Mct, gli esuberi restano 400. Sono remote le ipotesi di rivedere l’entità dei tagli (ma soltanto di poche unità)

Michele Albanese Quotidiano del Sud GIOIA TAURO – Poche le cose comunicate ieri mattina dal consigliere del ministro Graziano Delrio, Ivano Russo, ai segretari nazionali delle federazioni dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sul, sulla delicatissima vertenza in atto nel porto di Gioia Tauro. Poche cose e tutte quasi scontate a cominciare dal numero degli esuberi che per Mct restano fissate in 400 con una lontana ipotesi di poter rivedere questo numero solo di poche unità. Il numero degli esuberi – è stato specificato dal terminalista – è stato calcolato sulla base della media dei dati della Cassa integrazione dal 2011 al 2017. Si passa dai 416 del 2011, ai 486 nell’anno successivo. Nel 2013 e nel 2014 è stato di 412, nel 2015 di 353 e nel 2016 e 2017 di 442. Sulla scorta di questi dati, l’Accordo di programma Quadro sottoscritto a Palazzo Chigi il 27 luglio 2016 impegnava il Governo a prevedere l’Agenzia per la somministrazione, riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori fissando in 442 il numero dei dipendenti Mct, numero poi ridotto a 400.

Russo ha ricordato gli impegni e lo stato di attuazione dell’Apq, le azioni messe in campo da luglio a oggi per garantire lavoro e crescita al porto di Gioia Tauro: i lavori di dragaggio del porto che sono stati ultimati, la task force Agenzia Dogane per la velocizzazione dei controlli è stata insediata, il nuovo mega scanner per la velocizzazione dei controlli è stato acquistato ed è in fase di consegna e installazione, i lavori per la predisposizione dell’area destinata al bacino di carenaggio sono iniziati, la procedura con la Ue per la notifica Aiuti di Stato del bacino stesso è avviata e Regione e AP hanno già deliberato formalmente le risorse necessarie per il suo acquisto (75 mln), le tasse di ancoraggio sono state abbattute fino al 2018, si sta sviluppando il nuovo traffico auto con Grimaldi, è partito il cantiere per la realizzazione del Gateway Sogemar, ed è stata varata e finanziata l’Agenzia che avrà il compito nei prossimi tre anni di somministrare ai terminalisti il personale necessario a gestire i picchi di traffico, riqualificare il personale affinchè parte di esso possa essere ricollocato nelle altre attività e funzioni produttive che sono state individuate per il porto (gateway ferroviario, cantiere di riparazione). Al fine di garantire un livello salariale uguale a tutti gli altri lavoratori portuali, la legge istitutiva dell’Agenzia prevede lo stanziamento delle risorse necessarie (45 mln per i mille lavoratori in esubero di Taranto e Gioia Tauro) che avranno modalità di erogazione uguale a quella di tutti gli altri lavoratori portuali di Italia (modello Indennità di mancato avviamento, salario minimo pari ad euro 1.100 mensili netti, per 26 giorni lavorativi mensili, ai quali poi si aggiungono i contributi e le giornate di “chiamata” da parte dei terminalisti). Russo ha inoltre comunicato che la cessazione del rapporto di lavoro con Mct e l’assunzione in Agenzia saranno atti contestuali, al fine di garantire continuità delle prestazioni lavorative e quindi di reddito.

L’Agenzia avrà durata di tre anni, al termine della quale sarà trasformata in un tradizionale Art.17 (come già presente e operante in tutti i porti di Italia) e potrà quindi assorbire i lavoratori eventualmente non ricollocati, con tale modalità. Secondo i tecnici del ministero il rilancio del porto, al netto della diversificazione produttiva (traffico auto, gateway ferroviario, bacino), passa anzitutto dall’attuazione di un programma di investimenti di Mct come la manutenzione e riattivazione delle gru inattive, empowerment dei sistemi operativi software e hardware, l’acquisto dei nuovi straddle carriers, l’ammodernamento della flotta carrelli. Solo un terminal più performante, in quanto ad equipment, potrà favorire una ripresa sostanziosa dei volumi di traffico sulla quale – ha specificato Russo – vi sono grandi disponibilità da parte dell’armatore di riferimento, la Msc di Aponte.

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