L’ammonimento dentro al Pd. «Si ripristini un quadro di condivisione nella gestione delle primarie»

Quotidiano del Sud REGGIO CALABRIA – La Commissione nazionale per il congresso del Pd tira le orecchie allo stesso partito reggino in merito alle operazioni svolte per il congresso a Reggio Calabria. La commissione ha deliberato all’unanimità in merito ai ricorsi presentati dai coordinamenti provinciali della mozione Andrea Orlando di Crotone e Reggio Calabria. A darne notizia è un comunicato del Coordinamento regionale calabrese della Mozione Orlando. «Nel caso di Crotone – è detto nel comunicato – la delibera della Commissione nazionale evidenzia il mancato coinvolgimento delle minoranze nella gestione della prima fase congressuale e il conseguente invio di un osservatore col compito di seguire le primarie e assicurare il pieno coinvolgimento di tutti. Nel caso di Reggio Calabria la delibera della commissione nazionale stigmatizza il mancato coinvolgimento delle minoranze nella prima fase congressuale e ammonisce a ripristinare un quadro di condivisione nella gestione delle primarie».

La commissione nazionale per il congresso chiede un maggiore coinviolgimento e condivisione in merito alle Primarie ma sembra richiederlo un pò tardivamente, quando i giochi, francamente, ormai sembrano fatti. Ed in merito alla situazione interna al Pd interviene il coordinamento comunale Idea Popolo e libertà: «Ci lascia assolutamente indifferenti la monotona notizia di un Renzi che vince in Calabria ed in particolare a Reggio Calabria stravince, con l’80% dei consensi, la “buffonesca” competizione per la scelta del segretario nazionale del partito democratico in vista delle primarie del prossimo fine aprile. Ciò che invece balza all’attenzione è, come riportano le cronache giornalistiche, la scarsa affluenza alle urne dei “fedelissimi tesserati del PD” cioè degli aderenti fidelizzati dello stesso partito». «Questo dato invece – rincara la dose Idea Popolo e Libertà – denota una bassissima partecipazione al voto, e fa emergere che quell’80% tanto “sbandierato” rappresenta la quota dei soliti uomini d’apparato che, come spesso accade, si arrampicano al carro del possibile vincente per lucrare vantaggi ed elemosinare prebende, certamente non finalizzate allo sviluppo dell’economia territoriale. Ed ancora, al netto dei commenti esaltanti che i soliti “soloni” della sinistra piddina si affannano a pubblicare e far pubblicare, ciò che bisogna far rilevare è il dato dell’affluenza alle urne. Infatti, lo scarto fra effettivi tesserati in Calabria ed i partecipanti al voto, nelle varie sezioni, sembra essere quasi del 50%». «Ciò sta a dimostrarespiegano da Idea Popolo e Libertà – che il tesseramento effettuato in Calabria, più che di adesioni dettate da scelte libere e sentite dai cittadini sono, invece, frutto di una rincorsa per accaparrarsi “clienti”, cioè una caccia alla tessera che molti “peones” hanno messo in campo per soddisfare le bramosie del “potente” di turno (vedi irregolarità tesseramento e brogli nelle sezioni Partito democratico come si legge sulla stampa nazionale e locale)».

«Non lamentiamoci se poi – scrivono – come tanti autorevoli giornali fanno risaltare, il distacco dei giovani dalla politica si accresce sempre di più e le manifestazioni di disaffezione per lo Stato e i suoi apparati, a tutti i livelli in cui si articola la sua presenza, si divarica con inquietanti segnali di contestazione. Si fermi e rifletta, finalmente, il giovane sindaco di Reggio, dopo aver ottenuto questo ulteriore successo di partito, ora, speriamo, abbia il tempo di potersi dedicare alla città ed ai suoi antichi problemi considerato che, negli ultimi vent’anni, nessuno è immune da colpe e responsabilità. Insistiamo, nessuno!!» «Il grido d’allarme di Confindustria di Reggio – incalza Idea Popolo e Libertà – non è argomento da sottovalutare ma esso va accolto per quello che è nella sua realtà. Cioè, una contestazione di fatti su cui dopo quasi tre anni questa amministrazione deve prendere atto senza nascondersi dietro il velo del giochetto dello “scaricabarile”. Il Decreto Reggio è bloccato, i fondi europei latitano, non esiste una programmazione credibile ed un’idea certa per lo sviluppo della città e tutto ciò avviene anche a fronte di politiche sociali deludenti e frustranti. I piani d’intervento sull’edilizia popolare sono più frutto di buoni propositi che di effettive moralizzazioni del sistema». «La vicenda della società in House – conclude l’analisi delle disfunzioni cittadine – gettano “palate” di fango e discredito sul consenso elettivo eppure nessuno parla, se non la “corretta” voce di un rappresentante civico. L’aeroporto è quasi “decotto” e lui pensa alle “primarie” e gioca con il ministro Del Rio facendo il bravo ragazzo».

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