Il neosenatore Giuseppe Fabio Auddino: «Sarò il senatore di tutti ma non dei farabutti e di chi ha portato la Calabria a questo punto»

Piero Catalano Quotidiano del Sud POLISTENA – «Sarò il senatore di tutti, di chi mi ha votato, ma anche di chi non mi ha votato, ma non sarò il senatore dei farabutti, dei ladri di futuro e di chi ha portato la Calabria a questo punto». Sono queste le prime parole ufficiali da senatore di Giuseppe Fabio Auddino,
nella sua città, davanti alla sua gente e ai suoi elettori. Un esordio da parlamentare condito però da tanta emozione, ma, una volta rotto il ghiaccio, anche da buoni propositi. Sul palchetto “elettorale” di Piazza della Repubblica, accanto all’immancabile gazebo, cavallo di battaglia delle tante battaglie intraprese dal Meetup cittadino dei 5Stelle, a fianco ad Auddino, tra gli altri, anche il pentastellato Rocco Gioffrè, che ha fatto da apripista al discorso di ringraziamento del neo senatore polistenese, «la politica – ha detto l’attivista del M5S di Cittanova – è una cosa seriae nobile». Da poco più di una settimana, quindi, Auddino è uno dei “volti nuovi” del Senato della Repubblica, eletto nella tornata elettorale di domenica scorsa nelle fila del M5S. «Questa città, la mia città, Polistena, ha il suo senatore della Repubblica del M5S ed è una grande emozione – ha detto – è stato un mese di campagna elettorale straordinaria, ora è il momento di passare ai fatti, dovrò dimostrare alla mia città, alla Piana, alla Calabria tutta, che sarò il loro senatore. Abbiamo anche noi dei difetti – ha aggiunto – chiedo a ciascuno di voi di sentirsi parte integrante di questo progetto».

Il neo senatore, ha lasciato da parte il discorso già preconfezionato, ed ha preferito parlare a braccio, «eravamo in pochi a crederci anni fa – ha detto ancora – tutti ci dicevano “siete dei poveri illusi”, invece oggi siamo il primo partito in Italia e in Calabria, nonostante le coalizioni, ed abbiamo l’ambizione di cambiare questo paese e di migliorarlo, le persone, grazie a noi, hanno riacquistato la voglia di andare a votare. Io cercherò di servire la Piana e la mia Regione, il mio obiettivo è quello di rendere ciascuno di voi del M5S. Si respira una voglia di partecipazione – ha continuato Auddino – la libertà è partecipazione, e parte dal basso. Voi sarete i miei datori di lavoro ed io il vostro dipendente, pronto per servire il popolo e fare gli interessi dei cittadini, parole che erano ormai scomparse dal lessico politico, ma ora devono fare i conti con noi». Nella sua agenda politica, destinazione Roma, ci sono sottolineati argomenti importanti “da trattare”, come la scuola, la sanità, l’ambiente, la viabilità, il lavoro, «faremo il possibile per far tornare indietro i nostri ragazzi – ha asserito – chi vuole partire deve farlo per scelta non per necessità. Cambieremo anche il modo di fare politica, perché in politica non c’è bisogno di parole, ma di fatti. La mia famiglia, il mio territorio, il mio sangue sono qui – ha concluso – il mio cuore rimarrà qui, io sono nato e vissuto nella nostra amata Polistena, ma Roma poi non è così lontana». Infine Giuseppe Fabio Auddino ha ringraziato uno ad uno gli attivisti 5Stelle locali e del comprensorio, ma soprattutto ha dedicato la sua vittoria ad un amico e sostenitore, a Maurizio Calcaterra, scomparso prematuramente qualche settimana prima del voto.

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