Il caso Palmi arriva in Parlamento. I deputati Stumpo e Leva interrogano Minniti

Dome­ni­co Gala­tà Quo­ti­dia­no del Sud PALMI – «Pesan­te­men­te influen­za­ti da atti che si pon­go­no in con­tra­sto con la legi­sla­zio­ne vigen­te e con la con­so­li­da­ta giu­ri­spru­den­za del Con­si­glio di Sta­to in mate­ria di veri­fi­ca dei risul­ta­ti elet­to­ra­li». Que­sto il giu­di­zio dei par­la­men­ta­ri di “Arti­co­lo 1 – Movi­men­to Demo­cra­ti­co Pro­gres­si­sta” Nico­la Stum­po e Dani­lo Leva sul pri­mo tur­no elet­to­ra­le nel­la cit­tà di Pal­mi. Archi­via­to il bal­lot­tag­gio che ha inco­ro­na­to Giu­sep­pe Ranuc­cio qua­le nuo­vo sin­da­co di Pal­mi, tor­na alla ribal­ta, come pie­na­men­te pre­an­nun­cia­to, il risul­ta­to che ha por­ta­to Fran­ce­sco Tren­ti­nel­la a gio­car­si pro­prio con Ranuc­cio la fascia tri­co­lo­re. In atte­sa dei pre­an­nun­cia­ti ricor­si al Tar, Stum­po e Leva si sono rivol­ti al mini­stro dell’Interno Mar­co Min­ni­ti median­te un’interrogazione a rispo­sta scrit­ta sol­le­ci­ta­ta dal grup­po loca­le di Mdp gui­da­to da San­to Giof­fré.

Nel testo pre­sen­ta­to al mini­stro Stum­po e Leva riper­cor­ro­no le tap­pe di quel­lo che è sta­to un vero pro­prio caos post voto: «Dai ver­ba­li depo­si­ta­ti all’esito del­lo scru­ti­nio con­clu­so nel pri­mo pome­rig­gio di lune­dì 12 giu­gno – si leg­ge nel docu­men­to – risul­ta­va che i can­di­da­ti sin­da­co ammes­si al bal­lot­tag­gio era­no Giu­sep­pe Ranuc­cio, che ave­va otte­nu­to 3639 voti, e Dome­ni­ca Maria Di Cer­to, che ave­va otte­nu­to 1690 voti. A poca distan­za dal can­di­da­to secon­do clas­si­fi­ca­to segui­va­no Fran­ce­sco Tren­ti­nel­la con 1661 voti e Giu­sep­pe Ippo­li­to con 1628 voti. In data 14 giu­gno il pre­si­den­te del seg­gio nume­ro 16 dichia­ra­va di aver com­mes­so erro­ri nel con­teg­gio dei voti effet­tua­to e nel­la reda­zio­ne del ver­ba­le depo­si­ta­to pres­so l’Ufficio Cen­tra­le Elet­to­ra­le». Pro­prio su que­sto pun­to Stum­po e Leva rimar­ca­no quel­la che sareb­be, a dir loro, una del­le pri­me irre­go­la­ri­tà. «In assen­za di ordi­ne da par­te del giu­di­ce – reci­ta l’interrogazione a Min­ni­ti – ele­men­to che il Con­si­glio di Sta­to ha dichia­ra­to più vol­te indi­spen­sa­bi­le per la rimo­zio­ne dei sigil­li appo­sti sui pli­chi con­te­nen­ti il mate­ria­le del pro­ce­di­men­to elet­to­ra­le anche da par­te del­la stes­sa ammi­ni­stra­zio­ne depo­si­ta­ria, il Pre­si­den­te dell’Ufficio Cen­tra­le ha pro­ce­du­to all’apertura dei pli­chi con­te­nen­te il mate­ria­le del pro­ce­di­men­to elet­to­ra­le e a segui­to del rie­sa­me ope­ra­to è sta­to modi­fi­ca­to il risul­ta­to del­le ele­zio­ni per quan­to attie­ne il secon­do can­di­da­to che ha otte­nu­to il dirit­to a par­te­ci­pa­re al bal­lot­tag­gio». Ma l’elenco del­le ope­ra­zio­ni “sospet­te” non fini­sce qui.

«Nel­la sezio­ne n.1 – pro­se­gue il docu­men­to – non è sta­ta regi­stra­ta cor­ri­spon­den­za fra le sche­de elet­to­ra­li con­se­gna­te e quel­le resti­tui­te, con­fi­gu­ran­do­si la man­ca­ta o erro­nea ver­ba­liz­za­zio­ne del nume­ro del­le sche­de auten­ti­ca­te e non uti­liz­za­te. Sem­pre nel­la sezio­ne n. 1 risul­ta­no ben 41 sche­de non asse­gna­te, per le qua­li si ren­de neces­sa­ria una veri­fi­ca al fine di decre­tar­ne la vali­di­tà o nul­li­tà. Nel­la sezio­ne n.11 le ope­ra­zio­ni elet­to­ra­li, in vio­la­zio­ne dell’articolo 13, com­ma 2, del rego­la­men­to di attua­zio­ne del­la leg­ge 25 mar­zo 1993, n.81, appro­va­to con DPR 28 apri­le 1993, n.132, si sono pro­trat­te ben oltre il ter­mi­ne pre­vi­sto di 12 ore dal loro ini­zio. Nel caso di spe­cie l’Ufficio Cen­tra­le Elet­to­ra­le avreb­be dovu­to, in sede sur­ro­ga­to­ria, pro­ce­de­re al com­ple­ta­men­to del­le ope­ra­zio­ni non ulti­ma­te, cosa che inve­ce non è acca­du­ta. Infi­ne nel­la sezio­ne n. 17 i voti attri­bui­ti ai can­di­da­ti con­si­glie­ri, di cui mol­ti abbi­na­ti al can­di­da­to sin­da­co col­le­ga­to, non cor­ri­spon­do­no alla som­ma ripor­ta­ta in tabel­la». Per Stum­po e Leva i fat­ti ripor­ta­ti «sono tali da con­fi­gu­ra­re gli estre­mi per inva­li­da­re le ele­zio­ni svol­te» e la loro tesi sareb­be suf­fra­ga­ta dal fat­to che la Cor­te d’Appello di Reg­gio Cala­bria abbia deci­so di sosti­tui­re 17 pre­si­den­ti di seg­gio su 20 in vista del tur­no di bal­lot­tag­gio poi vin­to da Ranuc­cio. Stum­po e Leva chie­do­no a Min­ni­ti «qua­li misu­re inten­da adot­ta­re con urgen­za». Non rima­ne che atten­de­re la rispo­sta del mini­stro. Nel frat­tem­po, nel quar­tier gene­ra­le di Mim­ma di Cer­to, si con­ti­nua a lavo­ra­re al ricor­so da pre­sen­ta­re al Tar (annun­cia­to anche dal can­di­da­to Pino Ippo­li­to) che mira a fare chia­rez­za sull’intera vicen­da. Le nubi sul voto pal­me­se sono anco­ra tut­te da dira­da­re.

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