Il caso Kuciak travolge Fico. Il premier offre le dimissioni

Gianpiero Cadalanu la Repubblica È FINAITA CON l’offerta di dimissioni la carriera di Robert Fico a capo del governo slovacco. “Inciampato” nel discusso rapporto con una modella nominata assistente, messo in difficoltà dalla scoperta di un legame fra la ragazza e un boss della ndrangheta, è stato travolto infine dalle grandi proteste di piazza dopo l’assassinio del reporter investigativo Jan Kuciak e della sua compagna. «Sono pronto a dimettermi, purché il presidente non indica elezioni anticipate», ha detto ieri il premier e leader del partito socialdemocratico Smer, in presenza dei partner di coalizione Béla Bugár (capo del partito di centro-destra Most-Hid, considerato vicino alla comunità ungherese) e Andrej Danko, (leader del partito nazionale slovacco, ultranazionalista), a due giorni appena dalle dimissioni di Robert Kalinak, ministro dell’Interno. Il primo ministro ha cercato fino all’ultimo di difendere la coalizione di tre partiti che lo teneva al potere, chiedendo al capo dello Stato il rispetto dei risultati del voto. Secondo Fico, il Paese potrebbe «piombare nel caos se l’attuale opposizione prenderà il potere». Per affrontare la crisi, il presidente Andrej Kiska aveva proposto cambiamenti sostanziali nel governo, o in alternativa il ricorso anticipato alle urne. La coalizione era andata al potere dopo le elezioni del 2016, e consultazioni sono previste per il 2020. Non è detto comunque che l’offerta di dimissioni, che dovrebbero essere effettive da oggi, sia sufficiente a tenere in piedi la maggioranza: il partito Most- Hid aveva chiesto invece di tornare al voto. Ma dopo le dimissioni di Fico, Béla Bugár si è detto soddisfatto, sottolineando che l’uscita del premier «potrebbe servire a tranquillizzare la situazione». Un nuovo governo potrebbe comunque «continuare quello che abbiamo cominciato due anni fa». In questo senso vanno anche le prime valutazioni degli analisti, secondo i quali, se la coalizione reggerà, a sedersi sulla poltrona di Fico potrebbe essere l’attuale vice-premier, Peter Pellegrini, di 42 anni.

Nei giorni scorsi la popolarità di Robert Fico era crollata: secondo un sondaggio dell’istituto Focus, 62 slovacchi su cento desideravano che se ne andasse, e solo 13 erano convinti che dovesse restare al suo posto. A lanciare le proteste che hanno spazzato via il premier, portando in strada migliaia di dimostranti contro la corruzione in manifestazioni senza precedenti dai tempi della Rivoluzione di velluto, nel 1989, è stato il duplice delitto del 22 febbraio scorso. Jan Kuciak e Martina Kusnirova, entrambi 27enni, erano stati uccisi con una pallottola in testa, probabilmente da un killer professionista. Il giovane lavorava a un’inchiesta sui collegamenti fra la ndrangheta e uomini politici slovacchi: il suo ultimo articolo, pubblicato postumo sul sito Aktuality.sk, metteva in evidenza la collaborazione con ambienti criminali italiani di Viliam Jasan, segretario del Consiglio per la Sicurezza nazionale slovacca e Maria Troskova, ex modella e assistente personale del premier. Dopo la pubblicazione dell’articolo, la polizia slovacca ha arrestato diverse persone, fra cui alcuni imprenditori italiani, rilasciati poi per mancanza di prove. Uno di loro, Antonino Vadalà, è stato subito ri-arrestato con l’accusa di traffico di droga. Ieri anche l’Unione europea ha chiesto alla Slovacchia di fare luce al più presto sul duplice omicidio, sollecitando una collaborazione con l’Ufficio europeo della lotta anti-frode.

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