURO – Il quartiere Ciambra è una città nella città a Gioia Tauro. O meglio, una favela nella città. Cumuli d’immondizia sommergono l’area ghetto tra pozzanghere di fogna che invadono periodicamente la strada sterrata di collegamento con la bidonville in cui sopravvivono centinaia di bambini oltre a migliaia di adulti di etnia rom, tra alloggi popolari e baracche. Ma pure discariche abusive e spesso roghi tossici per i rifiuti in fiamme. E con la colonnina del mercurio che comincia a salire, la situazione non può che peggiorare. Il primo maggio è stato a Ciambra il Garante regionale per l’infanzia, Antonio Marziale, che poi ha inviato una lettera alle massime autorità istituzionali, dal presidente della Repubblica al premier Gentiloni, dal presidente della Regione a molti altri, denunciando «lo stato d’assoluta indigenza e inciviltà, oltre che incuria, in cui versano 160 sventurati bambini per lo più in tenera età.

La situazione, rispetto all’anno scorso, è peggiorata: i cumuli di immondizie sovrastano le abitazioni e si allungano per svariate centinaia di metri, o forse di chilometri. I residenti ogni sera bruciano i rifiuti in prossimità del fiume Petrace, recando un danno ambientale di non poco conto alle acque del mare di Gioia Tauro e delle aree limitrofe, oltre che all’intera cittadinanza, visto e considerato che il fumo si propaga per tutta l’area sovrastante la città». Del caso Ciambra s’è occupato più volte pure l’ex presidente del Consiglio comunale Santo Bagalà, il quale ricorda d’avere dialogato sul problema con l’Aterp e successivamente l’amministrazione comunale si era impegnata a fornire un box abitativo richiesto dal parroco don Antonio Scordo per «svolgere attività ludiche, formative e religiose, e a mettere a disposizione un pullmino per i bambini, con monitoraggio sulle presenze a scuola».

Marziale ha incontrato don Scordo con cui ha dialogato della struttura che gli è stata affidata per assistere i bambini con doposcuola e altre attività socializzanti. Ma dopo le festività pasquali molti dei piccoli residenti a Ciambra non sono tornati in classe, restando in strada, poiché non è stata rinnovata l’assicurazione del pulmino pubblico che li prelevava in mattinata e li riaccompagnava a casa al termine delle lezioni. Dal municipio garantiscono che il problema sarà risolto a breve ma ieri l’ufficio del Garante per l’infanzia ha accorciato i tempi, aiutando la non facile situazione economica del Comune gioiese, amministrato da un commissario prefettizio in seguito alla sfiducia al sindaco, e comunque sottoposto a verifiche antimafia, pagando la polizza, ma pretendendo che già oggi i bambini tornino a fruire dei mezzi e frequentino la scuola. Come tutti gli altri, come bambini normali.

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