Latitanti, dopo l’arresto di Pelle l’obiettivo è Domenico Crea, figlio del boss di Rizziconi

Michele Albanese Quotidiano del Sud RIZZICONI – Adesso, dopo la cattura di Peppe Pelle, di latitanti con una buona caratura ne resta solo uno in giro e si chiama Domenico Crea, 36 anni, figlio del boss di Rizziconi Teodoro Crea. L’attenzione della Sezione Catturandi della Squadra Mobile reggina guidata da Francesco Rattà si sposta con maggiore attenzione su di lui. E’ uccel di bosco da un paio d’anni, quando si volatilizzò prima che potesse andare in carcere dopo la sentenza di condanna nel processo “Toro” e da allora viene ricercato. L’ultima volta che agenti gli misero le manette ai polsi avvenne nel giugno del 2014 con l’accusa di aver evaso agli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria. Ha cercato di fare il furbo, di guardarsi, come si dice negli ambienti della criminalità. Mimmo Crea ha 38 anni e vanta precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione. Viene ritenuto un elemento di spicco dell’omonima cosca di ndrangheta operante nel comprensorio di Rizziconi. Figlio di Toro Crea, il capo dell’omonimo clan nonché fratello di Peppe Crea, quest’ultimo già inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi del ministero dell’Interno e catturato dalla Mobile nel gennaio del 2015 in un covo insieme ad un altro latitante illustre della Piana Peppe Ferraro.

Domenico Crea quando venne arrestato quasi 4 anni fa per l’ultima volta venne ritenuto responsabile di aver violato le prescrizioni della Sorveglianza Speciale di P.S., con recidiva reiterata. La Polizia aveva accertato che in occasione dell’operazione Deus eseguita il 4 giugno del 2014 che portò in carcere numerosi esponenti della sua famiglia i era allontanato dalla sua abitazione per paura di essere arrestato. La Polizia, infatti, durante un controllo non lo aveva trovato a casa. Aveva visto movimenti ed aveva deciso di violare gli obblighi allontanandosi. Poi visto che le ordinanze emesse dal Gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda reggina non lo riguardavano aveva deciso di afre rientro a casa. Mosse che non erano sfuggite alla Polizia, che ha inviò un’informativa alla Procura di Palmi che ha chiesto ed ottenuto il suo arresto. Adesso dopo che per l’ennesima volta scelse di diventare liquido per Mimmo Crea l’ultimo grande latitante della ndrangheta reggina, la caccia verrà estesa. Da tempo infatti, i segugi della Mobile reggina sono sulle sue tracce. Lo braccano, ormai da tempo senza sosta, proprio come hanno fatto nei mesi scorsi nei confronti di Peppe Pelle. La sua cattura diventa dunque una sfida, per lo Stato che ha già dimostrato in più di un’occasione che non possono esserci zone franche neanche in provincia di Reggio Calabria.

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