Masso-ndrangheta, 72 indagati. Ci sono il senatore Caridi, il presidente della Provincia di Reggio, un giudice, un sacerdote

Anto­nio Ana­sta­si Quo­ti­dia­no del Sud REGGIO CALABRIA – Si va ver­so un maxi pro­ces­so alla mas­so-ndran­ghe­ta, ad una cer­ta impren­di­to­ria, ad una cer­ta clas­se poli­ti­ca: la Dda di Reg­gio Cala­bria ieri ha emes­so un mega avvi­so di con­clu­sio­ne del­le inda­gi­ni a cari­co di 72 per­so­ne, frut­to dell'accorpamento di ben cin­que mega-inchie­ste che han­no por­ta­to a reta­te con­tro la zona gri­gia (e non solo) scat­ta­te nel 2016. L'indiscrezione che il Quo­ti­dia­no ave­va pro­po­sto nell'edizione di gio­ve­dì scor­so è con­fer­ma­ta dai fat­ti. L'obiettivo degli inqui­ren­ti è, evi­den­te­men­te, quel­lo di arri­va­re rapi­da­men­te ad un maxi pro­ces­so con­tro una mafia che si è ade­gua­ta alla moder­ni­tà e non spa­ra, al mas­si­mo adot­ta il meto­do del­le minac­ce impli­ci­te, ma che deci­de mol­to, in una cit­tà opa­ca come Reg­gio Cala­bria, dove nul­la è ciò che appa­re. Deci­de per­fi­no se una pastic­ce­ria può apri­re o meno.

Al ver­ti­ce del­la lob­by poli­ti­co-mas­so­ni­co-mafio­sa vie­ne indi­ca­ta una cupo­la di “invi­si­bi­li”, ovve­ro la dire­zio­ne stra­te­gi­ca dei clan che si muo­ve sepa­ra­ta­men­te dal­la strut­tu­ra mili­ta­re ma ne ela­bo­ra i pia­ni per infil­trar­si nell'economia e nel­le isti­tu­zio­ni. L'anno appe­na fini­to è sta­to pro­fi­cuo per la Dda diret­ta dal pro­cu­ra­to­re Fede­ri­co Cafie­ro de Raho, che, dopo deci­ne di arre­sti e mega seque­stri, ha deci­so di accor­pa­re in un uni­co pro­ce­di­men­to le risul­tan­ze di com­ples­si accer­ta­men­ti con­tro il livel­lo supe­rio­re del cri­mi­ne reg­gi­no. A fir­ma­re il mega avvi­so è sta­to un pool anti­ma­fia com­po­sto, oltre che dal pro­cu­ra­to­re Cafie­ro De Raho e dall'aggiunto Gae­ta­no Paci, dai pm Robe­to Di Pal­ma, Wal­ter Igna­zit­to, Giu­lia Pan­ta­no, Giu­sep­pe Lom­bar­do e Ste­fa­no Muso­li­no, che han­no diret­to le inda­gi­ni che han­no por­ta­to alle ope­ra­zio­ni Siste­ma Reg­gio (scat­ta­ta a mar­zo), Fata Mor­ga­na (mag­gio), Reghion (luglio), Alche­mia (luglio) e Mam­ma­san­tis­si­ma (luglio). Sono le inchie­ste dal­le qua­li sono emer­si per­so­nag­gi come gli avvo­ca­ti Gior­gio De Ste­fa­no det­to il “mas­si­mo” e rite­nu­to con­si­glio­ri dell'omonimo clan, coin­vol­to nell'operazione Siste­ma Reg­gio nell'ambito del­la qua­le è dete­nu­to dal mar­zo scor­so, ex con­si­glie­re comu­na­le del­la Dc e già con­dan­na­to per con­cor­so ester­no in asso­cia­zio­ne mafio­sa – e Pao­lo Romeo inda­ga­to chia­ve, inve­ce, nell'inchiesta Fata Mor­ga­na poi­ché rite­nu­to a capo di una lob­by mas­so­ni­co-mafio­sa che si era infil­tra­ta nel­la gran­de distri­bu­zio­ne e per­tan­to in car­ce­re da mag­gio, anch'egli già con­dan­na­to per mafia. I due ricom­pa­io­no in Mam­ma­san­tis­si­ma per­ché indi­ca­ti al ver­ti­ce del­la com­po­nen­te riser­va­ta del­la ndran­ghe­ta a cui sareb­be ricon­du­ci­bi­le anche il pri­mo par­la­men­ta­re arre­sta­to per mafia nel­la sto­ria del­la Repub­bli­ca, il sena­to­re di Gal Anto­nio Cari­di, fini­to in car­ce­re nell'agosto scor­so a con­clu­sio­ne di un tra­va­glia­to iter per l'autorizzazione a pro­ce­de­re (mede­si­ma accu­sa gli vie­ne con­te­sta­ta peral­tro in Alche­mia).

