Lirosi, lo stop prosegue a oltranza. «L’azienda non rispetta le regole»

Quotidiano del Sud GIOIA TAURO – Si è chiusa con un nulla di fatto la riunione di giovedì scorso in Prefettura tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori della Lirosi, l’azienda stessa e il consorzio Scar. Assente l’assessore regionale Roberto Musmanno, che ha inviato il proprio capostruttura. Non si è riusciti, dunque, a trovare il bandolo di una matassa che sta paralizzando i mezzi della Lirosi su tutto il territorio regionale. Sono 9 giorni ormai che i lavoratori hanno incrociato le braccia come segno di protesta verso l’inadeguatezza del parco mezzi, giudicato vecchio e insicuro, e la questioni prettamente più economiche legato al versamento dei contributi nel fondo complementare, fermi dal 2012.

Le rassicurazioni date dall’azienda non sono state sufficienti a rassicurare i lavoratori. Un film già visto secondo i sindacati. Lunedì prossimo ci sarà l’ennesima riunione con Musmanno a Catanzaro, ma l’atteggiamento della Regione sembra non essere piaciuto a dipendenti e sindacati. Gli stessi hanno emanato nella giornata di ieri una nota «denunciano l’abbandono da parte delle autorità regionali e della prefettura di Reggio Calabria della vertenza che li vede coinvolti direttamente per rivendicare salari, fondo pensionistico complementare e garanzia della sicurezza dell’esercizio. Insieme agli stessi lavoratori, è abbandonato un intero territorio, al quale la politica e le istituzioni governative appaiono indifferenti ad oltre una settimana dall’avvio della protesta. Nessuno ha assunto provvedimenti concreti in difesa dei diritti dei lavoratori e degli utenti».

Secondo i dipendenti «è impressionante assistere ad un’inerzia amministrativa e politica rispetto all’evidente e più che provata inadempienza contrattuale della Lirosi Autoservizi ai precipui impegni derivanti dal contratto di servizio in essere con la Regione Calabria. Lo scoramento rischia di prendere il sopravvento di fronte alla solitudine alla quale decine di lavoratori sono costretti da una politica sorda e dall’assenza di iniziative intese ad accertare con la massima celerità richiesta dal caso lo stato del parco autobus dell’azienda e quant’altro denunciato da lavoratori e sindacati in questi anni». Quello alzatosi sulla vicenda, secondo i dipendenti, sarebbe «un vero e proprio muro di gomma tra lavoratori, da una parte, e datore di lavoro e Istituzioni dall’altra, capace di fare rimbalzare e cadere nel vuoto il lamento più che giustificato di un gruppo di conducenti ormai allo stremo.

Non aiuta certo il silenzio assordante del Consorzio «S.C.A.R.», affidatario dei servizi, al quale aderisce la Lirosi Autoservizi, che nulla ha posto in essere, né suggerito per lo sblocco della vertenza». Parte quindi un appello diretto «all’utenza, ai sindaci e ai consiglieri comunali tutti del territorio, affinché la vertenza Lirosi Autoservizi sia indirizzata a soluzione, con l’impegno ed il contributo di tutti. Non si può più restare ostaggio di un’impresa alla quale nessuno pare voglia fare rispettare le regole del contratto di servizio regionale, insieme a quelle del contratto nazionale di lavoro, permettendole di fare il bello ed il cattivo tempo. É fermo convincimento di tutti i dipendenti – conclude la nota che il diritto alla mobilità non rientri nella disponibilità del singolo vettore, il quale è chiamato solo a gestire un servizio dietro corrispettivo di risorse pubbliche, senza impegno di economie proprie come normalmente accade nel mondo dell’imprenditoria privata. I lavoratori della Lirosi chiedono, per sé, per gli utenti e per un intero territorio, risposte chiare e fatti concreti che diano certezza e affidabilità del servizio nel presente e garanzia di trovarsi a posto, sotto ogni profilo, all’appuntamento delle gare per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico, oramai imminente».

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