Le reazioni della politica allo scioglimento dei cinque comuni per infiltrazioni mafiose

CATANZARO – “Si tratta di un atto particolarmente grave che é stato adottato dopo che la Commissione d’accesso ha fatto verifiche per molti mesi”. Lo ha detto, parlando con i giornalisti, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, facendo riferimento allo scioglimento per condizionamenti della criminalità organizzata del Comune di Lamezia Terme. “Ovviamente – ha aggiunto Oliverio – non conosco il merito del provvedimento, che rappresenta senza alcun dubbio una ferita che viene inferta alla democrazia. E che riguardando un Comune come Lamezia Terme, città importante per la Calabria, é particolarmente significativo”.

“Per esprimere un giudizio compiuto occorre attendere di conoscere le carte. In generale, però, a me non convince quella che si sta appalesando come una forma di giustizia preventiva che talvolta produce ingiustizie impossibili da sanare”. A dirlo il leader di Idea, Gaetano Quagliarello, oggi a Reggio Calabria. “Ecco perché – ha aggiunto – proprio in ragione dei danni che riguardano il tessuto sociale complessivamente, la mia proposta è che la politica si riunisca e scriva regole condivise che diano buoni risultati”.

“Lo scioglimento del consiglio comunale di Lamezia Terme ha destato profonda amarezza e scoraggiamento tra i cittadini. Resto in attesa di conoscere, in maniera articolata, le motivazioni che hanno spinto il ministero dell’Interno a prendere tale decisione. Esprimerò le mie considerazioni nelle opportune sedi istituzionali”. Lo afferma l’on. Giuseppe Galati del gruppo Sc-Ala. “In questo particolare momento – aggiunge – si impongono per la città determinate riflessioni. Innanzitutto non posso che recepire le preoccupazioni esternate da Paolo Mascaro nell’ultimo incontro pubblico avuto con i cittadini. Il Commissariamento determinerà una sospensione della vita democratica in città per un lungo periodo. Proprio in questo frangente il Comune di Lamezia Terme sarà interessato da importanti investimenti che riguardano la programmazione regionale. Mi auguro che l’assenza di un governo cittadino, deputato in questi casi a difendere gli interessi del territorio, non pregiudichi tali possibilità di sviluppo che d’altronde dovrebbero prescinde dallo scioglimento del consiglio comunale di Lamezia Terme. Per tali ragioni ritengo che gli investimenti regionali previsti dovranno rigorosamente realizzarsi. Mi riferisco alla nuova aerostazione dello scalo internazionale di Lamezia Terme, alle definitiva entrata in funzione del Centro Protesi Inail e alla spesa dei fondi comunitari per la terza città della Calabria”. “Lamezia Terme – conclude Galati – non deve essere punita ulteriormente. La politica, con fatti e misure concrete, deve dare un segnale chiaro ed inequivocabile”.

“Lo scioglimento dei Consigli comunali di Lamezia Terme, Cassano allo Jonio, Isola Capo Rizzuto, Marina di Gioiosa Jonica e Petronà conferma che la politica calabrese non sa né vuole esercitare un controllo vero nella scelta dei candidati e sull’operato degli uffici, preferendo vincere a ogni costo e così alimentando la sfiducia nelle istituzJoni elettive¯. Lo affermano, in una nota, i parlamentari del Movimento 5stelle Dalila Nesci, Paolo Parentela, Nicola Morra, Federica Dieni e la parlamentare europea Laura Ferrara. “In Calabria – continuano – c’è una pesante emergenza democratica e cresce il condizionamento, non solo mafioso, dell’amministrazione pubblica, che invece non può rinunciare alla necessaria imparzialità. A riguardo vi sono responsabilità politiche innegabili, a partire dall’atteggiamento tenuto dai partiti di governo sulla pubblicazione degli elenchi dei massoni in rapporti certi o presunti con l’organizzazione criminale. Ricordiamo che per Lamezia Terme e Cassano allo Jonio avevamo chiesto al ministro dell’Interno la commissione di accesso agli atti, poi insediata. Allora subimmo attacchi politici, oggi i fatti ci danno ragione”. “Se la politica non vorrà assumersi la responsabilità di controllare le liste elettorali e la gestione degli uffici – concludono i parlamentari 5stelle – proseguiranno gli scioglimenti per mafia dei consigli comunali, a danno della Calabria, del futuro comune e dei calabresi che ogni giorno lavorano onestamente per vivere a casa propria”.

“Dopo i nuovi comuni sciolti per infiltrazJoni mafiose, cinque in un colpo solo, se non sbaglio un nuovo record per la Calabria, ormai è difficile avere certezza che il prossimo comune calabrese coinvolto non sarà quello di propria residenza”. Lo afferma il senatore Idv Francesco Molinari, membro della commissione Antimafia, secondo cui occorre subito dare attuazione al codice di autoregolamentazione per le liste pulite. “Rilevo con amarezza – osserva – come si stia avverando il peggior scenario possibile, l’inutilità del momento elettorale, parafrasando Corrado Alvaro. Infatti se agli scioglimenti a raffica, che mi auguro siano stati predisposti in base a rigorosi accertamenti nel rispetto della legge, uniamo anche lo stillicidio quasi giornaliero sui neo consiglieri regionali eletti in Sicilia (l’ultimo caduto nella rete’dei Pm è il rampollo dei Genovese accusato di riciclaggio, lo scenario diventa davvero tragico per la nostra democrazia”. “Come Italia dei Valori – prosegue Molinari – riteniamo, dunque, non più indifferibili due specifici principi per i quali ci siamo spesi sin dall’inizio della legislatura e che devono veder la luce prima dello scioglimento delle Camere. Occorre rendere obbligatorie le RaccomandazJoni presenti nel Codice di autoregolamentazione per le liste pulite e la cosiddetta Legge Lazzati per impedire ai sorvegliati speciali di poter fare campagna elettorale. Sul Codice, votato in commissione Antimafia a maggioranza assoluta, ma mai applicato, ci impegniamo a presentare un Ddl per una veloce approvazione. La Legge Lazzati, invece, deve assolutamente abbandonare le secche della commissione Affari costituzionali. Sono misure che dobbiamo alla nostra Repubblica, ai nostri cittadini”.

 

 

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