L'avviso di con­clu­sio­ne del­le inda­gi­ni è scat­ta­to essen­do sta­te ormai incas­sa­te dal­la Dda, con ovvia sod­di­sfa­zio­ne, le deci­sio­ni, in gran par­te favo­re­vo­li all'accusa, dei giu­di­ci del Rie­sa­me e del­la Cas­sa­zio­ne che han­no con­fer­ma­to, in buo­na sostan­za, l'impianto del­le inda­gi­ni anche sot­to il pro­fi­lo cau­te­la­re. Riper­cor­ria­mo­le in gran­di linee. Nell'ambito dell'operazione Siste­ma Reg­gio era emer­so, per esem­pio, che l'aristocrazia del­la ndran­ghe­ta ave­va deci­so che un bar pastic­ce­ria non pote­va apri­re se pri­ma non ci si rivol­ge­va alle cosche. L'autorizzazione la dan­no i boss, mica gli enti loca­li. Tut­to è ini­zia­to la not­te dell'1 feb­bra­io 2014, quan­do, nel quar­tie­re San­ta Cate­ri­na, poco dopo la mez­za­not­te sal­tò il bar pastic­ce­ria Mala­ven­da di pro­prie­tà del­la socie­tà “Vil­la Aran­gea Snc”, ricon­du­ci­bi­le a Anto­ni­no Nico­lò det­to “pastic­ci­no”, rite­nu­to espo­nen­te di ver­ti­ce del­la cosca Ser­rai­no. Comin­cia­ro­no le inda­gi­ni. Micro­spie. Con­ver­sa­zio­ni inter­cet­ta­te. Ed è venu­to fuo­ri il “Siste­ma Reg­gio”. L'imprenditore Car­me­lo Nuce­ra ave­va dovu­to otte­ne­re il pla­cet, per la ria­per­tu­ra del­la nuo­va atti­vi­tà com­mer­cia­le, dei “signo­ri” del­la ndran­ghe­ta. Si era dovu­to met­te­re a rap­por­to con Rober­to Fran­co del car­tel­lo deste­fa­nia­no, capo di una cel­lu­la di rife­ri­men­to dei De Ste­fa­no-Tega­no, che ave­va dato il bene­sta­re. Poi, su indi­ca­zio­ne del­lo stes­so Fran­co, ave­va incon­tra­to il respon­sa­bi­le in loco del­lo schie­ra­men­to con­del­lia­no, indi­ca­to in Mario Vin­cen­zo Stil­li­ta­no. Nuce­ra, inol­tre, avreb­be inve­sti­to del­la que­stio­ne la poten­te cosca De Ste­fa­no, nel­la per­so­na dell’avvocato Gior­gio De Ste­fa­no.

