Intimidazione al giornalista Consolato Minniti

Giornalisticalabria.it REGGIO CALABRIA – Ennesimo grave atto di intimidazione ai danni di un giornalista calabrese. Ignoti, la notte scorsa, hanno danneggiato l’autovettura del giornalista Consolato Minniti, 31 anni, caposervizio della redazione di Reggio Calabria del quotidiano “Cronache del Garantista”. L’auto si trovava parcheggiata nei pressi dell’abitazione del cronista, sita nella periferia sud della città dello Stretto. Gli autori del fatto hanno preso di mira la carrozzeria del veicolo, nel lato passeggero, proprio sopra la ruota anteriore destra. Attraverso uno strumento da taglio, infatti, è stata praticata una vera e propria cesura della lamiera della vettura, per una lunghezza di circa dieci centimetri.
Minniti si è accorto del danneggiamento nella tarda mattinata di oggi, dopo essere uscito di casa. Poco dopo, sul posto, è intervenuto un equipaggio del Nucleo Radiomobile dell’Arma dei Carabinieri. Successivamente, la denuncia è stata formalizzata ai militari della Stazione di Gallina, diretta dal maresciallo Sebastiano Germanà. Consolato Minniti, da diversi anni, scrive di cronaca nera e giudiziaria a Reggio Calabria, occupandosi di ndrangheta e malaffare. Ed è proprio la pista lavorativa, quella che gli investigatori privilegiano per identificare gli autori di questo ennesimo episodio che vede vittima un giornalista calabrese.
Piena e convinta solidarietà a Consolato Minniti ed ai colleghi del “Garantista” viene espressa da Carlo Parisi, vicesegretario nazionale della Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria: “L’ennesima vigliaccata, ai danni di chi svolge semplicemente il proprio mestiere di cronista, non riuscirà ad intimidire ed imbavagliare quanti sono, quotidianamente, impegnati a fare informazione al servizio dei cittadini. Anzi, episodi come questo – sottolinea Parisi – costituiscono un motivo in più per raccontare, senza reticenze e paure, il malaffare che affossa e uccide proprio grazie alla complicità dell’omertoso silenzio”.
“Fare bene il mestiere di giornalista – afferma il vicesegretario della Fnsi – infastidisce, infatti, soltanto chi pensa di poter dettare legge imponendo, in una città in ginocchio, la vergognosa cultura del silenzio e del terrore. Nessun bavaglio e nessuna intimidazione fermeranno, invece, il lavoro dei giornalisti onesti che, al pari delle forze dell’ordine e dei magistrati, stanno al fianco dei cittadini onesti in una battaglia di civiltà e di riscatto che non ammette silenzi, omissioni e rinunce di sorta, ma soprattutto – conclude Carlo Parisi – che deve bandire dal lessico degli uomini di buona volontà quel termine, orribile, che rappresenta la negazione della speranza, ovvero la rassegnazione”.

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