Il discorso del colonnello Scafuri in memoria del brigadiere Iozia, ucciso nel 1987

Antonino Raso Quotidiano del Sud CITTANOVA – «Orgoglioso dell’Arma dei Carabinieri – ha scritto Renzi. Fate sentire queste parole ai più giovani. Mi sembrano parole che i più giovani devono ascoltare. Le condivido con voi come voglio condividerle con i miei figli. Sono orgoglioso del lavoro dell’Arma dei Carabinieri». Ci sono anche le parole dell’ex premier Matteo Renzi, arrivate attraverso i social network, all’indomani dell’intervento del colonnello dei Carabinieri Giancarlo Scafuri, pronunciato nel corso della messa in suffragio del brigadiere Rosario Iozia ucciso dalla ndrangheta a Cittanova il 10 aprile del 1987. Parole semplici ma fortissime, destinate la lasciare traccia per la loro bellezza, quelle del comandante provinciale dell’Arma di Reggio Calabria.

«Siete piccoli, siete bravi, siete giovani, siete tutti perbene – aveva detto Scafuri rivolgendosi agli studenti presenti all’interno della chiesa Matrice di Cittanova. Qui c’è una mamma che dopo 30 anni continua a piangere il suo figliolo. Signori insegnanti spiegate bene che cos’è la ndrangheta e non abbiate paura di dire questa parola, ditela, non l’ha detta nessuno oggi in chiesa. C’è solo una strada, non ce ne sono altre. Spiegate bene a questi ragazzi, in modo tale che possano tornare a casa e parlare con i loro genitori. Siete tutti perbene, la Calabria merita di più. E’ un tumore maligno la ndrangheta e questi sono i risultati». Nella giornata di ieri il primo a rilanciare queste parole è stato il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale. «Questo messaggio – ha affermato in una nota – non rimanga impresso esclusivamente nella cronaca quotidiana, ma diventi pietra miliare di un nuovo modo di impartire l’educazione alla legalità ai giovanissimi calabresi, che devono guardare alla ndrangheta per quello che è, ossia cultura della morte e del disprezzo totale al bene più prezioso che è la vita». Poi ha aggiunto: «La forza delle parole pronunciate dal Comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria sovrasta di gran lunga le retoriche che hanno contraddistinto fino ad oggi il dialogo con le masse adolescenziali e rende tangibili i limiti di un territorio, che per colpa della ndrangheta rimane indietro anni luce rispetto alle prospettive di sviluppo che delineano la Calabria fanalino di coda del processo di integrazione all’Europa e, ancora peggio al resto d’Italia».

Immediato anche il commento del segretario regionale del Pd Ernesto Magorno: «Le parole pronunciate dal colonnello Giancarlo Scafuri sono un monito alla nostra coscienza di calabresi e ancor di più di esponenti delle istituzioni e della politica. Occorre parlare di più e meglio del peso mortale della criminalità organizzata – ha aggiunto – che in Calabria falcia vite e corrode economia, istituzioni, corpi intermedi. Quanto al Pd Calabria – ha concluso – faremo la nostra parte per tenere alto il dibattito politico sui grandi temi della legalità e della trasparenza». Il messaggio di Scafuri ha letteralmente fatto il giro d’Italia, ripreso dai social network e da innumerevoli testate cartacee e on line. Un messaggio che è riuscito a toccare i cuori, venuto da chi la lotta alla ndrangheta la combatte ogni giorno sul campo.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*