Fata Mor­ga­na, inve­ce, è l'inchiesta che ha fat­to luce sul­la cupo­la mas­so­ni­co-mafio­sa che gover­na l'economia nel­la cit­tà di Reg­gio e, in par­ti­co­la­re, si era infil­tra­ta nel set­to­re del­la gran­de distri­bu­zio­ne ali­men­ta­re appro­fit­tan­do del­lo sta­to di cri­si del­la Gdm spa. Ma è anche l'inchiesta in cui fa capo­li­no l'ipotesi di asso­cia­zio­ne segre­ta, in base alla qua­le scat­tò una raf­fi­ca di per­qui­si­zio­ni eccel­len­ti; ipo­te­si cor­ro­bo­ra­ta da vec­chie rive­la­zio­ni del col­la­bo­ra­to­re di giu­sti­zia Filip­po Bar­re­ca su un grup­po occul­to, del qua­le avreb­be fat­to par­te Romeo, com­po­sto da mas­so­ne­ria e ndran­ghe­ta, sot­to l’egida dell’eversione di destra. Oggi l'accusa di vio­la­zio­ne del­la leg­ge Ansel­mi vie­ne con­te­sta­ta a un grup­po che com­pren­de anche il par­ro­co di San Luca, Giu­sep­pe Stran­gio, l'avvocato Anto­nio Mar­ra, il magi­stra­to in pen­sio­ne Giu­sep­pe Tuc­cio, la gior­na­li­sta Tere­sa Muna­ri e anco­ra una serie di impren­di­to­ri e pro­fes­sio­ni­sti mol­to noti a Reg­gio come Anto­nio Ido­ne, Nata­le Sara­ce­no, Ame­deo cana­le, Roc­co Zoc­ca­li, Dome­ni­co Pie­tro­pao­lo, Gio­van­ni Pon­ta­ri, Deme­trio Cara.

Mafia e grem­biu­li, del resto, sareb­be l'intreccio all'origine del pro­get­to per il cen­tro com­mer­cia­le “La Per­la del­lo Stret­to”, a Vil­la San Gio­van­ni, il cui ex sin­da­co Anto­nio Mes­si­na rime­diò un avvi­so di garan­zia per cor­ru­zio­ne con l'aggravante mafio­sa. Mede­si­ma accu­sa gli vie­ne con­te­sta­ta nel mega avvi­so. Al pre­si­den­te del­la Pro­vin­cia di Reg­gio, Giu­sep­pe Raf­fa, si con­te­sta, inve­ce, un'ipotesi di cor­ru­zio­ne che get­ta ombre anche sul­la figu­ra del magi­stra­to Tuc­ci. Sem­pre Romeo, infat­ti, si sareb­be inte­res­sa­to affin­chè la Pro­vin­cia di Reg­gio finan­zias­se la stam­pa di un libro di Tuc­cio, con costi fina­li a cari­co dell’ente loca­le risul­ta­ti estre­ma­men­te svan­tag­gio­si. Dall'inchiesta Reghion è emer­so, inve­ce, quel comi­ta­to d'affari che sareb­be sta­to in gra­do di pilo­ta­re un appal­to pub­bli­co da 250 milio­ni di euro, in pro­ject finan­cing, per il com­ple­ta­men­to e l'ottimizzazione del siste­ma di depu­ra­zio­ne del­le acque, non­ché la gestio­ne del­le risor­se idri­che di Reg­gio. In que­sto con­te­sto è bal­za­to il ruo­lo diri­gen­te comu­na­le Mar­cel­lo Cam­ma­ra, alla gui­da del set­to­re Pro­get­ta­zio­ne ed ese­cu­zio­ne lavo­ri pub­bli­ci (poi Ser­vi­zi tec­ni­ci) all'epoca dei fat­ti con­te­sta­ti e poi spo­sta­to dall'attuale giun­ta Fal­co­ma­tà all'Istruzione, cul­tu­ra e turi­smo: per lui l'accusa è di con­cor­so ester­no in asso­cia­zio­ne mafio­sa.

