La Dda ha una nuova testimone di giustizia. Si chiama Annina Lo Bianco

Ange­la Pan­ze­ra Strill.it REGGIO CALABRIA – «Non voglio che i miei figli cre­sca­no in que­sti ambien­ti di ndran­ghe­ta». Si chia­ma Anni­na Lo Bian­co. Ha 34 anni. Il mese scor­so si pre­sen­ta ai Cara­bi­nie­ri e chie­de aiu­to. Deci­de di voler cam­bia­re la sua vita. Ha det­to basta con la ndran­ghe­ta. Come ripor­ta­to dal quo­ti­dia­no “Il Garan­ti­sta”, da anni è lega­ta con Gre­go­rio Mal­va­so, pre­sun­to capo­cri­mi­ne di San Fer­di­nan­do, galop­pi­no di Fer­di­nan­do Cima­to, a sua vol­ta pre­sun­to reg­gen­te del casa­to mafio­so del pic­co­lo pae­se del­la Pia­na di Gio­ia Tau­ro. Il suo com­pa­gno è fini­to in manet­te nell’operazione “Eclis­si”, mes­sa a segno dal­la Dda reg­gi­na nell’ottobre scor­so, che ha disar­ti­co­la­to le ndri­ne dei Bel­loc­co-Cima­to da un lato, e quel­le dei Pesce-Pan­ta­no dall’altro, pron­te a ingag­gia­re un’ennesima guer­ra per il con­trol­lo di Rosar­no e ter­ri­to­ri vici­ni. Anni­na non ce la fa più. Non inten­de più vive­re in quel modo, una vita fat­ta di mafia, pisto­le, estor­sio­ni, dro­ga, dan­neg­gia­men­ti e soprat­tut­to non vuo­le che i suoi figli fac­cia­no la stes­sa fine del padre. 

Ed è per que­sto che deci­de spon­ta­nea­men­te di col­la­bo­ra­re con l’autorità giu­di­zia­ria che la ascol­ta e che ha già prov­ve­du­to a chie­de­re un pro­gram­ma di pro­te­zio­ne, quel­lo riser­va­to ai testi­mo­ni di giu­sti­zia. Si per­chè la ragaz­za non è una “pen­ti­ta”; al momen­to infat­ti, il suo sta­tus giu­ri­di­co è quel­lo di testi­mo­ne. Ma le sue dichia­ra­zio­ni stan­no diven­tan­do sem­pre più pre­zio­se per la Dda del­lo Stret­to e per il pm Giu­lia Pan­ta­no che sta curan­do la sua col­la­bo­ra­zio­ne. Agli inqui­ren­ti sta rac­con­tan­do tut­to. Del­la cosca Bel­loc­co, dei pre­sun­ti affa­ri ille­ci­ti del mari­to e dei suoi com­pa­ri di cosca. Anni­na è for­te. “Sono deter­mi­na­ta a ini­zia­re un rap­por­to di col­la­bo­ra­zio­ne con l’autorità giu­di­zia­ria pur­chè mi met­tia­te al sicu­ro, per­ché il mio com­pa­gno fa par­te di una cosca effe­ra­ta che ha ami­ci­zie dap­per­tut­to ed è peri­co­lo­sis­si­ma. Con me voglio por­ta­re i miei figli”. Quei tre bam­bi­ni a cui sta donan­do una spe­ran­za, un futu­ro. Anni­na Lo Bian­co infat­ti, ha già det­to agli inqui­ren­ti di sape­re fat­ti riguar­dan­ti la cosca Bel­loc­co di Rosar­no, al momen­to sot­to pro­ces­so per la pre­sun­ta usu­ra per­pe­tra­ta nei con­fron­ti degli impren­di­to­ri Seco­lo di Rosar­no e altri gra­vi rea­ti. Tut­to ciò è sta­to al cen­tro dell’indagine che ha riguar­da­to il ramo san­fer­di­nan­de­se dei Bel­loc­co deno­mi­na­ta “Tra­mon­to”, con­flui­ta poi in udien­za pre­li­mi­na­re nel pro­ces­so “Blue call” che riguar­da i pre­sun­ti boss e gre­ga­ri del clan. Alla sbar­ra ci sono Auro­ra Spa­nò e il com­pa­gno Giu­lio Bel­loc­co ed è pro­prio su di loro che la don­na ha rife­ri­to agli inqui­ren­ti diven­tan­do un altro