"I segni e la storia". Da sabato 4 febbraio su RaiTre un viaggio nella Calabria medievale

ROMA – Saba­to 4 feb­bra­io su Rai3, a par­ti­re dal­le 10,00, andrà in onda la pri­ma par­te de "I Segni e la Sto­ria", un viag­gio nel­la Cala­bria medioe­va­le che, in set­te pun­ta­te, met­te in luce le trac­ce, i segni appun­to, lascia­te dai tan­ti popo­li che que­sta regio­ne han­no attra­ver­sa­to. Il pro­gram­ma che por­ta la fir­ma di Vit­to­rio Armen­ta­no e Pie­tro De Leo è sta­to rea­liz­za­to e tra­smes­so nel 1981 dall'allora Strut­tu­ra di Pro­gram­ma­zio­ne del­la Sede Regio­na­le Rai per la Cala­bria gui­da­ta da Anto­nio Mina­si. Gira­to in pel­li­co­la cine­ma­to­gra­fi­ca dal diret­to­re del­la foto­gra­fia Gian­car­lo Geri fu inse­ri­to nel Pre­mio del Medi­ter­ra­neo a Pari­gi e meri­tò una recen­sio­ne di Indro Mon­ta­nel­li.

"I Segni e la sto­ria" è solo uno dei pro­gram­mi, rea­liz­za­ti negli anni '80, custo­di­ti nel­lo scri­gno del­la Teca del­la Sede Rai per la Cala­bria, che rac­con­ta­no la sto­ria, la cul­tu­ra, la poli­ti­ca, l'economia, le tra­di­zio­ni, il pae­sag­gio di que­sta regio­ne. Imma­gi­ni pre­zio­se di una Cala­bria che in par­te non esi­ste più e che meri­ta­no di esse­re divul­ga­te. Pro­prio que­sto il pro­po­si­to del Diret­to­re di Sede, Deme­trio Cru­cit­ti, di valo­riz­za­re il patri­mo­nio del­la Teca Rai fino­ra frui­bi­le solo attra­ver­so il ser­vi­zio Teca aper­ta di cui si ser­vo­no soprat­tut­to stu­den­ti e ricer­ca­to­ri. Attra­ver­so que­sti pro­gram­mi gli spet­ta­to­ri potreb­be­ro sco­pri­re pez­zi di Cala­bria nasco­sti o dimen­ti­ca­ti e, in que­sto o in altri spa­zi tele­vi­si­vi, potreb­be­ro tro­va­re cit­ta­di­nan­za le mino­ran­ze sto­ri­che tute­la­te dal­la Leg­ge nazio­na­le 482 del 1999 che attua la tute­la del­la costi­tu­zio­ne ita­lia­na. Arbe­re­she, gre­ca­ni­ci, occi­ta­ni, che tan­to han­no da rac­con­ta­re e da tra­man­da­re.