Il presidente della Regione Oliverio indagato per abuso d’ufficio nella vicenda del distacco di un dipendente

Mario Oliverio

CATANZARO – Il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio è indagato per abuso d’ufficio nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro su “Calabria verde”, ente in house della Regione, riguardante il distacco di un dipendente. Lo ha reso noto lo stesso Oliverio. “Mi é stato notificato oggi dalla Guardia di finanza – afferma il Governatore – un ‘avviso di chiusura delle indagini preliminari ai sensi dell’art.415 bis del codice di procedura penale con una contestuale informazione di garanzia sul diritto alla difesa ai sensi dell’art.369 e 369 bis del codice penale’ emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. Con gli atti mi viene contestato il reato di abuso d’ufficio in relazione al proseguimento di un distacco del signor Barillaro Giuseppe, dipendente del Comune di Francica (Vibo Valentia), presso l’azienda Calabria Verde. Considerandomi estraneo ai fatti contestati – conclude – confido di chiarire quanto prima la mia posizione nelle sedi competenti”.

E’ il sindaco di Acquaro (Vibo Valentia) Giuseppe Barilaro, il dipendente del comune di Francica a cui è stato prorogato il distacco a “Calabria Verde”, vicenda per la quale il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio è indagato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro per abuso d’ufficio. Anche Barilaro è indagato nella stessa inchiesta insieme ad altre 4 persone. Secondo la Procura di Catanzaro, il trasferimento avvenuto nel 2014 quando la Regione era guidata da una Giunta di centrodestra, e prorogato nel 2015, sarebbe avvenuto senza che ve ne fossero i presupposti formali. Sarebbe stato invece, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, un atto funzionale alle alleanze politiche e al bacino elettorale dell’area vibonese. Barilaro, ex presidente del consiglio provinciale di Vibo Valentia, nel 2015 è stato designato quale responsabile dell’Ufficio forestazione del distretto di Serra San Bruno di Calabria Verde. Ex commissario provinciale dell’Udc, ora vicino al Pd, è noto anche per la sua posizione contro la legge Cirinnà sulle unioni civili. Nel corso di un consiglio comunale aveva detto: “Non celebrerò le nozze tra gay”.

Il comando di Giuseppe Barilaro dal Comune di Francica a Calabria Verde ente in house della regione è stato “dettato da mere logiche e strategie politiche, funzionale cioè a collocare una persona di fiducia in grado di ‘controllare’ e ‘orientare’, anche in ragione del pregresso consenso politico, il bacino elettorale costituito dai numerosi operai idraulico-forestali alle dipendenze di Calabria Verde, in particolare nel distretto-territorio del Vibonese”. È quanto sostiene la Procura della Repubblica di Catanzaro nell’avviso di conclusione delle indagini recapitato oggi al presidente della giunta regionale calabrese Mario Oliverio, allo stesso Barilaro, a Michele Trematerra, assessore regionale all’Agricoltura nella precedente consiliatura di centrodestra, a Franco Iacucci, attuale presidente della Provincia di Cosenza, indagato “nella qualità di capostruttura del presidente” della Regione Oliverio, all’ex direttore generale di Calabria Verde Paolo Furgiuele, e a Franca Arlia, dirigente del Servizio 1 Settore 1 dell’agenzia regionale. Due le ipotesi di abuso d’ufficio di cui devono rispondere i sei indagati relativamente al comando avvenuto nel 2014 e alla successiva proroga datata 31 marzo 2015. Secondo quanto riportato nell’avviso di conclusione delle indagini, il trasferimento sarebbe avvenuto “non solo senza alcuna previa, effettiva, valutazione delle specifiche competenze in relazione alle esigenze organizzative e funzionali dell’ente in house ma, ancor più gravemente, in assenza di qualsivoglia esigenza organizzativa e/o funzionale dell’ente che giustificasse siffatto ‘comando’, tanto più che l’ente già esprimeva al suo interno adeguate figure professionali”. Una volta trasferito a Calabria Verde, inoltre, Barillaro è stato nominato responsabile dell’Ufficio Forestazione del distretto Serra San Bruno. Secondo la ricostruzione della Procura, Furgiuele, “in fedele esecuzione del complessivo disegno criminoso, così come da Oliverio e Iacucci perpetuato e veicolatogli” avrebbe indotto il precedente responsabile dell’ufficio a dimettersi. Ora gli indagati avranno venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere sentiti o per presentare memorie difensive. Scaduto questo termine la Procura potrà procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o, al contrario, proporre richiesta di archiviazione.

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