tas­sel­lo fon­da­men­ta­le per l’accusa. La Lo Bian­co ver­rà sen­ti­ta in udien­za il pri­mo luglio. Il pm anti­ma­fia Luca Mice­li ha infat­ti otte­nu­to la sua depo­si­zio­ne dal Tri­bu­na­le di Pal­mi. Già nei mesi scor­si un’altra don­na, Ste­fa­nia Rita Seco­lo, ha rife­ri­to in aula di sape­re che quel pre­sti­to di 600­mi­la euro, con­ces­so dal­la Spa­nò e Bel­loc­co, a uno dei suoi fra­tel­li, è a tas­si usu­ra­ri che arri­va­no al 27%. Anto­nio Seco­lo, impren­di­to­re edi­le con il fra­tel­lo Gae­ta­no nel­la pro­vin­cia di Bre­scia, si inde­bi­ta per 1 milio­ne di euro. Non rie­sce a rida­re indie­tro i sol­di, e i Bel­loc­co pre­ten­do­no, come par­zia­le risar­ci­men­to, di diven­ta­re pro­prie­ta­ri del­la palaz­zi­na di fami­glia, dove vivo­no Ste­fa­nia e le sue sorel­le con i mari­ti. Tut­to que­sto Ste­fa­nia lo rac­con­ta a Maria Con­cet­ta Cac­cio­la, la testi­mo­ne mor­ta nell’agosto del 2011, che quan­do ini­zia a col­la­bo­ra­re con i pm reg­gi­ni dice subi­to di esse­re a cono­scen­za di que­sta usu­ra e le sue dichia­ra­zio­ni con­flui­sco­no pro­prio nell’inchiesta “Blu call-Tra­mon­to”.

Ades­so quin­di dopo Maria Con­cet­ta e Ste­fa­nia c’è un’altra don­na che sfo­de­ra un corag­gio da leo­ne. C’è Anni­na Lo Bian­co che non ha pau­ra dei Bel­loc­co, ma è solo in pena per i suoi figli. Sopra­tut­to per il più gran­de, gran­de per modo di dire, ades­so a solo 11 anni, ma il padre nel dicem­bre del 2013 non si sareb­be fat­to alcu­no scru­po­lo a por­tar­lo con sé quan­do pro­va­va le armi. “Non puo chia­ra­men­te non col­pi­re che finan­che il figlio mino­re, non impu­ta­bi­le, ha fami­lia­ri­tà con le armi”, scri­ve­ran­no gli inqui­ren­ti. La don­na però non inten­de che il figlio viva quel­la vita. Gli sta dan­do un’altra oppor­tu­ni­tà e nel con­tem­po la sta dan­do a se stes­sa. Dopo Cet­ta quin­di c’è un’altra don­na che si è affi­da­ta allo Sta­to. Un’altra don­na che ha det­to “no” alla ndran­ghe­ta e ai Bel­loc­co nel­lo spe­ci­fi­co. E come è sta­to per Cet­ta ades­so i Bel­loc­co tor­ne­ran­no ad ave­re pau­ra. > Le accu­se ai Bel­loc­co: Anni­na Lo Bian­co sa mol­te cose che riguar­da­no la cosca Bel­loc­co. Per qua­si 15 anni ha respi­ra­to l’aria del­la ndran­ghe­ta a casa sua e ades­so sta rife­ren­do tut­to alla Dda reg­gi­na. Il suo pri­mo ver­ba­le da testi­mo­ne di giu­sti­zia, ste­so con il pm anti­ma­fia Giu­lia Pan­ta­no, risa­le al 7 mag­gio scor­so, la Lo Bian­co cono­sce tan­te dina­mi­che mafio­se degli ulti­mi anni e non ha esi­ta­to a rac­con­tar­le agli inqui­ren­ti. “Mio mari­to- è ripor­ta­to nel ver­ba­le- è inse­ri­to in cir­cui­ti di cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta, era ed è affi­lia­to ai Bel­loc­co. Quan­do rima­si incin­ta del mio pri­mo figlio, pre­se una brut­ta stra­da fre­quen­tan­do assi­dua­men­te Umber­to, Anto­nio e Dome­ni­co Bel­loc­co, figli di Auro­ra Spa­nò e Giu­lio Bel­loc­co, men­tre in pas­sa­to le fre­quen­ta­zio­ni era­no un po’ più rade. 