In Mam­ma­san­tis­si­ma è emer­so, poi, il ver­ti­ce occul­to. Qua­le ele­men­to di col­le­ga­men­to tra due mon­di paral­le­li è indi­ca­to il “con­si­glio­ri” De Ste­fa­no. Del diret­to­rio face­va­no par­te, secon­do la Dda, anche il soli­to Romeo e l'ex sot­to­se­gre­ta­rio regio­na­le Alber­to Sar­ra, oltre che il sena­to­re Cari­di qua­le brac­cio ope­ra­ti­vo e la cer­nie­ra fra due mon­di, Fran­ce­sco Chi­ri­co. Gli invi­si­bi­li non sono più tali, dun­que. Il livel­lo supe­rio­re del­la ndran­ghe­ta ha dei vol­ti rico­no­sci­bi­li. Accan­to alla strut­tu­ra uni­ta­ria deno­mi­na­ta “pro­vin­cia”, c'era la com­po­nen­te riser­va­ta, in gra­do di dare ordi­ni e deli­nea­re le stra­te­gie in Cala­bria, in Ita­lia e nei con­ti­nen­ti. Una com­po­nen­te venu­ta fuo­ri gra­zie a un lavo­ro imma­ne di ana­li­si di 540­mi­la inter­cet­ta­zio­ni, pro­ve­nien­ti da oltre 50 pro­ce­di­men­ti pena­li, e del­le dichia­ra­zio­ni di sei pen­ti­ti. Il sena­to­re Cari­di e il suo fac­to­tum Giu­sep­pe Iero sono rispun­ta­ti nell'inchiesta Alche­mia, il pri­mo accu­sa­to di asso­cia­zio­ne mafio­sa qua­le uomo di rife­ri­men­to dei clan di Cit­ta­no­va, il secon­do di con­cor­so ester­no.

Ecco tutti i destinatari del mega avviso

ECCO l’elenco degli inda­ga­ti. Vin­cen­zo Amo­deo, Reg­gio Cala­bria, 61 anni; Anto­ni­no Ara­ni­ti, Reg­gio Cala­bria, 38 anni; Dome­ni­co Ari­cò, Reg­gio Cala­bria, 46 anni; Vin­cen­zo Car­mi­ne Bar­bie­ri, Reg­gio Cala­bria, 55 anni; Gio­van­ni Cac­cio­la, Reg­gio Cala­bria, 65 anni; Mar­cel­lo Cam­me­ra, Reg­gio Cala­bria, 60 anni; Ame­deo Anto­nio Cana­le, Reg­gio Cala­bria, 42 anni Deme­trio Cara, Reg­gio Cala­bria, 49 anni; Anto­nio Cari­di, Reg­gio Cala­bria, 47 anni; Car­me­lo Giu­sep­pe Car­ti­sa­no, Reg­gio Cala­bria, 42 anni; Ange­la Chi­ri­co, Reg­gio Cala­bria, 26 anni; Anto­ni­no Chi­ri­co, Reg­gio Cala­bria, 24 anni; Dome­ni­co Chi­ri­co, Reg­gio Cala­bria, 28 anni; Dome­ni­co Chi­ri­co, Reg­gio Cala­bria, 30 anni; Fran­ce­sco Chi­ri­co, Reg­gio Cala­bria, 72 anni; Fran­ce­sco Chi­ri­co, Reg­gio Cala­bria, 55 anni; Giu­sep­pe Chi­ri­co, Reg­gio Cala­bria, 56 anni; Pao­la Colom­bi­ni, Reg­gio Cala­bria, 41 anni; Dimi­tri De Ste­fa­no, Reg­gio Cala­bria, 43 anni; Gior­gio De Ste­fa­no, Reg­gio Cala­bria, 68 anni; Ales­san­dro Del­fi­no, Reg­gio Cala­bria, 50 anni; Maria Anto­nie­ta Feb­be, Reg­gio Cala­bria, 58 anni; Maria Lui­sa