Il “Tesoro di Alarico” di Antonio Matragrano

Antonio Matragrano FIN DA BAMBINO ascoltavo la storia sul tesoro di Alarico. Alarico I, (370 circa – Cosenza, 410), è stato Re dei Visigoti dal 395 alla morte. Fu l’autore del celebre saccheggio di Roma del 410 dopo il quale morì improvvisamente proprio nella mia città. Secondo la leggenda, venne seppellito con i suoi tesori nel letto del fiume Busento a Cosenza. Gli schiavi, che avevano lavorato alla temporanea deviazione del corso del fiume, furono uccisi perché fosse mantenuto il segreto sul luogo della sepoltura. Il tesoro era un favoloso bottino da venticinque tonnellate d’oro e 150 d’argento sul quale la mia fantasia da artista visivo si è fermata per rendere visibile in modo artistico la leggenda.

Ho inteso quindi dare inizio al progetto artistico “Tesoro di Re Alarico“, un viaggio onirico alla ricerca di quelle monete. Proprio attraverso il sogno dell’artista ho quindi trovato quelle venticinque tonnellate d’oro e 150 d’argento che gradualmente saranno inserite nelle mie nuove opere d’arte. I preziosi metalli saranno riportati alla luce sotto la forma tipica delle monete, da me plasmate, nell’immaginario sogno. Le monete di Alarico-Matragrano si poseranno poi su di un supporto, inizialmente dal colore scuro, in un’armonia di forme da me veicolate. L’intero ciclo delle opere formeranno quindi il leggendario tesoro di Re Alarico. Le opere saranno immerse nel mercato per collezionisti italiani ed internazionali.

 

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