Il Tar del Lazio ordina di nuovo al ministero dell’Interno il deposito degli atti sullo scioglimento del Comune di Bovalino

ROMA – Il Tar del Lazio ha nuovamente ordinato al Ministero dell’Interno di depositare entro due mesi tutti gli atti che nell’aprile 2015 hanno portato allo scioglimento del Comune di Bovalino per infiltrazioni mafiose. Giudicando un ricorso proposto dall’ex sindaco Tommaso Mittiga e dall’ex presidente del Consiglio comunale Francesco Signati per sollecitare l’annullamento del decreto del Presidente della Repubblica del 2 aprile 2015 con il quale è stato disposto lo scioglimento del comune della città metropolitana di Reggio Calabria e nominata la commissione prefettizia, il Tar, ritenendo di non poter prescindere per la sua decisione di conoscere e leggere integralmente tutti gli atti, ha osservato che la sua precedente ordinanza “non risulta ottemperata dall’Amministrazione”.

Di qui, la decisione di reiterare l’ordine al ministero, il quale “dovrà provvedere al deposito in atti della documentazione indicata entro sessanta giorni dalla comunicazione e/o notificazione della presente ordinanza, con la precisazione che, in presenza di nuovo inadempimento, il Collegio potrà applicare quanto previsto dall’art. 64, comma 4, Cpa”, secondo il quale “il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento e può desumere argomenti di prova dal comportamento tenuto dalle parti nel corso del processo”. Nuova udienza di merito, il 18 luglio 2018.

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