Fran­chi­na, Reg­gio Cala­bria, 61 anni; Lore­na Fran­co, Reg­gio Cala­bria, 26 anni; Rober­to Fran­co, Reg­gio Cala­bria, 56 anni; Emi­lio Ange­lo Fra­sca­ti, Reg­gio Cala­bria, 60 anni; Save­rio Genoe­se Zer­bi, Reg­gio Cala­bria, 72 anni; Pri­mo Gioè, Reg­gio Cala­bria, 47 anni; Pasqua­le Mas­si­mo Gira, Reg­gio Cala­bria, 50 anni; Pao­lo Giu­stra, Reg­gio Cala­bria, 52 anni; Anto­nio Ido­ne, Vil­la San Gio­van­ni, 56 anni; Giu­sep­pe Iero, Reg­gio Cala­bria, 24 anni; Aldo Inu­so, Reg­gio Cala­bria, 56 anni; Ele­na Maria­se­re­na Inu­so, Reg­gio Cala­bria, 29 anni; Dome­ni­co Mar­cia­nò, Reg­gio Cala­bria, 23 anni; Anto­nio Mar­ra, Reg­gio Cala­bria, 61 anni; Maria Angel­la Mar­ra Cutru­pi, Reg­gio Cala­bria, 52 anni; Anna Rosa Mar­ti­no, Reg­gio Cala­bria, 46 anni; Anto­nio Mes­si­na, Reg­gio Cala­bria, 45 anni; Andrea Mice­li, Paler­mo, 36 anni; Anto­ni­no Mice­li, Paler­mo, 74 anni; Ange­la Min­ni­ti, Reg­gio Cala­bria, 45 anni; Gio­van­ni Seba­stia­no Modaf­fe­ri, Reg­gio Cala­bria, 39 anni; Rober­to Moio, Reg­gio Cala­bria, 52 anni; Tere­sa Muna­ri, Reg­gio Cala­bria, 69 anni; Bru­no Nico­laz­zo, Reg­gio Cala­bria, 49 anni; Anto­ni­no Nico­lò, Reg­gio Cala­bria, 64 anni; Ales­san­dro Nico­lò, Reg­gio Cala­bria, 31 anni; Car­me­lo Sal­va­to­re Nuce­ra, Reg­gio Cala­bria, 57 anni; Dome­ni­co Nuce­ra, Reg­gio Cala­bria, 71 anni; Gio­van­ni Pel­li­ca­no, Reg­gio Cala­bria; 64 anni; Dome­ni­co Pie­tro­pao­lo, Reg­gio Cala­bria, 81 anni; Gio­van­ni Pon­ta­ri, Reg­gio Cala­bria, 57 anni; Giu­sep­pe Raf­fa, Reg­gio Cala­bria, 57 anni; Giu­sep­pe Rechi­chi, Reg­gio Cala­bria, 56 anni; Rosa­rio Rechi­chi, Reg­gio Cala­bria, 56 anni; Gio­va­ni Remo, Reg­gio Cala­bria, 58 anni; Pao­lo Romeo, Reg­gio Cala­bria, 69 anni; Save­ria Sac­cà, Reg­gio Cala­bria, 47 anni; Nata­le Sara­ce­no, Reg­gio Cala­bria, 53 anni; Alber­to Sar­ra, Reg­gio Cala­bria, 50 anni; Andrea Scor­do, Reg­gio Cala­bria, 70 anni; Miche­le Ser­ra, Reg­gio Cala­bria, 49 anni; Giu­sep­pe Sme­ri­glio, Reg­gio Cala­bria, 52 anni; Dome­ni­co Stil­li­ta­no, Reg­gio Cala­bria, 54 anni; Mario Vin­cen­zo Stil­li­ta­no, Reg­gio Cala­bria, 50 anni; Giu­sep­pe Stran­gio, San Luca, 60 anni; Andrea Tor­to­ra, Reg­gio Cala­bria, 36 anni; Gae­ta­no Tor­to­rel­la, Reg­gio Cala­bria, 62 anni; Giu­sep­pe Tuc­cio, Reg­gio Cala­bria, 82 anni; Roc­co Anto­nio Zoc­ca­li, Reg­gio Cala­bria, 66 anni; Gio­van­ni Zum­bo, Reg­gio Cala­bria, 49 anni.