Milano, il Gip dispone il giudizio immediato per 57 persone accusate di far parte di cosche di ndrangheta

MILANO – Il gip Gennaro Mastrangelo ha accolto la richiesta dei pm milanesi Paola Biondolillo e Marcello Tatangelo e ha disposto il giudizio immediato per 57 persone accusate aver fatto parte o essere state al servizio di una cosca radicata a Milano e legata al clan di Reggio Calabria Libri-De Stefano-Tegano. Il processo si aprirà davanti al Tribunale il prossimo 28 aprile.

I 57 imputati erano stati arrestati lo scorso 16 dicembre dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Milano nell'ambito di un'indagine coordinata dai due pm e dal Procuratore aggiunto Ilda Boccassini e che ha portato a smantellare una 'locale' che operava nella zona tra piazza Prealpi a viale Certosa. Gli affiliati avrebbero operato secondo un canovaccio classico: estorsioni, intimidazioni, ai danni di imprenditori che da vittime sarebbero diventati organici alla criminalità organizzata. E poi traffico di droga i cui proventi sarebbero stati riciclati in operazioni apparentemente legali, come il tentativo, andato in porto, di concludere un affare sulla fornitura del servizio di ristorazione a San Siro.

Tra le persone mandate a processo in immediato ci sono il presunto capo della cosca Giulio Martino, i suoi fratelli Domenico e Vincenzo, ed anche un ex carabiniere del Nucleo tutela del lavoro, Carlo Milesi (che ha ammesso gli addebiti), un ex poliziotto, Marco Johnson, e alcuni imprenditori 'amici', tra i quali, Cristiano Sala, colui che ha consentito al clan di mettere le mani sul servizio catering per le partite del Milan al Meazza. Da quanto si è appreso un numero consistente di imputati ha già chiesto o ha intenzione di patteggiare la pena.

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