La Gran Loggia d’Italia nega gli elenchi alla Commissione Antimafia

ROMA – “Io non posso aderire a questa richiesta, c’è una legge sulla privacy, voi avete gli strumenti per la presa in consegna degli elenchi e se lo farete vi ringrazieremo, se ci darete delle indicazioni saremo i primi a ringraziarvi”. Lo ha detto il gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Antonio Binni, ascoltato in Antimafia, per una audizione a testimonianza, alla presidente della Commissione Rosy Bindi che gli chiedeva gli elenchi degli iscritti. La Grande Loggia d’Italia è nata nel 1908 e comprende il 40% di sorelle che hanno acquisito posizioni di prestigio. E’ composta da 510 logge con più di 8 mila appartenenti. In Calabria le logge sono 60 con 889 fratelli, in Sicilia sono 44 con 468 fratelli.

Antonio Binni

“Fate una legge sulle associazioni, così le cosiddette obbedienze spurie vengono eliminate, revedendo i principi principali. Una legge del genere in Francia esiste dal 1902; con una legge come questa quello che voi state facendo in questi giorni sarebbe stato inutile. Il mio è un invito accorato”, ha detto Binni alla Commissione Antimafia. “La sua richiesta trova i componenti di questa Commissione concordi, il senso di questa inchiesta non è di giudicare la massoneria a cui riconosciamo un ruolo nella storia del nostro Paese, ma per tutelare l’ufficialità e la corretta adesione a dei principi e punire l’uso strumentale dell’appartenenza all’associazione che offre canale di penetrazione ai poteri criminali”, gli ha risposto Bindi.

“Sto pensando ad un provvedimento per cui se un fratello viene arrestato, la Gran Loggia si costituisce parte civile per offesa all’immagine della massoneria”. Lo ha detto il Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Antonio Binni. La quota d’iscrizione alla Gran Loggia d’Italia è di circa 500 euro l’anno. “Facendo le formiche siamo riusciti a risparmiare e ad acquistare immobili che diamo in comodato d’uso ai nostri fratelli”, ha aggiunto Binni. Binni ha poi detto che da quando è presidente non ha mai accertato che ci fossero logge deviate o iscritti collusi con poteri criminali, “ho sospeso alcune logge solo per morosità”, anche se ha ammesso che “in Sicilia e in Calabria siamo poco amati, queste regioni hanno una forte spinta autonomistica, non si sentono parte della comunità”. Ogni regione ha un delegato magistrale, una sorta di occhio e orecchio del Gran maestro. Le organizzazioni massoniche irregolari sono 197, ha riferito infine Binni, “un numero enorme. Con queste persone non vogliamo avere a che fare”. La Grande Loggia d’Italia ha una “succursale” a Londra, una a Toronto, una a Dublino ed è presente con alcune logge anche in Libano.

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