Michele Conia, il 'Compagno Saggio' di Cinquefrondi

Ange­lo Delu­ca Lacnews24.it SE AD OGNI ARRESTO o epi­so­dio su que­stio­ni di ndran­ghe­ta ogni pri­mo cit­ta­di­no dei pae­si inte­res­sa­ti faces­se un comu­ni­ca­to stam­pa nel qua­le come ammi­ni­stra­zio­ne comu­na­le si plau­de al lavo­ro del­le for­ze dell'ordine, invo­can­do lega­li­tà, giu­sti­zia e cul­tu­ra, di cer­to la Cala­bria non sareb­be comun­que un luo­go miglio­re, ma di sicu­ro un luo­go in cui chi gover­na ha il corag­gio di met­ter­ci la fac­cia. Lo ha fat­to sen­za remo­re, oggi, il sin­da­co di Cin­que­fron­di Miche­le Conia, in segui­to ai 36 arre­sti di que­sta mat­ti­na effet­tua­ti dal­la Dire­zio­ne distret­tua­le Anti­ma­fia di Reg­gio Cala­bria. Sem­bra una cosa da nien­te, maga­ri pure un atto di reto­ri­ca poli­ti­ca, ma non è così per­chè nul­la è mai trop­po scon­ta­to in Cala­bria. Spe­cie in pic­co­li e dif­fi­ci­li pae­si, dove a vol­te la vera fac­cia del­la mala­vi­ta la vedi ogni mat­ti­na per stra­da, nei bar e dovun­que.

Conia sta rivo­lu­zio­nan­do il suo Comu­ne, con azio­ni a vol­te sem­pli­ci, come può esse­re ad esem­pio una gior­na­ta dedi­ca­ta alla cul­tu­ra e alle fami­glie, a vol­te con azio­ni ammi­ni­stra­ti­ve impor­tan­ti tese al bene del­la col­let­ti­vi­tà. E' inne­ga­bi­le e non dev'essere nem­me­no ver­go­gno­so, gior­na­li­sti­ca­men­te par­lan­do, plau­di­re e fian­cheg­gia­re un gio­va­ne uomo capa­ce di gover­na­re in con­di­zio­ni dif­fi­ci­li, sia eco­no­mi­che che ambien­ta­li.

Qui di segui­to il comu­ni­ca­to stam­pa del sin­da­co di Cin­que­fron­di: L'Amministrazione Comu­na­le, facen­do­si inter­pre­te del pen­sie­ro dell'intera cit­ta­di­nan­za, sen­za avven­tu­rar­si in faci­li ed estem­po­ra­nei giu­di­zi, espri­me apprez­za­men­to per l'odierna azio­ne svol­ta dal­la Magi­stra­tu­ra e dal­le For­ze dell'Ordine. Con­sa­pe­vo­le che solo all'esito di una valu­ta­zio­ne di tut­te le cir­co­stan­ze potrà addi­ve­nir­si ad un giu­di­zio cer­to, comun­que, ed in ogni caso, l'Amministrazione Comu­na­le riba­di­sce, sen­za ten­ten­na­men­to alcu­no, la scel­ta di cam­po, da sem­pre espres­sa, a favo­re del­la leg­ge e del­la lega­li­tà, con­tro ogni for­ma di sopraf­fa­zio­ne e di vio­len­za, di cri­mi­na­li­tà e di pote­re occul­to. Lo sce­na­rio che emer­ge dal­le pri­me noti­zie ren­de indi­spen­sa­bi­le una rifles­sio­ne pro­fon­da da par­te di tut­ta la col­let­ti­vi­tà, nel­la con­sa­pe­vo­lez­za che solo una cul­tu­ra di lega­li­tà dif­fu­sa potrà iso­la­re e quin­di scon­fig­ge­re chi, in que­sti anni con vio­len­za e pre­po­ten­za, si è impo­sto sui più debo­li. Per que­ste ragio­ni, saran­no valu­ta­te tut­te le oppor­tu­ne ini­zia­ti­ve a dife­sa dei dirit­ti vio­la­ti, del buon nome di Cin­que­fron­di e per il ripri­sti­no di ogni rego­la di civi­le con­vi­ven­za.