In Calabria manca ancora il Garante dei detenuti. Iniziativa dei radicali

Ildispaccio.it “BENE GOVERNO su riforma ordinamento penitenziario, ma le carceri italiane ritornano ad essere sovraffollate, i diritti dei detenuti alle cure e alla attività di rieducazione, istruzione e formazione professionale in primis, risultano spesso diritti sospesi, azzerati, e, in Calabria, ancora manca il Garante regionale dei diritti dei detenuti”. È quanto si legge in un comunicato di Giuseppe Candido, segretario dell’associazione Radicale nonviolenta “Abolire la miseria – 19 maggio” e Rocco Ruffa, tesoriere della stessa associazione che vede come presidente Mina Welby e membro del Comitato nazionale di Radicali italiani.

“Una riforma che riteniamo essere una buona riforma poiché mira a ridurre il ricorso al carcere in favore di soluzioni alternative che, senza incidere sulla sicurezza dei cittadini, riporta al centro del sistema la finalità rieducativa della pena indicata dall’art. 27 della nostra Costituzione. Anche se mancano ancora alcuni passaggi nelle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, l’approvazione da parte del CDM dei decreti di riforma dell’ordinamento penitenziario è sicuramente da considerare una buona notizia, ma bisognerà vigilare sulla loro concreta attuazione e, per quanto riguarda la nostra regione, è fondamentale l’approvazione di una legge regionale che istituisca la figura del Garante regionale dei diritti dei detenuti e ne consenta la nomina e il funzionamento.

Per questo e per verificare direttamente le condizioni di detenzione, anche quest’anno, nel solco della consuetudine del Partito radicale transnazionale ranspartito, come ci ha insegnato a fare Marco, la mattina di Natale – dalle ore 9:00 – grazie alle autorizzazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, visiteremo i detenuti della Casa circondariale di Catanzaro”.

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