La Barbalace passa alla Presidenza. Nuova nomina per l’ex assessore, dimessasi per l’inchiesta “Mandamento”

Bruno Gemelli Quotidiano del Sud CATANZARO – I corridoi della Cittadella sono quasi deserti. D’altra parte basta osservare il parcheggio antistante al palazzo che in questi giorni è occupato meno della metà della media giornaliera. E così sarà sino fine mese, quando la solita routine riprenderà il sopravvento. Per la cronaca il 9 agosto scorso si è tenuta l’ultima seduta della giunta regionale prima delle ferie producendo qualcosa in termini di delibere licenziate; di esse si hanno notizie come semplice titolo delle “camice”. Nessuno sforzo informativo in più per i cittadini che trovano ristoro, se hanno voglia e pazienza, sfogliando il Burc. E poi c’è stato anche un prologo il giorno dopo il 9 allorché sono stati annunciati investimenti per 214 milioni di euro nel settore dei trasporti. Insomma, in quei giorni ci sono stati degli spostamenti (Zito al posto di Fatarella, Pallaria alla Presidenza, entrambi a interim) e sono stati assegnati nuovi incarichi come le nomine del direttore dell’Asp di Crotone Arena e dell’assessore Francesco Russo che ha ricevuto l’interim della delega assessorile alle attività produttive che era di Carmen Barbalace dopo che la stessa si è dimessa a seguito dell’inchiesta della Dda di Reggio Calabria “Mandamento”. Sicché, proprio in quei giorni, è nato il “recupero” operativo della Barbalace che oggi dovrebbe  collocarsi – ma ancora non c’è stata una comunicazione ufficiale – a disposizione della Presidenza come, così dicono i rumors del 10° piano, “vice” del capo gabinetto Gaetano Pignanelli.

Formalmente avrebbe fatto questa richiesta di assegnazione provvisoria il dirigente del dipartimento Mimmo Pallaria (adesso in ferie). Tale incarico, di cui si sa poco, non dovrebbe confliggere con l’articolo 7 del decreto legislativo 39/2013 sull’inconferibilità degli incarichi. Questi accadimenti potrebbero essere rubricati come inizio, seppure timido e tutto da verificare, della fatidica fase 2, intesa come scossa tellurica di questa maggioranza regionale, sia a livello di Giunta e sia a livello di Consiglio. Per quest’ultima istituzione, al netto delle polemiche sul lungo periodo di ferie, c’è l’appuntamento dell’11 settembre allorché si dovrà rinnovare l’ufficio di presidenza dell’assemblea di metà mandato. E in quest’ambito dovrebbe succedere qualcosa. Cosa? Gli ottimismi si accontenterebbero di mettere il convoglio sui binari, i pessimisti sostengono che mancano persino i binari. Ancora due settimane e si vedrà. Nel frattempo la politica è come una pentola a pressione. Non si parla d’altro che di candidature e legge elettorale, ma anche di alleanze e coalizioni. In questa cornice il Partito democratico è quello che rischia di più perché è dentro la fase congressuale e quindi più esposto agli spifferi del nemico e del fuoco amico. Questa fattispecie combacia perfettamente con le difficoltà attuali della maggioranza regionale che deve guardarsi dal fuoco frontale e dal fuoco alle spalle, alimentato dall’imminenza delle elezioni politiche e quindi dalla battaglia per le candidature. Ma se resta fermo diventa il bersaglio degli uni e degli altri. Non si sa se la supposta fase 2 contempli una striscia di comunicazione come mai è stato fatto sino a ora. In fondo comunicare, anche al minimo sindacale, è la prova in vita di tutta la baracca.

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