“La fami­glia Bel­loc­co è sta­ta la rovi­na di San Fer­di­nan­do. Io stes­sa ho fre­quen­ta­to casa Bel­loc­co, quan­do Mal­va­so ini­ziò a fre­quen­tar­li assi­dua­men­te”. Ed è per que­sto che la gio­va­ne dice con fer­mez­za che “ a San Fer­di­nan­do qua­lun­que fat­to delit­tuo­so era ricon­du­ci­bi­le ai Bel­loc­co e agli affi­lia­ti. La fami­glia Bel­loc­co è una fami­glia mafio­sa e fa pau­ra. Se si sba­glia qual­co­sa con loro pos­so­no acca­de­re fat­ti brut­ti. Per moti­vi bana­li, se non si fa ciò che dico­no, ci sono ritor­sio­ni. Ho assi­sti­to a com­men­ti di fat­ti delit­tuo­si (…) Tut­ta la gen­te teme la fami­glia Bel­loc­co, per­ché anche per una paro­la sba­glia­ta que­sta gen­te uti­liz­za armi(…) “ Ricor­do che quan­do vi fu un atten­ta­to a San Fer­di­nan­do cir­ca 14 anni fa ai dan­ni di un nego­zio spor­ti­vo, l’unico che face­va ango­lo nel­la vil­la, sen­tii che era sta­to uno dei fra­tel­li Bel­loc­co con Gre­go­rio Mal­va­so. In un’altra cir­co­stan­za era­va­mo a casa del­la Spa­nò con mio mari­to, i figli del­la signo­ra Dome­ni­co, Umber­to, Car­me­lo e Anto­nio, il mari­to di Ange­la Bel­loc­co, attual­men­te divor­zia­ta, sen­tii che par­la­va­no di maz­zet­te da chie­de­re in pae­se”. Anni­na Lo Bian­co fa nomi e cogno­mi. A gui­da­re il grup­po degli stroz­zi­ni ci sareb­be la sto­ri­ca com­pa­gna del boss Giu­lio Bel­loc­co. La capa che tene­va il con­to del­le estor­sio­ni era la signo­ra Spa­nò che indi­riz­za­va i figli a chie­de­re tan­gen­ti a com­mer­cian­ti e pro­prie­ta­ri ter­rie­ri. So che lei pre­sta­va anche sol­di ad usu­ra e quan­do la gen­te non riu­sci­va a resti­tuir­li, arri­va­va a impos­ses­sar­si anche del­le loro case. Lo sen­ti­vo in casa, par­lan­do con mia suo­ce­ra”. Ades­so tut­te que­ste con­fi­den­ze, tut­ti que­sti momen­ti pas­sa­ti insie­me ai mem­bri di una del­le fami­glie più peri­co­lo­se del­la Pia­na Di Gio­ia Tau­ro, stan­no diven­tan­do indi­zi pre­zio­sis­si­mi per la Dda reg­gi­na.