Lo Sporting Locri e l’alibi politico-criminale

Tavecchio allo Sporting Locri

Gianfrancesco Turano Turano.blogautore.espresso.repubblica.it LOCRI INVASA dalla stampa nazionale celebra il rito della notizia che non c'era. Con le dichiarazioni del procuratore della Repubblica D'Alessio è ufficiale che le difficoltà dello Sporting Locri (calcio a 5 femminile serie A élite) non c'entravano né con la ndrangheta né con il maschilismo calabrese, come incautamente è stato scritto a destra e a manca. Sembra di capire che l'inchiesta non arriverà a risultati positivi ma la pista è quella dei soldi, spesi, presi a prestito, promessi dal presidente Ferdinando Armeni per una campagna acquisti da Florentino Pérez della statale 106.

Si spera che non debba finire come con Rosy Canale, pasionaria antindrangheta passata dalle tavole del teatro Franco Parenti di Milano al sole a scacchi per malversazioni sui fondi della sua onlus a sostegno dei resistenti di San Luca d'Aspromonte. Lo si spera perché fra le capacità più sperimentate delle cosche calabresi c'è proprio la manipolazione degli eroi, veri, presunti o presi a prestito magari nei dintorni delle cosche stesse, com'è il caso di Rosy Canale, ex fidanzata di un killer del potentissimo clan De Stefano.

Lo si spera perché il falso “al lupo, al lupo” amplificato dal pallone numero quattro del calcetto, condito in salsa women's lib e servito con contorno di alti papaveri della Figc, non si ritorca conto i tanti – e bisogna ripetere tanti, contro il pregiudizio del calabrese che non si ribella – che in Calabria hanno la ndrangheta in supremo schifo.

Certo fa un effetto curioso vedere in tribuna a Locri quello stesso presidente della Figc Carlo Tavecchio che ha basato la sua forza elettorale sulle società dilettantistiche ossia le realtà più soggette a infiltrazioni da parte del crimine organizzato.

Il collega e amico Marco Mensurati di Repubblica ha parlato efficacemente di photo-opportunity. Per carità, nessun politico può farne a meno. Ma tecnicamente per i politici Locri è un alibi, un altrove durato una domenica e non ripetibile, tanto più se ci siamo sbagliati e la ndrangheta ha saputo scegliere una delle pochissime occasioni per dire che anche lei era altrove e che ha i testimoni.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*