Laureana di Borrello, due sezioni scolastiche carcerarie: indirizzo finanza e marketing, agricoltura e servizi rurali

Salvatore Larocca Quotidiano del Sud LAUREANA DI BORRELLO – Continua, a piccoli passi, anche se ormai quasi felpati, considerando la sua idea originaria, l’attività extra carceraria, della casa di reclusione “Daga” con percorsi di reinserimento, o tentativi di “normalizzazione” della vita del detenuto che, come ha confermato di recente la delegazione dei Radicali, in visita alla struttura, è sotto utilizzata nonostante il suo reale potenziale, per spazi e strutture. E’ l’Istituto Piria di Rosarno e Laureana di Borrello che, come anticipato, ha istituzionalizzato, per l’anno scolastico 2018/19, due sezioni carcerarie, con indirizzo in Finanza e Marketing, legandolo alla sezione del Tecnico commerciale di Laureana e l’altro, professionalizzante, per  l’Agricoltura e servizi rurali, quest’ultimo consente il conseguimento triennale della qualifica professionale di operatore agroalimentare. Nella presentazione dei piani di studio, la preside Russo ha evidenziato le dinamiche della collaborazione tra le due istituzioni, evidenziando le funzioni proprie dell’Istituto scolastico di docenza, consulenza e supervisione delle attività di studio e di orientamento condotte nei due istituti penitenziari di Palmi e Laureana, impegnando la scuola a fornire supporti culturali e didattici per lo studio dei detenuti, con particolare riferimento alle disponibilità delle biblioteche e del materiale didattico, a implementare l’accesso dall’esterno alle lezioni e ai materiali di studio con l’utilizzo di piattaforme informatiche, registrazioni, ad esplorare attivamente la possibilità di canali streaming, a fornire supporto allo studio dei detenuti con forme specifiche di tutoraggio, attraverso la selezione di figure in grado di svolgere in modo adeguato l’approfondimento dei programmi. Processi che ben si inseriscono  nell’ordinamento penitenziario come opportunità di rieducazione e risocializzazione della persona detenuta.

Particolare attenzione, infatti, alla formazione culturale, oltre che professionalizzante, è stato il punto forza del “Daga”, pensato come progetto di pena attenuata, facendo quasi scuola a livello europeo, ed esportato in altre realtà. “La scuola è aperta a tutti”, dice la Russo, riconoscendo in modo chiaro che il diritto all’istruzione è di tutti, indipendente dalle condizioni di ciascuno. Gli istituti penitenziari nei prossimi anni forniranno supporto organizzativo sulla base delle proprie funzioni, almeno nelle intenzioni, particolarmente all’allestimento di spazi per lo svolgimento di lezioni\ seminari\laboratori, all’entrata dei tutor e dei docenti finalizzata allo studio e al sostenimento delle prove di valutazione, dalla concessione ai detenuti di poter studiare negli spazi appositi delle biblioteche per un numero di ore adeguato ai piani di studio, sino al passaggio all’utilizzo delle piattaforme e-Learning nelle forme consentite dalle istanze di sicurezza. Certo, spesso è più semplice dirlo, ma tentare non guasta, anche se si affronta un mondo quasi sempre a se. “Il ripristino della legalità – ha chiosato la preside – non è un’opera d’arte che lo Stato ci può offrire in modo già preconfezionato, ma è un mosaico che ognuno deve contribuire a ricomporre apportando il proprio tassello e risvegliando in ciascuno il senso di responsabilità”.

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