Liguria, confermata l’interdittiva antimafia ad una società di slot machines

GENOVA – Il Tar della Liguria ha confermato l’interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura di Genova nei confronti di M.P. Giochi Srl, società del Tigullio nel settore sale giochi e slot machine. Il Tar ha respinto la richiesta con cui la società chiedeva di sospendere il provvedimento della
Prefettura nell’ambito della “presunta infiltrazione dell’ organizzazione mafiosa ‘ndrangheta nel tessuto economico del levante ligure, in particolare nell’attività del gioco lecito”.

La determinazione prefettizia, spiega il Tar, “fa riferimento a una sentenza del Consiglio di Stato del 2015 per avvalorare la tesi secondo cui sono sufficienti i sospetti circa l’influenza di uomini, capitali e metodi dell’associazione criminale per legittimare l’interdittiva. Il collegio condivide – è scritto nell’ordinanza del Tar – notando tuttavia che con il procedere dell’accertamento nel contraddittorio devono diventare più evidenti le responsabilità dei soggetti che, direttamente o indirettamente, gestiscono le attività riconducibili all’economia criminale”.

In questo contesto, sottolinea il Tar, quanto contenuto “nella sentenza sull’esistenza della ndrangheta in Liguria e sul suo ruolo attivo nella distorsione dell’economia legale sul territorio”, con riferimenti alle inchieste su Tigullio e Lavagna in particolare, avvalora le tesi del provvedimento prefettizio “nella parte in cui si sottolinea che la simulata intestazione delle quote sociali della ricorrente è parte di un più complesso disegno, volto a dissimulare l’esistenza e il rilievo di settori deviati dell’imprenditoria nel levante ligure”. Il Tar, compensando le spese della fase cautelare, evidenzia anche “la discordanza rilevata nelle decisioni dei giudici penali sull’argomento”.

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