I silenzi manzoniani del Pd su Platì

Paolo Pollichieni Corrieredellacalabria.it STIA SERENA, come disse Renzi al buon Enrico Letta, Anna Rita Leonardi: a Platì la politica ci è già arrivata e da tempo. Reduce dalla Leopolda, dove è stata incoronata sindaco di Platì a insaputa dei platiesi, Leonardi dopo essersi liberata degli ultimi scampoli di modestia, ha lanciato il suo hashtag di guerra: «Ce l'hanno con me per invidia e perchè sono bella ma porterò la politica a Platì». Mancano molte cose a Platì: l'acqua, gli impianti sportivi, la segnaletica, un cinema, una biblioteca, un posto dove giocare, un lavoro. Mancano anche strade e collegamenti, energia elettrica e mense scolastiche. Manca, da tempo immemore, quel minimo di legalità che sta a delimitare il libero arbitrio dallo stato di diritto. Mancano tutte queste cose ma non manca la politica. Quella c'è e da sempre; con il suo cinismo e le sue promesse da marinaio, con i comparaggi inconfessabili e le lacrime da coccodrillo.

Cosa, se non la “politica” ha spinto fin qui il segretario regionale del Pd, l'onorevole dell'antimafia Enza Bruno Bossio, il segretario-capogruppo-aiutante di campo Sebi Romeo? La politica. Cosa, se non la politica, ha mosso la manovella della scenografia attorno alla festa del 2 giugno da commemorare in Platì con tanto di inaugurazione del circolo, un Pd formato yogurt «da consumarsi preferibilmente entro sessanta giorni dalla data di confezionamento». E infatti sessanta giorni dopo è sparita la lapide ed è scomparso il circolo ma resta la foto di un Magorno benedicente sui siti della segreteria regionale del Pd. Ed eccola la politica che piace di più alla parte irredimibile di Platì: è sui taccuini di Lucio Musolino e nelle riprese televisive condotte sul campo dal Tgr-Rai da un ottimo Vasco Pirri Ardizzone. La politica del guappo che dopo avere spiegato di avere lo zio in carcere, ha precisato che Anna Rita Leonardi è la sua musa e la sua protetta, guai a chi la insolentisce.

Abbiamo atteso che il segretario regionale Ernesto Magorno, anche nella veste di parlamentare e membro della commissione antimafia, prendesse posizione sulla gravissima pagina di letteratura politico-mafiosa appena narrata. Tre giorni di vana attesa dovrebbero bastare per autorizzarci a prendere atto che anche questa volta Magorno è come i preti manzoniani, predicano bene ma razzolano male. Il suo assordante silenzio è l'ideale completamento di un quadro politico già ben tracciato dall'autocelebrazione di miss Anna Rita Leonardi e dalle minacce («cca parra cui dicu eu e domani vidimu chi cazzu scrivi 'nta ssu giornali toi») del suo addetto alle relazioni esterne. Nella primavera scorsa ha compiuto trent'anni l'assassinio barbaro e spietato di un uomo mite e per bene: Mimmo De Maio, che era il sindaco di Platì. La democrazia scappò via insieme con i sicari che lo massacrarono sotto gli occhi terrorizzati della figlioletta. La politica no. Quella rimase a Platì. Non si è mai allontanata. È la politica delle cosche che vogliono sotto schiaffo l'intera comunità perchè solo costringendola a vivere senza democrazia possono continuare a cavare prestigio, imprecando contro gli usurpatori che vengono da fuori. Ieri i “piemontesi” oggi i “prefettizi”.

Spiegatelo per favore a Magorno e fatelo capire a miss Leopolda 2015: a Platì non manca la politica manca la democrazia. E manca la legalità che è precondizione. Certo, portare la politica è meno rischioso ma qui serve democrazia e serve ripristino dei diritti negati. Resterà male miss Leopolda 2015. Poverina, ha spiegato che ha pronto anche il programma elettorale: «L’ho presentato in 5 punti: acqua per tutti, lotta alla disoccupazione, strade, riqualificazione del centro storico. Voglio creare una scuola di ricamo». Quanta superficialità. Non si accorge che manca il diritto al gioco. I ragazzi di Platì non lo hanno mai avuto: esistono tre impianti sportivi ma sono tutti privati. Se vuoi giocare o paghi oppure devi essere ospite del proprietario. Ci hanno provato a giocare nel sagrato davanti alla chiesa ma chi “amministra” Platì, in attesa che torni la democrazia e la legalità in paese, ha pensato bene di piazzare chiodi per tutto il perimetro della piazza. Cementati con la punta in fuori: se sei fortunato si buca il pallone, se sei sfortunato ti buchi la testa o le gambe. Ma questo Anna Rita Leonardi non lo sa perchè è troppo concentrata sulla politica per potersi occupare di legalità e di democrazia.

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