Italia ed Emirati Arabi al lavoro per un Trattato di cooperazione giudiziaria, precondizione per l’estradizione di Amedeo Matacena

ROMA – Le Autorità italiane e quelle degli Emirati Arabi sono al lavoro per firmare quanto prima il Trattato di cooperazione giudiziaria, premessa necessaria alla estradizione di Amedeo Matacena, condannato in via definitiva nel 2013 e latitante a Dubai. A renderlo noto è il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle commissioni Antimafia e Giustizia, che ha parlato al telefono con l’ambasciatore italiano presso gli Emirati, Giorgio Starace, il quale gli ha confermato il lavoro in corso per la firma del documento.

Le delegazioni italiana ed emiratina si sono già incontrate una prima volta nel dicembre 2014 e hanno in programma di ritrovarsi in febbraio e in marzo per firmare il Trattato, ha assicurato l’ambasciatore Starace al deputato dem. “Con la firma del Trattato – commenta Mattiello – gli Emirati non saranno più un porto franco per i delinquenti italiani in cerca di comode latitanze. Un risultato, quindi, importante per il presente e il futuro che, se raggiunto, dimostrerà la volontà di procedere sulla strada della trasparenza e della legalità”.

Secondo l’esponente Pd, restano tuttavia forti “le perplessità su quanto è capitato nella vicenda Matacena a partire dall’estate del 2013, se in particolare, le relazioni pericolose e potenti di atacena, condannato per mafia, si siano spinte fino a condizionare il comportamento della nostra ambasciata negli Emirati, inducendo a fare pressioni sulle autorità emiratine finalizzate a ottenere un trattamento di favore per il latitante, forse con l’obiettivo di tutelare non tanto la libertà di Matacena quanto la sicurezza di quella parte dei suoi affari agiti a beneficio degli interessi della ndrangheta. Ma l’accertamento delle responsabilità per queste condotte – conclude Mattiello – sono attualmente al vaglio della Dda di Reggio Calabria, che va rispettata senza interferire e i cui esiti dobbiamo attendere”.

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